SETTEMBRE 2021

 

Il mese di Agosto è passato anche in Malawi, senza la nota caratteristica 

delle ferie lavorative e delle vacanze, come in Europa e altrove.

Con l’inizio di Settembre il governo del Malawi ha riaperto le frontiere, 

ma la lotta contro il COVID-19 continua, anche con le sue vittime.

Per me è doveroso, anche se molto doloroso, ricordare la perdita improvvisa 

del nostro amico e collaboratore prezioso Patrick Bwanali di 45 anni.

Il giorno 6 Agosto, festa della Trasfigurazione del Signore, alla Casa dei Volontari 

Patrick ha  partecipato alla benedizione della statua di Maria Madre della Vita, 

ma all’alba del lunedì seguente è spirato con accanto solo la moglie.

Una grande perdita per la sua famiglia, per la comunità di Balaka, per il Malawi, 

per Andiamo Trust, per l’Alleluya band e per me personalmente, che lo sento vicino…

Grazie di cuore per la partecipazione al dolore di tutti e per la generosità di amici 

che vogliono garantire l’educazione futura delle sue tre figlie, da lui tanto amate. 

Ciao Patrick, riposa in pace per l’eternità e che tu sia seme di nuovi amici e collaboratori 

della missione per la vita a Balaka, in Malawi, in Africa e nel mondo intero!

 

Non mi è facile scrivere e condivido alcune brevi riflessioni.

Non serve avere tutto, ma tutto quello che serve!

La domanda vera è: Cosa ci serve?  Ciascuno di noi da la sua risposta…

 

“Noi siamo portatori di grandi doni ricevuti e sta a noi valorizzarli, facendoci dono.

Il ‘calcolo aritmetico’ che segue, esprime bene come valorizzare i nostri talenti/doni. 

Un lingotto di ferro ha il valore di circa 100 dollari.

Se con esso si producono ferri di cavallo, il suo valore diventa di 250 dollari.

Se dallo stesso lingotto si producono aghi, allora il suo valore aumenta 

a circa 70.000 dollari.

E se si producono molle per orologi, il suo valore sarà di 6.000.000 di dollari.

Il nostro valore non sta solo in ciò di cui siamo fatti, ma anche, ed in larga misura, 

in quali modi siamo in grado di trarre il meglio da ciò che siamo”.  Wayne Dyer

 

“Abbiamo privilegiato il termine testimonianza e quasi dimenticato, 

accantonato quello del dialogo che è capacità di accoglienza e relazione.

Io non sono pessimista. 

Non lo sono perché confido nell’azione dello Spirito, ma anche 

perché sto vedendo tante esperienze belle, magari poco conosciute.

Il nostro compito è valorizzarle e mettetele in rete.

Dobbiamo tornare a parlare al cuore della gente e non solo alla mente delle persone.

Dobbiamo aprire delle fessure nel nostro essere cristiani e nel nostro essere Chiesa, 

attraverso cui lo Spirito possa entrare ed agire.

Essere pessimisti significa non credere all’imprevedibile azione dello Spirito”.

Giuseppe Palmieri Vescovo.

 

“Non lasciamoci scoraggiare dalla fatica, dalla scarsità dei risultati.

Non lasciamoci intristire dai fallimenti,

Dio con le nostre briciole sa fare il suo pane”.  Mansueto Vescovo

 

“Siamo solo granelli di sabbia,

ma insieme formiamo  

una spiaggia bellissima”.  Papa Francesco

 

Ciao  p. Mario

 

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AGOSTO 2021 BALAKA

 

Il 6 Agosto è un giorno speciale e la liturgia ci ricorda la Trasfigurazione del Signore!

In questo tempo storico noi umanità intera, segnati dalla pandemia del COVID-19, 

stiamo vivendo la nostra trasfigurazione dolorosa, ma che ci auguriamo fruttuosa 

di nuova vita per un mondo che già spunta come una nuova piccola gemma, 

destinata a crescere e produrre dignità di vita per donne e uomini dei cinque continenti.

Scrivo da Balaka in Malawi, dove la vita sembra si sia fermata, ma dove di certo 

non si è fermata la speranza delle nostre comunità che affrontano la situazione 

con forza e serenità unica di chi vive la vita per quello che è: un dono.

L’amico Paolo mi scrive ed esprime bene quello che colgo nel vivere quotidiano 

della nostra gente segnata, ma non schiacciata dalla situazione sempre più critica:

"Lunga vita all'Africa ed ai suoi abitanti...

Fedeli alla loro terra, meravigliosa e matrigna...

Pieni di disperata fiducia, ostinata speranza

che cogli nel loro sguardo e sorriso..."

 

"Siamo come pellegrini senza strada, 

ma tenacemente in cammino" Giovanni della Croce

Cantiamo la vita, anche quando ci mette alla prova ed il cammino si fa duro!

Nel nostro vivere quotidiano tutti sperimentiamo che siamo sempre in cammino, 

augurandoci che sia di crescita verso la pienezza della nostra vita,

ma non sempre sappiamo intravvedere dove ci porta il nostro peregrinare...

Dio è il vento e noi la piccola vela spiegata che si lascia investire dal soffio vigoroso 

dello Spirito, per iniziare una avventura appassionante, dimenticando il vuoto, 

seguendo la rotta del Vangelo di Gesù, via, verità e vita.

Dio in libertà inventa, apre, scuote, fa cose che non ci aspettiamo, è un vento nomade, 

che porta pollini dove vuole, porta primavere, disperde le nebbie e nel suo Vento creativo ci fa tutti vento che soffia dolcemente una nuova vita di amore, speranza e gioia! 

È il momento di gettare in abbondanza e con fiducia nella terra fertile delle nostre giornate 

il seme irresistibile dell’andare avanti, per poter poi raccogliere frutti abbondanti 

di umanità rinnovata con un futuro più degno per tutti piccoli e grandi, vicini e lontani.

“Sii occupato, ma non preoccupato.

Ciò che non sei in grado di farlo tu, lo farà Dio”.  

Sono le parole sapienti di Massimiliano Kolbe, che ogni giorno ha vissuto in pienezza 

la sua vita, fino a donarla, offrendosi per prendere il posto di un padre di famiglia 

dentro il bunker della fame fino alla morte, nel campo di concentramento di Auschwitz.

 

Ho potuto seguire di persona la preghiera dell’Angelus di Papa Francesco 

che si è affacciato dalla finestra del Policlinico Gemelli, dove era ricoverato. 

Con un filo di voce, il tono un po' affaticato, poche parole pronunciate con il suo sorriso 

di sempre, mentre a fianco aveva tre bambini ammalati, gli stessi che qualche giorno 

prima era andato a trovare per esprimere la sua vicinanza, ha detto al mondo:

“In questi giorni di ricovero in ospedale, ho sperimentato quanto sia importante 

un buon servizio sanitario, accessibile a tutti, come c’è in Italia e in altri Paesi. 

Un sistema sanitario che assicuri un buon servizio accessibile a tutti. 

Non bisogna perdere questo bene prezioso

Anche nella Chiesa succede che, per una non buona gestione sanitaria, 

si pensa di vendere le istituzioni sanitarie, e si pensa subito di venderla. 

Ma la tua vocazione Chiesa, non è avere quattrini, ma fare il tuo servizio gratuito, 

salvare le istituzioni gratuite"…

Ascoltare queste parole di Papa Francesco dalla finestra dell’ospedale, qui a Balaka, 

a circa cento metri dal nostro COMFORT HOSPITAL, mi ha particolarmente colpito 

e motivato ancor più nel nostro impegno comune, in questo momento così difficile 

per la Sanità in Malawi, resa ancora più gravosa con la pandemia COVID-19 

che ogni giorno fa vittime: i positivi, i ricoverati ed i morti… che si conoscono…

La salute e la cura non può essere un privilegio per pochi, ma è un diritto per tutti!

Io stesso nei mesi scorsi ho sperimentato la cura amorevole di medici ed infermieri 

e a loro che si impegnavano per me, dicevo che “deve essere così per tutti, ovunque”.

Si anche a Balaka, dove il nostro COMFORT HOSPITAL, con i due Centri Sanitari 

nei villaggi di KAPANDATSITSI e di TOLEZA da Gennaio a Giugno 2021 

ha accolto 33.777 pazienti e nella Maternità le nascite sono state 1.081.

Questi numeri e le file di persone in attesa, soprattutto mamme con i loro piccoli, 

che vedo ogni giorno preoccupano, perché comportano oltre all’impegno organizzativo 

anche un grande sforzo economico, ma insieme dobbiamo e possiamo farcela!

La Provvidenza che vuole il bene e la salute di tutti, ancor più di chi è nel bisogno,

non ci lascia soli, ma ci sostiene in questa grande missione, che a volte fa paura…

Con le nostre comunità ringrazio ANDIAMO TRUST e ORIZZONTE MALAWI onlus,

che in collaborazione con altre Associazioni di Solidarietà, dottori, infermiere/i volontari 

e con persone dal cuore generoso organizzano l’andamento giornaliero del COMFORT 

e l’approvvigionamento delle medicine e delle attrezzature mediche necessarie

per garantire un servizio ospedaliero dignitoso e gratuito per tutti.

 

In questi giorni ho mandato un messaggio con il tamburo ed il sorriso di Paul SUBIRI:

La nostra è una goccia nell’oceano dei bisogni, ma è un sollievo per molti!

“Conta le tue benedizioni, invece dei tuoi problemi.

Conta i tuoi sorrisi, invece delle tue lacrime.

Conta la tua gioia, invece dei tuoi dolori.

Conta i tuoi amici, invece dei tuoi nemici.

Conta le tue forze, invece delle tue debolezze…”

Così ci incoraggia Madre Teresa di Calcutta in questo tempo molto doloroso, 

ma che speriamo anche fruttuoso di bene per tutti, come canta il Salmo 126:

“Chi semina nelle lacrime mieterà nella gioia.

Nell’andare, se ne va piangendo, portando la semente da gettare,

ma nel tornare, viene con gioia, portando i suoi covoni”.  

 

Viviamo da operatori di fraternità, di dialogo, di misericordia, di riconciliazione, 

e solo così saremo testimoni autentici, semplici, umili, disinteressati 

e generosi del Vangelo della Vita, dell’Amore e della Gioia!

 

p. Mario

 

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GIUGNO 2021

 

In questo lungo periodo di quasi “clausura”, a motivo della pandemia COVID-19

e di alcuni miei problemi di salute, ho avuto più tempo di contemplare, ammirare, 

pregare, ascoltare, ricordare, ringraziare, valutare, progettare, guardare in avanti, 

raccogliendo alcuni pensieri sulla vita e sulla missione del Vangelo.

Coss dell’ALLELUYA band, dal Malawi mi ha scritto una lunga lettera in Chichewa 

ed il cuore della suo messaggio sono queste righe che ho tradotto fedelmente.

“Io penso che sia meglio trovare il modo di venire da noi, bambo/padre.

Ci manchiamo a vicenda ed è bene camminare insieme questi nostri ultimi giorni;

bambo/padre ovunque c’è Vita e Morte.

In Italia c’è Vita e c’è Morte, in Malawi c’è Vita e c’è Morte!

La nostra missione ha bisogno che noi lottiamo insieme.

Se possibile chiedi al tuo Professore di tornare in Malawi...

È meglio che la tua quarantena sia qui, se c’è da morire che sia qui in mezzo a noi,

e non solo solo in Italia.

Sì, lì è casa tua, perché lì sei nato, ma le radici della tua vita sono qui in Malawi".

Sono parole semplici e spontanee che arrivano al cuore, presentando la vita 

nella sua essenza profonda di dono da donare e vivere insieme fino in fondo.


 

"La vita è un prestito che quando meno te lo aspetti ti viene chiesto di restituire...

Ho perso amici di covid e la fede che credevo solida ha vacillato".

Così mi ha scritto l'amico Paolo e senza pretendere di dare una risposta,

mi sembra sapiente l’immagine della pianta che strattonata dal vento forte, 

con le sue radici aggrappate alla terra non cade, ma si piega e si irrobustisce!

La vita è il più grande dono nella gioia e nel dolore, ma a volte ce lo dimentichiamo....

