Eccomi, mi presento

 

Sono quasi due anni che sono arrivato nella parrocchia San Giovanni Battista di Cernusco Lombardone e ci sono ancora persone che vedendomi si fanno delle domande al mio riguardo.

 Mi chiamo Arsene Gildas Nemaleu Toussom, sono nato il 17 gennaio 1991 a Yaunde, la capitale del Camerun. Sono seminarista del Pime (Pontificio istituto per le missioni estere) dal 2012. Da adolescente sentivo questo desiderio di consacrare la mia vita al servizio di Dio attraverso il sacerdozio. La mia parrocchia in Camerun era diretta dai missionari del Pime, le cui provenienze erano diverse: Italia, India e Brasile; tutti però vivevano insieme nella stessa casa in un’armonia notevole. Per me ciò era un fatto straordinario. Più strano ancora era che questi sacerdoti oltre alla lingua ufficiale del paese, imparavano anche i dialetti, entravano proprio nella nostra cultura, mangiando il cibo locale e conformandosi alla realtà del posto. La loro semplicità di vita e il loro modo di stare con la gente mi hanno colpito. Considerando tutto questo, mi sono fatto la domanda: perché non potrei fare anch’io il missionario? In quell’epoca ero chierichetto. Allora ho deciso di iniziare un cammino di approfondimento spirituale, per capire meglio il significato di quello che sentivo nel cuore. Dopo la maturità liceale, ho passato un anno di discernimento al Nord del Camerun, dove lavoravano altri padri del Pime. E poi, tornato a Yaunde, ho studiato filosofia per tre anni. Sono arrivato in Italia a fine 2016 e per prima cosa ho studiato l’Italiano, per facilitarmi come ogni seminarista mandato in vari posti per il servizio dell’apostolato sia caritativo che parrocchiale. All’inizio della mia permanenza in Italia andavo a Rancio di Lecco, dove c’è la casa di riposo dei missionari anziani del Pime. Nel mese di aprile dello scorso anno, i formatori mi hanno mandato nella parrocchia San Giovanni Battista di Cernusco.

Approfitto di questa occasione che mi è offerta per ringraziarvi dell’accoglienza che mi avete dato. In modo speciale, ringrazio Don Alfredo per tutta la sua attenzione e soprattutto per la sua apertura verso l’opera missionaria e per il suo sguardo particolare verso l’Africa.

Proseguo in questo cammino e conto sulle vostre preghiere, affinché il Signore per la sua grazia faccia di me un missionario secondo il cuore di Gesù, a servizio della Chiesa e di ogni uomo, là dove sarò chiamato a vivere.

 

         

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