In questi tempi ci vengono incontro e quasi ci accerchiano sempre più storie di uomini 

e di donne segnati da drammi pesanti, che fanno traballare la speranza della vita.

Persone come noi, forse fino a ieri in situazioni normali, che improvvisamente precipitano 

nel buio della disoccupazione, dell’insufficienza economica o della malattia

che ti avvicina al mondo della sofferenza a causa della salute che viene meno. 

C’è anche la disperazione per perdita di tutto: casa, patria, famiglia, lavoro…Italiani e non.

Seguendo Gesù Cristo con lo sguardo fisso su di Lui e camminando con Lui

diventiamo “portatori sani” di una “malattia” che si chiama “carità” per tutti

e che si trasmette solo per contagio benefico.

La carità genera relazioni, comunica, coinvolge e apre il cuore e le mani agli altri.

Che fare? 

Tendere la mano sempre o volgere lo sguardo altrove come nella parabola? 

Si tratta di una scelta di vita che come cristiani dobbiamo affrontare!

Se guardiamo la vita di Cristo capiamo subito dove Lui ci porta. 

Non ha mai posto limiti alla carità, si è “nascosto” nei fratelli più piccoli, come carcerati, 

emarginati, malati, profughi e ha chiesto a chi lo segue di amare perfino i propri nemici.

E’ molto impegnativo, infatti ci ricordiamo il suo invito: “Chi vuol venire dietro a me…” 

Permettere che prendano campo in noi sentimenti di egoismo, di paura, di autodifesa 

e di presa di distanza è esporsi alla “tentazione dell’indifferenza” e del guardare altrove.

Questo atteggiamento ha preso una dimensione profonda e mondiale al punto 

che possiamo anche parlare di una "globalizzazione dell’indifferenza". 

Si tratta di un disagio che come cristiani dobbiamo affrontare e con la forza dello Spirito 

sconfiggere per sapere aprire il nostro cuore, metterci accanto, chinarci su ci soffre,

per rialzarci insieme e camminare in comunione e condivisione.

“Pochi sanno come nasce una perla: 

quando un granello di sabbia entra in un’ostrica la punge, la ferisce e l’ostrica piange,

ma la sua lacrima giorno dopo giorno si solidifica e diventa una perla preziosa.

Forse possiamo imparare la lezione: le nostre lacrime sono le nostre perle”! Enzo Bianchi


 

L’ ATTESA, è dentro di noi da quando siamo nel grembo di nostra madre, ancor

prima di nascere alla luce del nostro primo giorno ed al buio della nostra prima notte!

Tutta la nostra vita in verità è segnata dall’attesa del dopo, del domani, dell’oltre, 

della pienezza di vita, della morte e della risurrezione per la vita per sempre.

C’è l'attesa colma di fiducia, di paura, di speranza, colorate di dolore e di gioia, 

che non si escludono, ma che a volte si mescolano, prevalendo ora l'una, ora l'altra...

Tutto questo l’ho vissuto in questi lunghi mesi, lontano fisicamente dal Malawi,

sopratutto da quando ho incominciato una serie di esami medici per la mia salute 

che ha un poco traballato e che ora pur con i suoi limiti è tornata abbastanza buona.

Eccomi ora pronto a tornare in Malawi per fine mese, almeno spero, grazie 

alla Provvidenza del mio prof. Carlo, di amici volontari dottori ed alla preghiera di tutti voi.

Con fiducia e forze rinnovate continuiamo insieme e viviamo la missione della vita,

secondo il cuore di Gesù ed il suo Vangelo, buona notizia di amore vero per tutti.

Essere contenti con la gioia nel cuore non significa non desiderare di più;

significa che siamo grati per quello che abbiamo e pazienti per quello che verrà.

Misuriamo la felicità con quello che siamo e che abbiamo 

e non quello che non siamo e non abbiamo.

La radice della gioia è la gratitudine.

Non è la gioia che ci fa essere grati;

è la gratitudine che ci fa colmi di gioia!


 

p. Mario

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MAGGIO 2021

 

Il mese di Maggio è da sempre il mese di Maria, dei fiori, dei fioretti e quest’anno 

Papa Francesco ci invita alla maratona della preghiera per sconfiggere la Pandemia 

che flagella il mondo intero e per rinforzare la speranza di una vita dignitosa per tutti.

Ho pensato di raccogliere un piccolo mazzo di frasi che parlano al nostro cuore...

 

"La saggezza sta nel sapersi limitare e nel capire le proprie forze reali". 

Pavel Florenskij

 

"Nella vita non dobbiamo fare faville,

ma dobbiamo fare luce

e la luce si può fare anche nel silenzio".  don Tonino Vescovo

 

"Secondo un detto attribuito a Franz Kafka:

'Chi mantiene la capacità di vedere la bellezza non invecchia mai'. 

Se i nostri occhi rimangono aperti alla bellezza della creazione di Dio 

e le nostre menti alla bellezza della sua verità, 

allora possiamo sperare di rimanere giovani 

e di costruire un mondo che rifletta qualcosa della bellezza divina, 

in modo da offrire ispirazione alle future generazioni per fare altrettanto".

Papa Francesco

 

"Di occhi belli ne è pieno il mondo, 

ma di occhi che ti guardano con sincerità e amore 

ce ne sono pochi".  Bob Marley

 

Il nostro più grande problema di comunicazione 

è che non ascoltiamo per capire. 

Ascoltiamo per rispondere...

 

“La morale evangelica consiste nella fecondità e non nell'osservanza di norme. 

Al tramonto della vita terrena, la domanda ultima non riguarderà 

comandamenti o divieti, sacrifici e rinunce, 

ma punterà tutta la sua luce dolcissima sul frutto: 

dopo che tu sei passato nel mondo, nella famiglia, nel lavoro, nella chiesa, 

dalla tua vite sono maturati grappoli di bontà o una vendemmia di lacrime? 

Dietro di te è rimasta più vita o meno vita?”  E. Ronchi

Più che mani pulite, Dio chiede mani colme di frutti di amore!

 

“Il Signore della vita ci vuole pieni di vita e ci da il segreto della vita:

la si possiede solo donandola...”  23 Apri 2021

“Alle volte gli occhiali per vedere Gesù sono le lacrime”.  Papa Francesco

 

Non basta essere credenti, ma anche credibili e lo siamo vivendo la carità! 

 

p. Mario

 

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VENERDÌ SANTO 2021

VITA Nasci, Vivi, Muori, Risorgi, VITA!                                           

 

Oggi è il giorno della silenziosa contemplazione 

di Gesù che in croce dona la sua vita per tutti. 

Egli consapevole affronta da 'colpevole' una morte terribile,

e sulla croce ha tremato di paura fino al grido:

"Dio mio Dio, perché mi hai abbandonato?"

Poi con totale fiducia si rivolge al Padre suo con un filo di voce:

"Padre nelle tue mani affido il mio spirito"! 

E prima di spirare alza la sua voce: "Tutto è compiuto...".

Gesù ha compiuto la sua missione facendo la volontà del Padre, 

che di certo non vuole la morte dolorosa di suo figlio Gesù, 

ma il dono di un vita nuova per tutti, frutto della sua Morte e Risurrezione.

 

Ora in semplicità lascio parlare il mio cuore per condividere alcuni pensieri personali

in questi momenti straordinari di dolore, ma anche di speranza per il mondo intero.

Per “imparare a morire bene”, secondo la tradizionale preghiera per la buona morte, 

devo "imparare a vivere bene"!

L'esercizio della buona morte passa dall'esercizio del buona vita, che si concretizza 

nel vivere il nostro quotidiano nelle sue piccole e grandi azioni, oggi.

La vita è un miliardo di attimi unici e irripetibili da vivere in fiducia, gioia e pienezza, 

come fossero il primo e l'ultimo e come il sole che ogni giorno tramonta e risorge.

Infatti la vita non concede repliche, ma solo nuovi inizi dagli orizzonti spalancati.

"Nella vita non possiamo sempre fare cose grandi,

ma possiamo fare cose piccole con grande amore".  Madre Teresa

 

Dice un proverbio africano: 

"Chi prende in mano un bambino, prende in cuore una mamma"!

Prendere in mano un bambino è prendere in mano il futuro suo e dell'umanità,

che lui costruisce non da solo, ma anche con il nostro contributo attento e rispettoso.

Anch'io sono stato generato alla vita dai miei cari genitori Giacomo e Lucia

e poi preso in mano da loro, certamente con tanto amore e semplicità.

Accanto a me sono stati, mia sorella Mirella, i miei fratelli don Paolo, Andrea, 

i miei famigliari, il mio paese Entratico, la mia comunità Monfortana, 

i miei cugini preti don Giacomo e padre Angelo, il Malawi, Balaka, don Cesare, 

fratello di missione per lunghi anni, l'ALLELUYA band, Andiamo YCT, 

i tanti bravi volontari, amiche e amici del cuore dall'Italia e dal mondo.

Dopo tre anni dalla morte improvvisa di mio fratello Andrea a Balaka, 

in un momento non facile per la mia salute, grazie alla Provvidenza, 

durante un concerto dell’ALLELUYA band nel 2008 ho conosciuto 

chi sarebbe diventato il mio prof. CARLO Pappone!

Da allora fino ad oggi lui ha curato tanto la mia salute e sostenuto la nostra missione, 

con professionalità, discretezza ed efficacia, come vero fratello dal cuore grande.

Con amore tutti mi hanno aiutato a crescere e vivere la missione del Vangelo di Gesù, 

ovunque e sempre, nella gioia e nel dolore, con le sue fatiche, gli sbagli 

ed anche con frutti buoni di tanti sforzi per una vita dignitosa e piena per tutti.

A tutti chiedo Scusa, dico Grazie e Canto Lode a Dio, Sempre!

In lingua Chichewa: Kwa inu nonse Pepani, Zikomo, Mulumgu atamandike nthawi zonse!

 

Per me si avvicina sempre più il momento di andare oltre e passare all'altra sponda

di prendere il largo verso l’altra vita senza tempo ne spazio, per sempre

nella comunione dei Santi, con gli angeli e con Dio, Lui pienezza di vita...

Queste parole confermano la frase che ho scritto 45 anni fa a ricordo 

della mia Ordinazione Sacerdotale, con i fratelli missionari, Isidoro e Francesco, 

celebrata dal nostro Vescovo A. Assolari a Roma, il 31 Ottobre 1976: 

"Sulla tua parola getterò le mie reti..." è la risposta di Pietro a Gesù che lo ha esortato 

a prendere il largo con gli altri pescatori, gettando le reti per una pesca abbondante.

Poi Gesù li ha chiamati a diventare suoi apostoli per annunciare il suo Vangelo 

di vita, amore e gioia a tutti e dovunque nel mondo, seminando e facendo 

crescere la fraternità umana universale, che raggiungerà la sua pienezza...

Sono chiamato ancora una volta ad andare altrove! Un altrove che non conosco...

So solo di non essere ancora arrivato, di non potermi perciò accomodare; 

un "oltre" che ogni giorno un po' mi seduce e un po' mi impaurisce, ma al quale 

con fiducia affido ogni giorno la mia speranza in Lui che chiama ancora.

"Ruba tutti i colori del mondo e dipingi la tela della tua vita,

eliminando il grigio delle paure e delle ansie.

Abbandona i tuoi vecchi abiti e vestiti di gioia"!  Omar Falworth

Il tempo che mi resta lo voglio vivere ancora con tutti voi, in serenità, entusiasmo, fiducia, 

speranza, gioia e con tutte le forze, per cercare di fare insieme il nostro possibile, 

convinti che solo Lui è capace, con i suoi tempi provvidenziali, di realizzare l’impossibile!

Poco prima di Natale 2021 compirò 72 anni e dopo aver camminato sulle strade 

di questo nostro mondo, incrociando lo sguardo di tanti bambini, ragazzi, giovani, 

adulti ed anziani, mi sento di condividere come un dono tre preziose parole:  

PROVVIDENZA come il nome proprio del destino!

ACCOGLIENZA come cultura della cura contro quella dello scarto!

GIOIA come il colore della nostra vita, per vincere il grigio delle nostre giornate!

 

PROVVIDENZA

"La Provvidenza sorge prima del sole" ed è sempre con noi!

Dai primi giorni dei miei 44 anni di vita in Malawi, sentivo dire semplicemente

"MULUNGU ALIPO" e con il passare del tempo ho imparato dalle comunità 

che incontravo, ho imparato ad usare il nome di PROVVIDENZA

invece di nomi, come destino caso, che spesso usiamo in Occidente.

La nostra vita non è segnata dal destino o dal caso, ma dall’incontro con il Dio,

di Gesù Cristo, inspirati dallo Spirito, che sempre è vivo e all’opera in noi.

In questi lunghi giorni, "nascosto" nella mia stanza in Italia a causa delle restrizioni preventive 

contro la pandemia Covid-19, ma anche per miei problemi di salute,

ho potuto rivivere la presenza autentica della Provvidenza nella mia vita personale,

con suoi momenti più belli e meno belli, ma sempre di grazia e di crescita.

 

Mi permetto di esprimermi facendo mie le parole di San Paolo:

"Nelle mie giornate ho imparato a vivere nella povertà e nell’abbondanza; 

sono allenato a tutto e per tutto, alla sazietà e alla fame, all'abbondanza e all'indigenza. 

Tutto posso in colui che mi dà la forza", grazie alla Provvidenza, sempre 

all’opera con tante persone disponibili, dal cuore buono e generoso come voi. 

Anche durante i nostri preziosi Tour Internazionali delle Giornate Mondiali della Gioventù, 

con l’Alleluya band, dall’anno 2000 fino a due anni fa, l’incontro con il Papà 

ci ha sempre arricchiti di forza nuova per la nostra missione ed ora siamo in attesa 

dell’anno 2023 e partecipare alla GMG di Lisbona, Mulungu akafuna, se Dio provvederà...

Ancor più la Provvidenza è stata vicino a tutti noi nella nostra missione del Vangelo

ed i tanti semi di crescita gettati nel terreno più o meno fertile delle nostre comunità 

stanno portando frutti buoni di amore, speranza e di presa vera della loro responsabilità

nei progetti a favore delle Scuole, del nostro Ospedale Comfort Community Hospital, 

delle Cooperative sociali sotto l'ombrella della ANDIAMO TRUST, in partnership 

con ORIZZONTE MALAWI Onlus ed in collaborazione con tante altre Associazioni 

nel mondo, alle quale vanno la nostra sincera stima e la nostra grande riconoscenza.

La ricompensa è la gioia di condividere gli sforzi per una crescita di tutti, anche nostra, 

perché i frutti veri sono nel cuore di ciascuno di tutti noi e poi Gesù stesso ci ha detto:

“c’è più gioia nel donare che nel ricevere”, con i sogni che non si fermano mai, 

dove vincono l’amore e non l’egoismo, l’interesse degli altri e non solo il nostro.

Insieme cerchiamo di fare qualcosa di bello per tutti, ovunque e sempre.

 

 

ACCOGLIENZA

In Malawi la prima parola che leggi e ascolti dal tuo arrivo all’aeroporto 

fino al villaggio più lontano nella savana è "TAKULANDIRANI, Ti accogliamo".

Anche per questo il Malawi si è guadagnato il nome 

di  "THE WARM HEART of AFRICA" “Ll caldo cuore dell’Africa",!

Con l’Alleluya band abbiamo sperimentato l’accoglienza durante i nostri Incontri Internazionali 

dei 5 continenti e soprattutto in Italia, anche in momenti di disagio.

Portiamo ancora nei nostri cuori i colori, le bandiere, le canzoni, i balli, 

i bambini con i loro genitori, ragazzi, giovani, adulti e nonni da tutto il mondo;

una bella immagine dell'intera umanità, raccolta nella speranza di un presente 

e di un futuro più degni, capaci di condivisione, fraternità umana e pace.

Vogliamo continuare a vivere lo stesso spirito di fratellanza e fiducia reciproca, 

per trovare ancora più la forza di credere nella bellezza, nella bontà, nell’amore 

e nel futuro più degno dell'umanità, proprio di tutta l’umanità.

Vogliamo un nuovo mondo: semplice, chiaro e lussureggiante per tutti.

 

Nel nuovo mondo non ci possono più essere le razze, ma la razza umana.

Le gocce d'acqua di diversi fiumi, mari e oceano sono le stesse.

Come l'arcobaleno composto da tanti colori diversi, siamo la generazione della vita. 

C'è chi piange e chi si rallegra, chi spera e chi dispera, chi costruisce con fiducia,

ma l'amore ci fa gioire, soffrire, piangere, disperare, sperare e costruire insieme!

È nella quotidianità che ci dobbiamo impegnare a vivere l’accoglienza e comincia 

con chi abbiamo accanto nella famiglia, nella comunità, ma non solo, perché si apre 

a chi incontriamo ed anche a chi è da noi lontano, ma è sempre nostro prossimo.

"Le differenze sono sempre da comporre, non da eliminare.

È ovvio che dal rispetto deve nascere l’accoglienza".  don Tonino Vescovo

La cultura dello scarto non può trovare posto nella cultura del “tutti fratelli”.

Pochi giorni fa un’amica, angosciata dalla situazione della sua mamma anziana 

ed in difficoltà, mi ha confidato una sua riflessione che trovo profonda e sapiente.

Di fronte ad un bambino tutti ci sentiamo di fare di tutto per un suo futuro dignitoso.

Di fronte ad un anziano spesso troviamo motivi per non fare tutto il nostro possibile 

per garantirgli il suo domani dignitoso, pur sapendo che ormai la morte si avvina...

Perché"? A volte diciamo che ormai l’anziano è alla fine ed è solo questione di tempo...

È la cultura dello scarto che vede il guadagno ed il profitto più importante della persona, 

mentre la cultura della cura e dell’accoglienza prima vede sempre la persona che vive.

Come il buon sangue, che scorre nelle vene del nostro corpo, porta vita buona, 

così anche la buona accoglienza e la cura che scorrono nelle vene del nostro spirito, 

portano la vita della fiducia, comunione, fratellanza e crescita comune a beneficio di tutti.

“L’amore fraterno resti saldo. Non dimenticate l’ospitalità; 

alcuni, praticandola, senza saperlo hanno accolto degli angeli”.  Ebrei 13, 1-2

"La carità è la cosa più bella che ci sia...Non a caso la Carità è Dio", 

dice l’amico don Angelomaria e dove c’è servizio autentico c’è gioia vera!

 

GIOIA

Mi ha sempre colpito l’espressione latina: dulcis in fundo / il dolce in fondo,

ma oggi la sento particolarmente adatta nel completare le tre parole chiave,

che possono raccogliere ed esprimere il messaggio di una intera vita.

Nel vivere la Provvidenza e l’accoglienza si sperimenta la gioia del vivere 

serenamente il nostro quotidiano con fiducia e amore nelle cose piccole e grandi.

"La gioia deve essere condivisa...

L’amore viene dalla gioia ed è la prova della verità della Cristianità" ,

ha affermato Papa Benedetto XVI, il 21 Ottobre 2014 all’Università Urbaniana.

Tutti possiamo vivere con gioia, ma è una scelta di vita che libera la gioia che è in noi,

fin da bambino, come proclama il Salmo 4,8: "Hai messo gioia nel mio cuore". 

Noi però dobbiamo curare la gioia, perché nella nostra crescita, cresca con noi,

si fortifichi sempre più e la condividiamo, mai permettendo che gli altri 

e le situazioni che incontriamo, la possano soffocare o rubarcela.

A me piace sempre augurare salute e soprattutto serenità, che deve esserci sempre,

anche quando la salute diminuisce per la malattia o per l’età.

La gioia è alimentata dalla speranza che a sua volta è confermata dalla gioia.

Possiamo dire che gioia e speranza si alimentano e si irrobustiscono reciprocamente.

"Speranza, sempre speranza...

Vivere, sognare, amare, credere 

e mai disperare, sii pieno di gioia...

Possa la tua vita diventare un giardino di opportunità per essere felici.

Possa tu essere un amante della gioia nelle tue primavere.

Possa tu essere un amico della saggezza nei tuoi inverni".

Con queste parole di Papa Francesco ci invita con forza a vivere la speranza e la gioia, 

perché solo così possiamo vivere, testimoniare ed annunciare il Vangelo di Gesù.

 

Oggi è il Venerdì Santo, Good Friday/ Buon Venerdì è chiamato in inglese.

Di fronte al mondo c’è la croce della Pandemia di COVID 19 e per noi in attesa, 

nella penombra già spunta la luce della Risurrezione di Gesù.

Tra le ultime parole di Gesù in agonia sulla croce, una è SITIO / HO SETE, 

e sentendola una guardia ha offerto una spugna intrisa di aceto, infilata su una canna.

In tutte le Cappelle delle comunità delle Missionarie della Carità, sparse nei cinque continenti, 

di fronte all’altare leggi sempre in latino SITIO, che significa HO SETE.

Madre Teresa è stata colpita dall’invocazione di Gesù: “Ho sete”, che per lei voleva dire: 

“Ho sete di amore e di anime”. 

È il paradosso del Dio cristiano che ha bisogno dell’amore degli uomini, 

che si incarna per incontrarli e salvarli e che in cambio riceve la croce. 

Madre Teresa saziava questa sete di Gesù amandoLo e servendoLo 

nelle sembianze sfigurate dei più poveri; amando loro, amava Lui. 

Ma non basta, perché noi siamo abituati a pensare alle sofferenze fisiche di Gesù, 

non a quelle spirituali, al suo sentirsi abbandonato, rifiutato, alla paura di ciò 

che doveva affrontare, fino a sudare sangue e gridare: "Perché mi hai abbandonato?"

Quanta di questa sofferenza è in tutti noi, poveri e ricchi, alla quale dobbiamo 

dare una risposta di speranza e di amore capace di far nascere vita nuova, 

come il buon ladrone alla destra di Gesù, che si è sentito accolto per l’eternità! 

Papa Francesco, lancia un monito, sull’esempio della lampada eucaristica:

"Senza il fuoco dello Spirito le profezie si spengono, 

la tristezza soppianta la gioia, 

l’abitudine sostituisce l’amore, 

il servizio si trasforma in schiavitù".

"La Croce: sconfitta o vittoria? Non pare debbano esserci dubbi. 

La sconfitta è manifesta, almeno ad una valutazione immediata.  

Ma ad un esame più attento Gesù risulta vittorioso,

perché nemmeno la morte ha potuto distoglierlo dal suo proposito di amore! 

Veramente morendo ha vinto la morte"!

 

p. Mario

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21 MARZO 2021

 

È questo il tempo favorevole ed opportuno per ascoltare nel silenzio fruttuoso la voce,

che dal nostro cuore ci parla e ci indica il cammino verso la Risurrezione.

Insegnaci Signore il segreto della vita.

la pazienza del seme,

il coraggio delle radici,

la forza del germoglio,

l’elasticità dei rami,

la tenerezza delle foglie,

la fiducia del fiore,

                  la generosità...  Luigi Verdi

Anche noi, come i Magi dell’Epifania, oggi vogliamo vivere 

e donare al mondo intero i loro tre doni:

il balsamo della SPERANZA, il profumo della GIOIA e lo scrigno della SERENITÀ

 

Il futuro non lo conosciamo, ma noi lo possiamo costruire insieme.

La nostra vita è colma di avventure quotidiane da vivere a pieno ed in fiducia.

Meglio fare senza dire, che dire senza fare!

Dal primo vagito all'ultimo respiro, anzi dal concepimento alla sepoltura,

la nostra vita è un miracolo quotidiano di crescita fino alla sua pienezza.

Dal buio nel seno materno al buio nella nuda terra, la nostra vita è un alternarsi 

di sole e luna che segnano i giorni e le notti degli anni più o meno numerosi,

che ci portano alla maturità umana ed alla pienezza della vita per sempre...

La vita autentica apprezza chi siamo e quanto abbiamo, non dando spazio a lamentele.

Essere contenti non vuol dire non impegnarsi di più, non desiderare di più,

ma significa che sei grato per quello che hai e paziente per quello che verrà.

Misura la felicità con quello che sei e che hai e non quello che non sei e non hai.

"In mezzo a tanti motivi di scoraggiamento 

e tra tanti profeti di distruzione e di condanna,

in mezzo a tante voci negative e disperate,

voi siate una forza positiva,

siate luce e sale di questa società;

siate il locomotore che traina il treno in avanti,

diritto verso la meta;

siate seminatori di speranza, costruttori di ponti 

e operatori di dialogo e concordia" Papa Francesco

 

"Ogni tramonto porta la promessa di una nuova alba". Ralph Emerson

"La morte somiglia al tramonto del sole, il quale solo in apparenza viene inghiottito dalla notte, mentre in realtà è sorgente unica di ogni luce, senza interruzione arde a nuovi mondi, reca nuovi giorni, in ogni attimo si leva e ogni attimo tramonta" . Arthur Schopenhauer

Spesso nel nostro quotidiano non facciamo che prepararci a vivere, ma non viviamo mai, 

in attesa di opportunità sempre migliori, ma loro passano oltre...

Il seme della vita piantato in noi con la nascita, cresce, ma deve essere curato con amore 

per portare frutti che maturino con pazienza fino a raggiungere la loro pienezza.

"La morte non è un tramonto che cancella tutto! 

Ma un passaggio, una migrazione e l’inizio un’altra vita per ogni vita"!  Cicerone

C'è un passaggio da vivere, c’è la Pasqua dalla dinamica della Morte e Risurrezione,

che supera il tempo e lo spazio per raggiungere il sempre e ovunque in Dio, la pienezza!

 

p. Mario

 

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17 FEBBRAIO 2021
NUOVO INIZIO... p Mario MALAWI

 

Iniziando la Quaresima di quest’anno colmo di dolore, di paura, ma anche di speranza, 

le parole di S. Paolo possono illuminare il nostro cammino verso Gesù Risorto, 

per Risorgere con Lui: Fate tutto per la gloria di Dio” 1 Cor 10, 31.

Come possiamo, con la tragedia che il mondo vive, pensare alla gloria di Dio?

Forse dimentichiamo le parole di Ireneo, Padre della Chiesa del 130-202 d. C.:

“La gloria di Dio è l’uomo vivente”!

Solo nella persona vivente, Dio trova la sua vera gloria, 

perché noi siamo sua Immagine...

Ma quale papà, mamma, può gioire se la figlia, il figlio sta male?

 

Da sempre nel tempo di Quaresima ci accompagnano tre parole : 

Preghiera, come dialogo intensificato con Dio e con gli altri.

Digiuno, come atteggiamento di conversione all’essenziale della vita.

Solidarietà, come carità operativa con le opere di misericordia, ma anche con la cura nell’attenzione al prossimo ed al creato.

Come Papa Francesco ci suggerisce, coloriamo queste tre parole con i colori della Vicinanza, della Compassione e della Tenerezza.

Apriamo i nostri occhi per vedere i nostri fratelli e sorelle.

Apriamo le nostre orecchie per udire le loro invocazioni di fame, di freddo, di paura, della guerra e dell'oppressine.

Apriamo le nostre mani per accogliere, donare e ricevere con gioia.

Apriamo il nostro cuore, per imparare ad amarci senza confini

e dipingere con tutti i nostri colori l'arcobaleno della vita, amore, pace e gioia.

 

Il sole è un grande maestro di vita.

Quando tramonta porta la pace.

Quando rinasce, regala la speranza.

Ogni giorno!

Insieme iniziamo questo tempo favorevole e prezioso di 40 giorni, con un “silenzio” fruttuoso,

e camminiamo con Gesù sulla via della Croce, verso la sua e la nostra Risurrezione!

 

p. Mario

 

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1 Gennaio 2021

 

BUON ANNO: sia colorato dalla speranza e dalla gioia, nonostante tutto!

Chi ben inizia è a metà dell’opera ed allora iniziamo bene l’anno nuovo,

facendo spazio nel nostro cuore all’amore, alla speranza e alla gioia, 

come nostro cibo quotidiano, che alimenta la nostra vita di ogni giorno.

 

Tra gli auguri che ho ricevuto per il mio compleanno il mese scorso, ho letto:

"L'importante per te non è quanti anni nella tua vita, 

ma quanta vita nei tuoi anni"!

Una frase sapiente attribuita ad Abraham Lincoln, che ci invita 

a vivere i nostri anni, i nostri mesi ed i nostri giorni in serenità, 

riempiendoli di vita autentica, carica di amore, speranza e gioia.


"La speranza è la più umile delle virtù, 

perché rimane nascosta nelle pieghe della vita, 

ma è simile al lievito che fa fermentare tutta la pasta". Papa Francesco

Bassetti Vescovo di Perugia, dopo oltre un mese in ùospedale per il Covid-19, ci esorta:

"V’incoraggio a cercare i semi di speranza sparsi nella quotidianità,

 per costruire una società più bella, fondata sulla fraternità".

"Regaliamoci speranza" scrive don Virginio della Casa della Carità a Milano,

per la quale invoca e sfida sempre con ostinazione la Provvidenza.

 

"Tu vai incontro a quelli che praticano con gioia la giustizia

e si ricordano delle tue vie". Is 64,4

Aspettando con pazienza il tempo giusto delle cose, accendi un sorriso...

"La speranza ha bisogno di pazienza.

La pazienza di sapere che noi seminiamo,

ma è Dio a dare la crescita". Papa Francesco

Perché quest’anno la nostra speranza gioiosa sia più robusta, 

non temiamo di scontrarci e riconciliarci con la nostra fede nel Dio della vita,

nel Gesù del Vangelo e nello Spirito di sapienza e forza.

Solo così possiamo diventare più creativi ed operosi nella carità per tutti, vicini e lontani.

Non c’è dubbio che noi siamo esseri finiti, ma siamo capaci di infinito e di eternità, 

perché il nostro Dio è "padrone" dell’infinito e dell’eternità.


Preghiamo Maria, madre di Dio e auguriamo che “l’umanità progredisca sulla via 

della fraternità, della giustizia e della pace fra le persone, le comunità, i popoli e gli Stati”.

Coltiviamo e lasciamo crescere speranza e gioia nel campo della nostra vita

ed anche quest’anno fioriranno tanti doni di bontà in noi ed attorno a noi,

che faranno più bello il nostro vivere quotidiano nel nostro mondo, 

così provato, ma anche così desideroso di nuova vita.

Auguri per il nuovo anno, che sia buono!

 

p. Mario

 

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BUON NATALE di VITA, AMORE, SPERANZA e GIOIA,

accogliendo Gesù Emanuele, con sorelle e fratelli tutti!

 

È NATALE... 

 


 

Io sogno che un giorno gli uomini capiranno

che sono fatti per vivere insieme come fratelli;

io sogno che un giorno la giustizia scorrerà come l’acqua.

Io sogno che un giorno la guerra cesserà,

che gli uomini trasformeranno le loro spade 

in vomeri d’aratro e le donne in falci,

Che le nazioni non si scaglieranno più le une contro le altre 

e non faranno mai più la guerra.

Sarà un giorno meraviglioso,

le stelle del mattino canteranno insieme 

e i figli di Dio grideranno di gioia. 

Martin Luther King


 

Ciao 

p. Mario

 

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13 DICEMBRE 2020    INSIEME VERSO NATALE


Oggi è Santa Lucia ed il significato del suo nome “luminosa" "splendente", 

ci anticipa la gioia di accogliere Gesù, luce del Natale, ormai vicino.

I doni di Santa Lucia non sono solo per i bambini che a lei hanno scritto la letterina,

ma sono anche per noi in cammino verso Gesù bambino, Emanuele.


Tutti siamo chiamati alla gioia e nella parabola dei talenti fatti fruttare

e Gesù, come ricompensa, ci invita: “Entra nella gioia del tuo Signore” Mt 25, 21 

Se crediamo a un Signore che offre tutto e non chiede indietro nulla, 

che crede in noi e ci affida tesori, follemente generoso, 

che intorno a sé non vuole dipendenti, rendiconti, ma figli, 

allora entriamo nella gioia di moltiplicare con lui la vita. 

Il Vangelo è pieno di una teologia semplice, la teologia del seme, 

del lievito, del granello di senape, del bocciolo, di talenti da far fruttare, 

di inizi piccoli e potenti. 

A noi tocca il lavoro paziente e intelligente di chi ha cura dei germogli. 

Siamo tutti sacerdoti di quella che è la liturgia primordiale del mondo. 

Dio è la primavera del cosmo, a noi di esserne l'estate profumata di frutti. 

"Anche un sorriso che condividiamo con il povero 

è sorgente di amore e di gioia.

La mano tesa possa sempre arricchirsi del sorriso 

di chi non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, 

ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Gesù". Papa Francesco

 

Saluti cari e auguri di BUON NATALE, 

con le parole di una nostra amica africana, Michela:

“Una goccia di gioia può guarire un mare di tristezza!

È proprio vero... la gioia contamina l’anima e porta luce nel buio...

A tutti vi auguro tante gocce di GIOIA”.


Ciao

p. Mario

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Malawi 5 Dicembre 2020, sabato

Qui nella nostra cittadina di Balaka improvvisamente Giovedi verso le 5 è mancata la corrente, rientrata dopo 24 ore e una pioggia torrenziale con tuoni, fulmini e vento da spavento hanno reso l'atmosfera buia per circa un'ora e mezzo.
 

La paura è stata veramente tanta ed è confermata dalla morte di un bambino di 12 anni, colpito da un fulmine, mentre tentava rifugio in una casetta, dai feriti la maggioranza non gravi e da centinaia di case e capanne distrutte, da scuole con il tetto portato via e con danni al tetto in lamiera della Chiesa della nostra missione...
 
La prima notte le famiglie l'hanno trascorsa come potevano, anche per proteggere le loro cose ed ora hanno trovato rifugio nelle scuole.
 
Ed ora? Diamoci tutti una mano e la nostra gente ancora una volta, forti della speranza 
nella vita, andrà avanti come sempre, condividendo gioie e dolori, convinti che
"BOLA MOYO/IMPORTANTE È LA VITA"!
 
Vostro padre Mario

Padre Mario ci informa con queste immagini ciò che è successo nei giorni scorsi
per il passaggio di una forte perturbazione

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NOVEMBRE 2020 MALAWI 


 

Questo mese è molto sentito da tutti noi per la memoria dei cari defunti

e quest’anno prende un significato molto particolare. 

Tanti fratelli e sorelle colpiti dal virus Covid-19 sono stati anche vittime 

di una morte in solitudine estrema e senza il conforto dei propri cari, 

nel momento del loro ultimo e definitivo passaggio alla vita per sempre.

Ci conforta pensare che di certo il Dio della vita era accanto a loro 

e che “ora sono nelle Sue mani”, come cantano i nostri qui in Malawi, 

durante le veglie funebri di conforto e di speranza.

Le domande cariche di dolore sono molte e sembrano non avere risposta,

ma S. Agostino, senza pretendere di rispondere, ci dona speranza e ci consola:

"Signore non ti chiediamo perché ce l’hai tolto,

ma ti ringraziamo per avercelo dato.

I nostri occhi pieni di lacrime sono fissi nei tuoi pieni di luce.

Coloro che amiamo e che abbiamo perduto,

non sono più dov'erano, ma sono ovunque noi siamo".  


 

"Stanca della malattia, ma non della vita”!

Così ha scritto una figlia di sua mamma, ammalata di cancro da cinque anni.

Posso essere stanco dei mille problemi, del dolore, della malattia, dell’ingiustizia...

ma mai della vita che è IL DONO, che però devo riscoprire nuovo, ogni giorno.

Come ogni giorno devo conquistare il bene, l’amore, la giustizia, la solidarietà, la gioia...

che non raggiungiamo una volta per sempre, ma crescono verso la loro pienezza.


 

"Guidami Tu, Luce gentile, attraverso il buio che mi circonda, sii Tu a condurmi!

La notte è oscura e sono lontano da casa, sii Tu a condurmi!

Sostieni i miei piedi vacillanti:

io non chiedo di vedere ciò che mi attende all’orizzonte,

un passo solo mi sarà sufficiente.

Non mi sono mai sentito come mi sento ora,

ne ho pregato che fossi Tu a condurmi.

Amavo scegliere e scrutare il mio cammino;

ma ora sii Tu a condurmi!

Amavo il giorno abbagliante, e malgrado la paura,

il mio cuore era schiavo dell’orgoglio:

non ricordare gli anni ormai passati.

Così a lungo la tua forza mi ha benedetto e certo mi condurrà ancora,

landa dopo landa, palude dopo palude,

oltre rupi e torrenti, finché la notte scemerà;

e con l’apparire del mattino rivedrò il sorriso di quei volti angelici

che da tempo amo e per poco avevo perduto".  H. Newman


 

In questi momenti difficili per l’umanità intera, Papa Francesco ci esorta ad avere  

“un cuore che veda e mani che facciano”, per condividere dolori e gioie di chi ci è vicino,

senza dimenticare chi è lontano da noi, perché siamo una sola famiglia universale.

Non è per niente facile, ma insieme, sostenuti della speranza che l’amore fa miracoli,

possiamo fare rifiorire frutti nuovi di fraterna umanità, di vita autentica e di gioia vera!

“Non giudicare ogni giorno dal raccolto, ma dai semi che hai piantato" Proverbio africano


 

Di cuore dal Malawi

p. Mario

 

16 OTTOBRE,  MESE MISSIONARIO 2020


 

Un caro saluto da Balaka, dove sto passando la mia quarantena, 

con i compagni di viaggio di ritorno in Malawi, dopo lunghi mesi vissuti in Italia, 

segnati da tanto dolore e dalla morte di amici volontari, a causa del Covid-19, 

ma dove ho anche visto tanta solidarietà fraterna e volontà di andare avanti insieme, 

forti della speranza, che si rinnova solo vivendola giorno dopo giorno.

Ora è il momento di fare fruttificare tanta sofferenza, continuando la loro missione 

fino in fondo per tenere viva la loro memoria, i loro nomi, i loro volti, seguendo 

il loro esempio di donazione generosa, faticosa e gioiosa per il bene di tutti.

Siamo nel mese missionario e propongo tre brevi riflessioni, dopo quasi 44 anni 

dalla mia prima venuta in Malawi, da giovane prete missionario monfortano.


 

“Il modo più semplice per alzarsi in piedi è mettersi in ginocchio”.  Proverbio africano

È significativo che il primo di Ottobre, la Chiesa ricordi Teresa del Bambin Gesù,

come Patrona delle Missioni, lei che è morta giovane, senza mai uscire dal suo convento!

Il proverbio africano sopra citato propone la preghiera come base del nostro alzarci 

e partire per la missione, che non è fatta da tempi e luoghi dove viverla, ma che è 

incontro e condivisione con Gesù, che ci chiama e ci manda ovunque, a tutti...

"Se pregare ti risulta difficile, non arrenditi.

Stai fermo, fai spazio a Dio, lasciati guardare da Lui e Lui ti riempirà di pace...

Oggi, la natura che ci circonda non viene più ammirata, ma “divorata”.

Bisogna tornare a contemplare; per non distrarci in mille cose inutili, occorre 

ritrovare il silenzio; perché il cuore non diventi infermo, serve fermarsi". Papa Francesco


 

La misura dell'amore è amare senza misura!

È facile dirlo, ben più difficile vivere l’amore per tutti..., ma è possibile!

Abbiamo tanti esempi, partendo dai nostri cari, che pur con i loro limiti,

hanno donato la loro vita per noi e per gli altri, senza tanti se e tanti ma...

Non possiamo amare a distanza senza sporcarci le mani, 

ma sopratutto non possiamo amare senza condividere.

"Amate la vita in tutte le sue espressioni, amate il cielo, 

la terra, piante, amate i tramonti, i mattini, amate la gente 

che vi sta attorno, amate i volti, scoprite i volti". don Tonino Vescovo

Don Gallo ai sette vizi capitali: ira, avarizia, invidia, superbia, gola, accidia, lussuria,

aggiungeva l’ottavo vizio capitale, che è l’indifferenza.

Le tre scimmie che non sentono, non vedono e non parlano, a volte sono 

una penosa immagine del nostro egoismo, che ci rende estranei agli altri vicini e lontani, con mille motivazioni che ci giustificano, per accomodare la nostra coscienza. 


 

Ci sono persone che hanno tutto e non sorridono quasi mai,

altre che hanno niente e sorridono quasi sempre.

Gesù, il Vangelo, la Chiesa, la comunione, la missione hanno il colore specifico della gioia!

L’autenticità del nostro credere, sperare ed amare è la gioia, che dobbiamo coltivare 

ogni giorno, perché cresca fino a coinvolgere chi incontriamo nella stessa avventura

della vita vissuta come dono da condividere, per raggiungere insieme la sua pienezza.

Un piccolo grande motivo di gioia, in questo periodo segnato da tante disgrazie, 

dal 1 Gennaio al 15 Ottobre, al nostro COMFORT HOSPITAL di Balaka in ANDIAMO, 

sono nati 2066 bambine e bambini... tanti nuovi sorrisi ed anche tante lacrime!


 

Grazie a tutti con tutto il cuore da Balaka.

vostro p. Mario

 

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SETTEMBRE 2020


 

Questo Settembre lo sentiamo come un nuovo inizio, dopo i mesi drammatici, 

segnati da malattie e morti a causa del Covid-19, che non abbiamo sconfitto, 

ma con il quale abbiamo un poco imparato a convivere, anche se è ancora 

il nemico invisibile che minaccia l’umanità tutta dei cinque continenti.

Ogni inizio richiede una nuova vita, un nuovo cuore, frutto di una crisi capace 

di far crescere la cultura della vita, con nuovi comportamenti, sentimenti e azioni,

che con Paolo VI possiamo ben definire CIVILTÀ DELL’AMORE.

“La pandemia ci ha messi tutti in crisi. Ma ricordatevi che da una crisi 

non si può uscire uguali. O usciamo migliori o peggiori”.

“La religione non esiste solo per preparare le anime per il cielo: 

sappiamo che Dio desidera la felicità dei suoi figli, anche su questa terra”.  Papa Francesco

Le emozioni devono diventare comportamenti ed i sentimenti maturare in gesti concreti.

Dacci oggi il nostro pane, invochiamo, e Lui ribatte donate...

Una religione che non si occupi anche della “fame” è sterile come la polvere.


 

“Gesù è venuto a cancellare la vecchia immagine di Dio. 

Non più un dito accusatore puntato contro di noi, ma due braccia aperte. 

È venuto a rendere leggera e fresca la religione, a toglierci di dosso pesi 

e a darci le ali di una fede che libera. 

Gesù è un liberatore di energie creative 

e perciò è amato dai piccoli e dagli oppressi della terra. 

Imparate da me che sono mite e umile di cuore”.  Ermes Ronchi

 

Se tacete, tacete per amore. 

Se parlate, parlate per amore.

Se correggete, correggete per amore. 

Se perdonate, perdonate per amore.

Sia sempre in voi la radice dell’amore,

perché solo da questa radice può scaturire l’amore.

Amate, e fate ciò che volete.

L’amore nelle avversità sopporta,

nelle prosperità si modera,

nelle sofferenze è forte,

nelle opere buone è ilare,

nelle tentazioni è sicuro,

nell’ospitalità generoso,

tra i veri fratelli lieto,

tra i falsi paziente.

E’ l’anima dei libri sacri,

è virtù della profezia,

è salvezza dei misteri,

è forza della scienza,

è frutto della fede,

è ricchezza dei poveri,

è vita di chi muore.

L’amore è tutto”.  S. Agostino

“La speranza ha bisogno di pazienza. Pazienza di sapere che noi seminiamo, 

ma è Dio a dare la crescita”!  Papa Francesco


 

Ciao p. Mario

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FERRAGOSTO 2020


Auguri di Buon Ferragosto, anche nel ricordo dei nostri incontri con l’ALLELUYA band,

e celebriamo con gioia e speranza la festa di Maria Assunta in cielo!

Non possiamo chiudere gli occhi ed il cuore a tanti fratelli e sorelle che nel mondo soffrono ed impegniamoci fino in fondo, ma oggi troviamo anche il tempo di fare 

una risata sana con alcuni detti tradizionali di una buona tavolata insieme:


La tavola ospitale fa da confessionale

La massaia canterina fa più allegra la cucina

Bacco, Tabacco e Venere riducono l’uomo in cenere

L’arte di usare bene il fuoco è tra i segreti del cuoco

Se non è zuppa è pan bagnato

Chi non beve in compagnia o è un ladro o una spia

Il cibo gradito è meglio digerito

Sonno di cuoco, fumo sul fuoco

Non metter bocca dove non ti tocca

Nella botte piccola c’è il vino buono

L’appetito è miglior salsa che ci sia

Di sola acqua e pan campa male anche un can

Finché durano pane e vino si può ridere del destino

Dopo i confetti escono i difetti

L’appetito vien mangiando, la sete ve ne va bevendo

La pentola guardata non bolle mai

A tavola non si invecchia mai

Ad ogni pentola il suo coperchio

Chi va a letto senza cena tutta notte si dimena

La zuppa la fai con il pane che hai

La bellezza non fa bollire la pentola

La tavola ospitale fa da confessionale

Chi non ha voglia di lavorare si vergogni di mangiare

L’animo avvilito perde l’appetito

Tutto ciò che è proibito è boccon dell’appetito 

La botte da il vino che contiene

A chi ha solo pane da mangiare viene meno anche la voglia di parlare

Pollo, pizza e pane si mangiano con le mani

Pancia troppo piena brutti sogni mena

Mangiare è necessità, mangiare intelligentemente è un’arte

Se si litiga in cucina ogni pasto va in rovina

Fagiolo a fagiolo si riempie il paiolo

Tavola e bicchiere tradisce in più maniere

Ogni lustro si cambia lustro

Spreco in cucina povertà vicina

L’educazione è il pane dell’anima 

Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca

Chi canta a tavola e fischia a letto è matto perfetto

Amicizia stretta dal vino non dura da sera a mattino


Saluti cari, auguri e continuiamo insieme l’impegno missionario con i vicini ed i lontani,

portandoci nel cuore il motto dell’ALLELUYA band, CANTIAMO LA VITA CON GIOIA!

p. Mario

AGOSTO 2020


 

Agosto è un mese speciale per tutti, ma quest’anno è anche un mese di ansiosa attesa,

per come andrà a finire con la Pandemia COVID-19, non solo da noi, ma nel mondo!

Anche il nostro Malawi, sta vivendo un momento molto difficile con il crescere 

dei contagi e la paura di non trovare un aiuto valido negli ospedali impreparati.

Il nostro COMFORT sta collaborando con la struttura sanitaria governativa di Balaka,

che in gran parte è stata distrutta da un incendio e che per la seconda a motivo 

di un caso di contagio COVID nella maternità, ha inviato tutte le future mamma 

al nostro Ospedale, dove in 4 giorni abbiamo avuto 91 parti, anche parti cesarei!


 

Dopo la mia operazione al Policlinico San Donato, grazie a Dio sono in buona ripresa 

e spero di tornare in MALAWI il 2 Settembre prossimo, se riapriranno gli aeroporti...

Non sarà facile e qualcuno mi sconsiglia, ma sento di dovere rientrare se possibile,

per stare con la nostra comunità in questo momento, con tutta la prudenza dovuta.


 

Ho raccolto alcune riflessioni da leggere in semplicità in questi momenti di riposo e 

di quiete spirituale colma di gioie, dolori e speranza, senza chiudere gli occhi sul mondo.

Le tenebre della notte non possono fermare la luce dell’alba!  Proverbio africano


 

Non puoi fermare la tempesta, perciò non tentare...

Ciò che puoi fare è di calmarti.

La tempesta passerà.


 

Ciò che sei, parla più forte di ciò che dici!


 

“La speranza ha due bellissimi figli lo sdegno e il coraggio. 

Lo sdegno per la realtà delle cose; il coraggio per cambiarle.”  Sant’Agostino


 

"Chi spera, cammina: non fugge. 

Si incarna nella storia, non si aliena. 

Costruisce il futuro, non lo attende soltanto. 

Ha la grinta del lottatore, non la rassegnazione di chi disarma. 

Cambia la storia, non la subisce".   don Tonino Vescovo


 

“Un’economia efficiente, ma non fraterna, 

una società civile pluralista, ma non fraterna, 

una politica democratica, ma non fraterna 

non sono capaci di soddisfare il bisogno di felicità”.  Stefano Zamagni


 

"C’è nella tristezza un contagio

amore mio, e da questo si vede

che abbiamo fatto comune cuore

e siamo uno che pare due.

Allora io insemino la gioia

in questa cosa che non consiste,

però esiste e tiene entrambi appesi.

La gioia ce la metto io".  Stella Morra 


 

Impara dal passato, credi nel futuro, vivi il presente!

Saluti cari con gli auguri più belli di vita, amore, speranza e gioia.

p. Mario


 

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LUGLIO 2020


 

"La vita è un miracolo... 

Se volete essere felici trovate il tempo per viverla".  J. P. Mujica

Queste parole così sapienti sono anche la conferma del nostro motto di sempre:

"Cantiamo la vita con gioia"!

L’ALLELUYA band, come è tradizione dall’anno 2000, non è in Italia in questi mesi,

a causa della pandemia Covid-19, ma sono in Malawi e condividono lo sforzo 

della lotta contro il virus che ha sconvolto il mondo intero e che ora sta minacciando anche le nostre comunità nelle città e nei villaggi, con i numeri dei contagi in crescita.


 

Il nostro COMFORT HOSPITAL di Balaka sta affrontando la difficile situazione a fatica,

ma siamo fiduciosi nella Provvidenza che grazie a tante persone sensibili si possa sostituire il frutto della solidarietà del Tour dell’ALLELUYA band, che ogni anno 

dal Nord al Sud Italia ci fa incontrare numerose comunità generose.

Una signora mi ha detto che quando c’è da prendere tutti allunghiamo le mani, 

ma quando c’è da dare tutti le nascondiamo... 

Gesù ci dice solo che la tua mano sinistra non sappia ciò che fa la tua destra, 

e che però è importante fare con gli altri e per gli altri qualcosa di bello, in silenzio.

Anche in questo momento difficile, persone buone aprono cuori e mani agli altri 

e noi li ringraziamo di cuore, chiedendo per loro la benedizione del Dio della vita.


 

Da Domenica scorsa il Malawi ha un nuovo Presidente della Repubblica ed è forte 

la speranza che sia l’inizio di un cammino di crescita per tutti, non solo per pochi.

Una speranza rinnovata che deve diventare realtà nelle scelte concrete di una politica 

non condizionata da interessi di parte come l’egoismo, il tribalismo o regionalismo...


 

Il 6 Luglio sarà la festa nazionale della Repubblica del Malawi!

Lo stesso giorno io andrò al Policlinico San Donato, dal prof. Carlo Pappone, 

per il cambio del mio defibrillatore e poi spero di tornare presto in Malawi, 

contando sulla vostra preghiera.

Insieme continuiamo a ricordare con affetto tutti coloro che sono state vittime 

del Covid-19 e preghiamo per chi soffre in famiglia, all’ospedale e nelle case di riposo.

I nomi dei nostri amici volontari morti saranno scritti sulla Cappella S. Andrea a Balaka,

in memoria e con gratitudine per la loro grande, instancabile e amorevole generosità.


 

Continuiamo con passione ed incoraggiamoci con queste parole:

Dio non ha promesso giorni senza dolore,

risate senza tristezza,

sole senza pioggia.

Egli ha promesso la forza per ogni giorno,

la consolazione per ogni dolore,

un sorriso per ogni lacrima

e la luce per illuminare il cammino della vita!

Andiamo avanti, come dice il mio amico Paolo,

"con il sole in viso... ed il vento alle spalle"!


 

Vostro p. Mario

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PENTECOSTE 2020


 

È Pentecoste, festa dello Spirito, frutto e dono del Cristo Risorto.

Lui illumina il nostro cammino nel buio di questo terribile momento 

per l’umanità intera e ci dona la forza di vivere e gridare ancora

il nostro Sì alla Speranza, Sì all’Amore, Sì alla Vita!

“È sempre l’ora della speranza,

della fiducia, 

dell’amore.

Tutto passa: l’amore rimane”.  Carlo M. Martina


 

Anche l’ALLELUYA band, non potendo programmare il suo Tour annuale in Italia,

ha preparato e registrato in Malawi un canto nuovo con un chiaro messaggio:

Rinnoviamo la fiducia in Dio e nella Comunità, insieme possiamo rinascere migliori!

Il loro canto inizia con un proverbio africano, che è un forte invito 

alla fratellanza universale e solidale, capace di cose impossibili:

“Insieme possiamo anche riparare una crepa nel cielo”.

Un altro proverbio africano chiude il loro canto, per aprirsi sempre alla speranza:

“Per quanto lunga sia la notte, l’alba arriverà” , 


 

Papa Francesco commentando il cammino dei due discepoli di Emmaus, parla

della loro 'inversione di marcia': dai pensieri "sul mio io a quelli sul mio Dio"; 

passando di conseguenza dai "se ai sì" del nostro vivere quotidiano.

"Se Dio mi avesse ascoltato, se la vita fosse andata come volevo, 

se avessi questo e quell’altro…", solo e sempre lamenti...

Questo 'se' non aiuta, non è fecondo, non aiuta noi, né gli altri. 

I nostri 'se', sono molto simili a quelli dei due discepoli scoraggiati, 

ma accogliendo lo Spirito possono/devono diventare 'sì' 

e come loro rincuorati riprendere il cammino da testimoni dell’Incontro.

“Sì, il Signore è vivo, cammina con noi. 

Sì, ora, non domani, ci rimettiamo in cammino per annunciarlo. 

Sì, io posso fare questo, per essere insieme più felici, 

migliori ed aiutare tanta gente. Sì: sì, posso".


 

"La compassione è una virtù umana fondamentale:

è un sentimento che ci fa soffrire con chi soffre,

è una medicina per guarire dall’insaziabile amore di se stessi,

è una spinta a desiderare la giustizia,

è necessaria alla vita sociale e comunitaria,

è si estende a ogni creatura".  E. Bianchi


 

La vita, i volti ed i nomi di parenti e amici volontari della missione 

sono nei nostri cuori colmi di dolore per il tragico distacco, 

ma colmi anche di grande ammirazione e gratitudine.

È tempo di farci coraggio a vicenda e con fiducia rinnovata dirci forte 

di andare avanti insieme per continuare l’impegno missionario,

anche con le lacrime negli occhi e la gioia nel cuore

o con il sorriso negli occhi e il dolore nel cuore.

Le suore Clarisse di Sarzana, con gioia da vere sorelle, mi hanno scritto:

“Continuiamo a 'danzare' la vita nella fiducia e nell’Amore! INSIEME!"


 

Di cuore p. Mario


 

 

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Pasqua 2020

 

La prima Pasqua non è stata in una Chiesa, ma vicino a una tomba vuota, 

mentre i discepoli erano tutti chiusi dentro casa, colpiti dal lutto,

impauriti e chiedendosi come si poteva andare avanti.

E allora, quest'anno, la nostra Pasqua sarà molto biblica!


 

“Se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, 

come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti? 

Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato! 

Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione 

ed è vana anche la vostra fede”.  San Paolo


 

Ma a volte noi viviamo senza Risurrezione!


 

“La Risurrezione di Cristo è la nostra più grande certezza; 

è il tesoro più prezioso! 

Come non condividere con gli altri questo tesoro, questa certezza? 

Non è soltanto per noi, è per trasmetterla, per darla agli altri, 

condividerla con gli altri. 

È proprio la nostra testimonianza”.  Papa Francesco


 

Se nonostante tutto siamo ottimisti, è perché Cristo è risorto.

Immersi nella sua morte e risurrezione, risorgiamo ogni giorno!


 

BUONA PASQUA

p. Mario

 

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SETTIMANA SANTA 2020

 

Buona Settimana Santa a tutti!

 

Abbiamo vissuto la Quaresima in quarantena per combattere il Coronavirus ed ora tutti desideriamo vivere la Pasqua di Risurrezione, nella speranza di liberarci anche da questa grande tragedia dalle dimensioni epocali e mondiali.

La Quaresima è fatta da 40 giorni di cammino spirituale di preghiera, conversione e solidarietà, che inizia il Mercoledì delle Ceneri e termina la Domenica delle Palme.

La Settimana Santa con il Triduo Pasquale ci accompagna alla Domenica di Pasqua, per celebrare la Risurrezione di Gesù, ma anche la nostra Risurrezione.

 

Il dolore, il silenzio, le sirene delle ambulanze, le campane e tante immagini 

di questa tragedia mondiale, riempiono i nostri cuori con i volti di famigliari e amici,

che ancora sono in ospedale o ci hanno lasciati per l’eternità, nella solitudine estrema...

Quante volte avranno fatto eco le parole: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato”!

Sono convinto che Emanuele ‘Dio con noi’ era ed è con loro e ha fatto e fa sentire loro, 

il nostro affetto e ringraziamento per la loro vita preziosa ai Suoi occhi e per l’Umanità.

 

“Tutta la varietà, tutta la delizia, tutta la bellezza della vita  

è composta d’ombra e di luce”  

Lev Tolstoj 

La nostra giornata è fatta da chiaroscuri, luce e buio, alba e tramonto, caldo e freddo,

gioie e dolori, entusiasmi e delusioni, vittorie e sconfitte, sorriso e pianto, serenità e paura,

amore e odio, inizio e fine, grazia e peccato, nascita e morte, Vita e Risurrezione!

 

Anche in Malawi abbiamo i primi casi di Coronavirus e le comunità stanno prendendo coscienza della minaccia che hanno di fronte, cercando di mettere in atto comportamenti

che possono prevenire i contagi, ma come è difficile, anche solo il lavarsi le mani...

Le statistiche dicono che in Malawi solo l’11% della gente usa regolarmente il sapone 

ed anche il “restare a casa” è impensabile per la sua gente che vive all’aperto 

e  fonda la sua economia sul viaggiare lungo le strade, senza sosta, giorno e notte...

Dobbiamo reagire insieme, impegnandoci con le nostre comunità locali a trovare soluzioni realistiche, come procurare mascherine e modificare anche abitudini che possono favorire 

la diffusione con incontri ravvicinati e con il darsi sempre la mano per il saluto.

È il momento della solidarietà fraterna, ingegnosa e creativa per vincere insieme!

 

“ Se pregare ti risulta difficile, non arrenderti.

Sta fermo, fai spazio a Dio, lasciati guardare da Lui

e Lui ti riempirà della Sua pace”. 

Papa Francesco 

Questo è l’augurio che ci facciamo, preparandoci a vivere la Pasqua di Risurrezione,

collaborando con lo Spirito per far fruttificare questo momento di dolore e di morte, 

come seme che fa sbocciare e germogliare una nuova vita per noi e per il mondo intero,

che porti frutti abbondanti di una umanità rinnovata nella fratellanza solidale e gioiosa

Dio fa fiorire la vita in tutte le sue forme e la sua unica autentica gioia è l’uomo vivente,

e “l’uomo finalmente promosso uomo è il Cristiano”, afferma don Primo Mazzolari.

Tutti siamo chiamati a vivere da Popolo di Risorti!

 

Saluti e auguri di forza propositiva, pazienza serena 

e speranza forte alimentate dall’amore vero.

p. Mario

 

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San GIUSEPPE  19 Marzo 2020  


 

Ciao e auguri a tutti i papà e a tutti i consacrati, padri delle loro comunità!

 

“Un bel silenzio non fu mai scritto”, mi diceva mia mamma. 

Dopo tanti anni queste parole riecheggiano forte dentro di me, 

in questi giorni lunghi e dolorosi, scanditi, dalle sirene delle ambulanze 

e dalle campane che suonano a lutto...

 

A Gennaio sono rientrato in Italia dal Malawi con 5 giovani dell’ALLELUYA band, 

per incontri di animazione missionaria dal titolo TIKOMANE/INCONTRIAMOCI, 

ma ora sentiamo solo inviti a stare in casa, giustamente, contro il corona virus!

Da una settimana, a fatica i nostri 5 giovani sono tornati a casa loro in Malawi.

Ora sono in quarantena a Blantyre nelle loro stanzette di 4mt x 2mt, al caldo, 

per prevenire un possibile contagio, che sarebbe una tragedia troppo grande 

per le comunità del povero, caldo cuore dell’Africa.

 

Di fronte allo sforzo per sconfiggere questa pandemia che ci colpisce tutti, 

un sacrosanto silenzio è la risposta migliore per i tanti malati nelle famiglie 

e per i numerosi morti che riempiono le pagine dei nostri giornali, 

con le bare che non trovano più posto nei cimiteri ...

O forse c’è una sola parola possibile "DIO MIO, DIO MIO...", come Gesù in croce.


"Non è escluso di poter provare un grande vuoto, 

quando ci si deve separare da un amico. 

Nulla può compensarci della perdita di coloro che amiamo. 

Non è vero che Dio subentra a riempire il vuoto: 

al contrario, lo tiene vivo e dolorante, 

per conservare l'unione, anche se questa fa soffrire". Bonhoeffer

 

"Siamo solo semi nascosti sotto la neve, 

si scioglierà e rifioriremo più belli di prima. 

Non scordatevi di sorridere, il sorriso è calore"

ha scritto il nostro caro amico Dario Canossi dei LUF.


Anche Gesù con il suo grido è diventato seme di vita nuova, vincendo la morte,

con la sua Risurrezione, che è anche la nostra, partecipando alla dinamica Pasquale.

Una signora in fin di vita diceva che ogni suo respiro le donava la speranza 

e la forza per il prossimo respiro per continuare a vivere e ad amare!

È la speranza che ogni giorno ci dona forza di vivere e lottare insieme per vincere

e far fiorire un modo più bello, più umano e più secondo il cuore del Dio della vita.

 

Forza, serenità, speranza e amore rendano feconda la nostra quaresima/quarantena!


Vostro p. Mario

 

 

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MARZO 2020


 

Questo momento drammatico della nostra convivenza è segnato dalla solitudine, 

da vivere con il silenzio capace di ascolto, meditazione e contemplazione,

per andare avanti con l’ottimismo che illumina il nostro cammino di ogni giorno.

"La vita è un eco!

Ciò che tu doni, ti ritorna.

Ciò che tu semini, lo raccogli.

Ciò che tu dai, lo ricevi

E quello che vedi negli altri,

esiste in te...".  Madre Teresa di Calcutta


 

"Lo sappiamo, non è facile credere nella vita eterna. 

Forse perché la immaginiamo come durata anziché come intensità. 

Tutti conosciamo la meraviglia della prima volta che abbiamo scoperto, 

gustato, visto, amato... poi ci si abitua. 

L'eternità è non abituarsi, è il miracolo della prima volta che si ripete sempre".

Ermes Ronchi 


 

“Dobbiamo sempre domandarci se sia abbastanza presente in noi 

la consapevolezza della responsabilità delle scelte che compiamo, 

per l’oggi, certamente, ma soprattutto per il futuro...

La conoscenza, il dialogo, la solidarietà, sono la chiave 

per il superamento di ogni difficoltà...

Occorre partire, o concludere, da una ferma convinzione, 

facendo nostra una massima di Kahlil Gibran: 

‘Nel cuore di ogni inverno c’è una primavera palpitante 

e dentro la cortina della notte si nasconde il sorriso dell’alba. 

Quell’alba è dentro di noi. 

Sta a noi essere artefici del nostro futuro”.   Sergio Mattarella 24.10. 2019


 

L’ombrella non può fermare la pioggia,

ma ti permette di stare sotto la pioggia.

La fiducia non porta successo,

ma ti dà la forza di affrontare ogni sfida.

Sii sempre fiducioso...


 

Su una parete dell’Azienda Panestetic, abbiamo letto queste tre citazioni:

"Trovarsi insieme è un inizio,

Restare insieme un progresso,

Lavorare insieme un successo".   Henry Ford


 

"La follia è fare sempre la stessa cosa, aspettandosi risultati diversi".   Albert Einstein


 

"Senza entusiasmo non si è mai compiuto 

niente di grande".   Ralph Waldo 


 

La CARITÀ, la PENITENZA e la PREGHIERA fecondino il nostro cammino quaresimale con la forza, la pazienza, la serenità e la speranza sostenuta dall’amore, che dona la gioia della Risurrezione di Gesù e nostra.


 

Ciao p. Mario

 

QUARESIMA  26 Febbraio 2020

La nostra Quaresima vive di CARITÀ, PENITENZA e PREGHIERA!
Oggi, in questo periodo tormentato di apprensione e problematiche difficili, desidero rileggere con voi la riflessione sulla preghiera di Ermes Ronchi.

Perché pregare?
È come chiedere: perché respirare?
Per vivere!
Alla fine pregare è facile come respirare.
"Respirate sempre Cristo", ultima perla dell'abate Antonio ai suoi monaci,
perché è attorno a noi. "In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo" At 17,28.
La preghiera è facile come il respiro, semplice e vitale come respirare l'aria stessa di Dio.
"Non sempre si è coscienti di respirare, ma non si può smettere di respirare" Papa Francesco.
Gesù racconta ai suoi discepoli una parabola sulla necessità
di pregare sempre, senza stancarsi mai:
"In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno.
In quella città c'era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva:
“Fammi giustizia contro il mio avversario..."
Lc 18.1-8.
Questi sempre e mai, parole infinite e definitive, sembrano una missione impossibile. Eppure qualcuno c'è riuscito, come ha scritto frate Tommaso da Celano:
“Alla fine della sua vita frate Francesco non pregava più, era diventato preghiera”.
Ma come è possibile lavorare, incontrare, studiare, mangiare, giocare, dormire
e nello stesso tempo pregare?
Dobbiamo capire: pregare non significa dire preghiere;
pregare sempre non vuol dire ripetere formule senza smettere mai.
Gesù stesso ci ha messo in guardia:
"Quando pregate non moltiplicate parole, il Padre sa..." Mt 6,7.
Un maestro spirituale dei monaci antichi Evagrio il Pontico ci assicura:
"Non compiacerti nel numero dei salmi che hai recitato: esso getta un velo sul tuo cuore. Vale di più una sola parola nell'intimità, che mille stando lontano".
Intimità: pregare alle volte è solo sentire una voce misteriosa che ci sussurra all'orecchio: io ti amo, io ti amo, io ti amo. E tentare di rispondere.
Pregare è come voler bene, c'è sempre tempo per voler bene:
se ami qualcuno, lo ami giorno e notte, senza smettere mai.
Se ne evochi il nome e il volto, da te qualcosa si mette in viaggio verso quella persona. Così è con Dio: pensi a lui, lo chiami ed il tuo cuore si mette in viaggio verso l'eterno:
"Il desiderio prega sempre, anche se la lingua tace.
Se tu desideri sempre, tu preghi sempre" Sant'Agostino.
Il tuo desiderio di preghiera è già preghiera, non occorre star sempre a pensarci.
La donna incinta, anche se non pensa in continuazione alla creatura che vive in lei, diventa sempre più madre ad ogni battito del cuore.
"Mi piace immaginare che la preghiera personale e comunitaria di noi cristiani sia il respiro, il battito cardiaco della Chiesa,
che infonde la propria forza nel servizio di chi lavora, di chi studia, di chi insegna;
che rende feconda la conoscenza delle persone istruite e l’umiltà delle persone semplici; che dà speranza alla tenacia di chi combatte l’ingiustizia"
Papa Francesco.

Saluti e auguri di BUONA e FRUTTUOSA QUARESIMA.
p. Mario

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1 GENNAIO 2020 AUGURI di BUON ANNO!
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MALAWI 7 NOVEMBRE 2019

 

Saluti calorosi dal Malawi, dove siamo in attesa delle piogge per un buona semina, 

prima condizione per un futuro, sperato e abbondante raccolto!

 

Tra due mesi il 7 GENNAIO 2020, 4 giovani, due ragazze e due ragazzi della ALLELUYA band verrano in Italia 

per due mesi di incontri, di dialogo, di animazione missionaria e solidarietà.

Per loro sarà anche l’occasione per approfondire la lingua italiana...

L’iniziativa dal nome di TIKOMANE / INCONTRIAMOCI è possibile, anche perché 

i nostri giovani hanno un visto multi entry, grazie alla Ambasciata che da 20 anni ormai, 

rilascia loro i visti per la nostra missione di vita, amore e gioia per tutti.

Colgo l’occasione di dire un grazie speciale a tutti voi che dall’anno 2000 avete condiviso 

questo impegno, collaborando in mille modi diversi, ma tutti indispensabili!

 

Avendo già delle date stabilite durante la loro permanenza, desidero mettervi a conoscenza 

di questo progetto e chiedere di farmi sapere se c’è l’interesse e la possibilità per incontrarci 

in Famiglia, Parrocchia, Comunità, Oratorio, Associazioni, Gruppi, Comuni, per un giorno, 

una serata, una Domenica e dialogare, condividere per conoscersi ancora meglio.

Aggiungo il pieghevole preparato per il nostro minitour TIKOMANE/INCONTRIAMOCI. 

 

Ciao e auguri di ogni bene.

p. Mario

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LUGLIO 2019 Tour ALLELUYA 


 

La vita è sempre un dono che sorprende! 

Se la accogliamo e la ascoltiamo nel suo scorrere continuo e silenzioso ci parla 

ogni giorno tramite le persone che incontriamo, gli esempi di umanità autentica,

i fatti anche di cronaca e le ispirazioni che vengono dal nostro cuore.

"Non guardare al passato con rabbia o al futuro con ansia, 

ma guardati intorno con attenzione" diceva J. G. Thurber.

Chi vedi e che cosa vedi se guardi attorno a te con attenzione?

Vedi la natura, l’ambiente, casa dell’umanità ammalata, ma anche rigogliosa,

che attende il nostro rispetto ed il nostro impegno per renderla più bella.

Intorno a te, vicino o lontano, vedi persone che sono tuoi fratelli e sorelle da amare 

o nemici e nemiche da temere e combattere, a secondo del tuo cuore e dei tuoi occhi.

Certamente niente è facile, ma è possibile e per questo il mondo e l’umanità vivono ancora.


 

Ecco l'esempio di un uomo dei nostri giorni che ci scuote dolcemente e ci indica 

bene la via da seguire, con la fermezza della sua vita e delle sue sapienti parole.

Il 7 Maggio mentre leggevo l’ultimo capitolo del libro "Non temere", è arrivata la notizia 

che l’autore del libro che avevo in mano, l’apostolo della Misericordia JEAN VANIER è morto, dopo una lunga malattia, prima dell’alba dello stesso giorno, all’età di novant’anni.

La notizia è stata diffusa in mattinata dall’ARCA, l’Associazione fondata da lui stesso nel 1964 

e divenuta una costellazione di 154 comunità in una quarantina di Paesi, Italia compresa, 

con circa 10mila membri, attenti alle disabilità e fragilità delle persone e dell’ambiente.

Fino agli ultimi mesi aveva conservato il carisma silenzioso della guida che accoglie con premura, allargando le lunghe braccia e curvandosi sul nuovo arrivato, con il suo sorriso saggio e buono. Nel suo apostolato laico durato ben oltre mezzo secolo, soprattutto al fianco dei suoi «amici» 

con disabilità mentali, Jean Vanier, il fondatore canadese dell’Arca, ha abbracciato un intero popolo di anime arse dalla sete d’amore e spesso riscattate dai margini della società dello scarto.

Per lui "l’amore non è fare cose straordinarie o eroiche, ma fare cose ordinarie con tenerezza".


 

Nel suo libro "Non temere", del 1982, Jean Vanier dice, come se scrivesse oggi:

"L’amore non è un'esaltazione passeggera, un momento di gioia.

È la fedeltà all’essere amato e ciò esige pazienza per crescere insieme. 

L’amore è il tralcio che rimane nella vite.

La fedeltà implica una determinazione al di là delle critiche, delle beffe e di tutte le prove.

Dobbiamo imparare a rimanere fedeli a colui che è l'Amore, 

che ci chiama a camminare con lui nella luce e nella pace. 

L’amore scaccia la paura"...

"Il nostro universo è ferito, diviso, sofferente, è un universo di profonda disperazione 

e di grande povertà, pieno di segni di morte, di divisioni e di odio.

Ma tutti questi segni di morte sono assunti nella croce di Gesù 

e trasfigurati dalla Risurrezione.

La nostra speranza è che l’inverno dell’umanità si trasforma a poco a poco 

in una fioritura d’amore, perché a questo siamo chiamati. 

Passeremo dall'inverno della sofferenza al regno di Dio ed a una nuova nascita...

"Non temere di amare".


 

Anche noi con l'ALLELUYA band cantiamo in Chichewa GADU GADU ed in Italiano RIGOGLIOSO, perché, nel primo mese di incontri numerosi dal Nord al Sud Italia, pur tra tante contraddizioni, abbiamo visto scorrere un fiume silenzioso di bene, colmo di tanti piccoli gesti di bontà, 

che germogliano nelle comunità e danno tanti fiori e frutti di umanità capace di rinnovarsi, 

nella speranza di un presente ed un futuro più degno per tutti, nel mondo intero.


 

Di cuore p. Mario


 

 

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GIUGNO 2019 

Con il Tour 2019 l'ALLELUYA band, 

dal titolo GADU GADU, in italiano RIGOGLIOSO,

continua la nostra MISSIONE di amore, pace e gioia, grazie a tanti di voi 

che la condividete con passione, generosità ed anche sacrifici, 

sfidando l’indifferenza, i pregiudizi e a volte anche l’ostilità. 

 

“I miracoli avvengono quando si è capaci di condividere” dice Papa Francesco.

Don Filippo, 90 anni compiuti, con passione riassume così la sua vita, animata

dalla carità, che ha tenuto vivo il "miracolo" nella chiesetta di San Rocco,

al centro di Roma, dove nel silenzio vive la Chiesa bella, solidale e generosa.

"Sono sempre alla ricerca di aiuto. Senza non si va avanti. 

Avevamo un fondo che negli anni si è consumato, ma c’è la Provvidenza. 

C’è stata per 40 anni e ci sarà anche quando non ci sarò più»

"Qui tutto è complicato. Le bollette, i pasti, i lavori di manutenzione... 

Ma la Provvidenza ci ha sempre dato una mano.                                              

Penso a quanto sia bello donare e direi a tutti: 

sperimentate la gioia che si prova a dare."

 

Tutto questo lo trovo molto vero anche per i nostri lunghi ed intensi anni di missione, 

che abbiamo vissuto con il mandato di crescere tutti insieme nella pienezza di vita,

con i suoi giorni e le sue notti, 

con i suoi sogni e la sua dura realtà, 

con le sue gioie ed i suoi dolori, 

con i suoi risultati ed i suoi apparenti fallimenti, 

con la sua fede ed i suoi dubbi

con le sue speranze realizzate e deluse,

con i suoi amori ed i suoi non amori, 

con le sue grazie e le sue colpe fortunate, "felix culpa",

con i suoi mille progetti, anche quelli non compiuti, 

con i suoi incontri ed i suoi scontri, anche non voluti,

con il suo sorriso ed il suo pianto silenzioso, 

con le sue parole dolci e le sue urla, 

con la sua preghiera e la sua aridità, 

con la sua salute e la sua fragilità,

con le sue feste ed i suoi numerosi funerali, 

con i suoi incontri comunitari e personali,

con il suo coraggio e le sue paure, 

con la sua pazienza e la sua impazienza,

con i suoi momenti di semina e di raccolto... per una lista lunga come una vita!

 

Ancora una volta, grazie a persone meravigliose, con gli ALLELUYA, abbiamo partecipato all'esperienza straordinaria della GMG 2019 di PANAMA, con Papa Francesco.

Portiamo ancora nel cuore i colori, le bandiere, i canti, le danze, i bambini con i loro genitori, 

i ragazzi, i giovani, adulti e nonni da tutto il mondo, immagine bella dell'umanità intera, raccolta nella speranza di un presente ed un futuro più degno, capace di condivisione, fraternità e pace. 

Con l'Alleluya band, vogliamo rivivere la stesso spirito di fratellanza e fiducia reciproca,

per trovare ancor più la forza di credere nella bellezza, nella bontà e nel futuro dell’umanità.

Noi vogliamo un mondo nuovo: semplice, limpido e rigoglioso.

Nel nuovo mondo non ci sono più razze, ma la razza umana.

Le gocce d'acqua di mari diversi sono uguali.

Come l'arcobaleno fatto da tanti colori diversi,

noi siamo la nuova generazione dell’amore.

C’è chi piange e chi gioisce, chi spera e dispera,

ma l’amore ci fa gioire, piangere, disperare e sperare insieme!

ZIKOMO p. Mario

 

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1 Maggio 2019  MALAWI

 

Saluti calorosi dal Malawi all’inizio di Maggio, mese di Maria e della rose, 

che sbocciavano solo in questo mese, prima degli ibridi sempre rifiorenti. 

Con l’ALLELUYA Band a Giugno inizieremo il nostro TOUR 2019, dal titolo:

GADU GADU, che significa RIGOGLIOSO, come la natura che si rinnova sempre.

Il nostro è un messaggio di speranza per il mondo di oggi, che pur flagellato 

da violenze inaudite e da disastri naturali, è ancora rigoglioso di tanto bene, 

che deve crescere e donare colori di vita dignitosa per l'intera umanità.

Se tante piccole persone, in tanti piccoli posti, fanno tante piccole cose, 

la faccia di tutta la terra può cambiare e far trionfare la bellezza della vita.

 

La fede non è sapere cosa ci riserva il futuro, ma la fede è sostegno del futuro

e ci impegna a riconoscere il bene per farlo crescere, forti della sua stessa fonte.

Certamente la crescita è possibile solo nella dinamica Pasquale di Morte/Risurrezione,

che abbiamo celebrato da poco e che è la roccia della nostra vita di credenti.

"Non possiamo diventare quello che vogliamo, restando quello che siamo...

Il cambiamento è la legge della vita e chi guarda solo al passato o al presente, 

di certo perde il futuro", diceva J. F. Kennedy.

 

Ancora una volta il nostro TOUR, dopo la grande esperienza della GMG a PANAMA, 

con Papa Francesco e con migliaia di giovani, vuole farci incontrare e vivere la gioia 

della fratellanza, per essere poi capaci di stare insieme e sostenerci anche nel dolore.

Convinti che la carità evangelica, fa bene a chi riceve il bene, ma anche a chi la pratica,

noi proponiamo ancora il Progetto di Sostegno al nostro Ospedale di Balaka, per continuare 

a donare "conforto" alle migliaia di persone che soffrono, in particolare ai bambini, 

che sempre più numerosi con le loro mamme vengono con fiducia al nostro CCH.

 

A breve ORIZZONTE MALAWI onlus presenterà il programma del TOUR 2019 e 

dal Nord al Sud Italia, incontreremo le comunità sulle piazze dei loro paesi e città,

con un repertorio nuovo e dove possibile, condivideremo anche momenti di preghiera.

Con le musiche e le danze africane ed internazionali confermeremo la volontà 

di continuare a cantare e danzare insieme la vita, il dono più grande per tutti.

 

Regaliamoci speranza, alla mattina, noi pensiamo ad alzare le nostre vele

e Dio penserà a soffiare il vento! S. Agostino

Vostro p. Mario

 

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PASQUA 2019

 

È bello augurarci BUONA PASQUA, prima di poterci incontrare ancora

con l'ALLELUYA band, tra Giugno ed Agosto, sulle nostre piazze d'Italia.

Ci scambiamo gli auguri pasquali con le parole di Papa Francesco:

"In mezzo a tanti motivi di scoraggiamento e tra tanti profeti di distruzione e di condanna, 

in mezzo a tante voci negative e disperate, voi siate forza positiva, siate luce e sale, 

siate seminatori di speranza, costruttori di ponti ed operatori di dialogo e concordia." 

Questo atteggiamento di vita è il frutto della Pasqua di Risurrezione di Gesù

e siamo invitati ad accogliere questo dono del Risorto, per vivere da popolo di Risorti.

 

"Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, 

ma è perché non osiamo che sono difficili" ha scritto Seneca, grande filosofo romano.

A sorpresa Gesù ha detto di se stesso: "Io sono in mezzo a voi come colui che serve".

Servire vuol dire vivere a partire da me, ma non per me, come dice Martin Buber.

Nella nostra vita ci sono tre verbi pericolosi: avere, salire e comandare.

Gesù propone altri tre verbi benedetti: donare, scendere e servire.

Se ci sforziamo di vivere così saremo felici!

 

Meglio fare senza dire, che dire senza fare!

Un mondo più giusto si costruisce a poco a poco con gesti di amore nel quotidiano.

Non dobbiamo fare grandi cose, ma fare piccole cose con amore crescente.

Anche se Papa Francesco ci esorta a rischiare e a non temere:

"Il cristiano sia umile, ma non tema di fare cose grandi".

Siamo chiamati alla lotta contro il male dentro di noi e nel mondo, ma è una lotta 

che sgorga e trova forza dalla certezza che Dio ci ama e ci guida sempre.

Nel cuore conserviamo il dolore, per la tragica morte dei nostri cari volontari, 

in particolare dottor CARLO e la moglie GABRIELLA, che nella dinamica Pasquale,

sono diventati seme fruttuoso di nuovi missionari della vita, dell'amore e della gioia

e ci lasciano in eredità il loro esempio di missione silenziosa e fiduciosa.

 

A Balaka il 2 Aprile 2013 amici di Aeper mi hanno dato un libro intitolato "Non temere"

e a mia sorpresa ho trovato scritto una loro dedica per me che dice:

"In questi giorni ti abbiamo visto muoverti in questa comunità come un padre 

che con Tenerezza e Forza accompagna i suoi figli..."

Del loro scritto voglio sottolineare le due parole chiave, Tenerezza e Forza.

Sono dono del Risorto, che ogni giorno ci aiuta a viverle, in qualunque situazione, 

con noi stessi e con tutti, senza temere, condividendo la pazienza  e l’impazienza,

le amarezze e le speranze, le gioie ed i dolori, le debolezze e le ferite...

Impariamo a rallegrarci del dono di ogni giorno, senza desiderare di sembrare diversi 

da quello che siamo e poco a poco scopriamo e viviamo la bellezza della giovinezza 

e della vecchiaia, ognuna a suo tempo.

 

Ricordiamo le popolazioni del Mozambico, Zimbabwe e Malawi, perché anche per loro 

sia Buona Pasqua e la speranza di una nuova ripartenza per una vita degna delle loro famiglie si concretizzi, grazie alla condivisione generosa di tutti.

 

"Chi scappa dalla Croce scappa dalla Risurrezione!" Papa Francesco

BUONA PASQUA 

Vostro p. Mario

 

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MALAWI 27 Marzo 2019 


 

"Nel mezzo del cammin di nostra vita 

mi ritrovai per una selva oscura

ché la diritta era smarrita..."       Dante Alighieri 

Negli occhi e nel cuore abbiamo le immagini della grande distruzione che ha colpito 

Mozambico, Zimbabwe e Malawi con un migliaio di morti ed un milione di senzatetto!

Noi che siamo nel mezzo del cammino della nostra Quaresima, 

accogliamo queste parole di don +Tonino Bello.


 

"Non rinunciare, ma moltiplica!

La Quaresima è il tempo per rendere bella la vita.

Cenere e acqua sono gli ingredienti primitivi del bucato di un tempo.

E allora si parte da qui: dal desiderio di rendere bella la vita.

Sì, proprio la tua!

Il primo impegno è proprio questo: 

accorgerti delle bellezze che ti porti dentro

e che per qualche motivo hai lasciato da parte.

La Quaresima, poi, è il tempo della moltiplicazione.

In questo periodo moltiplica invece di rinunciare;

moltiplica il tuo tempo per le persone, per gli amici;

moltiplica i gesti di amore;

moltiplica le parole buone che fanno bene al cuore.

Moltiplica il tempo del silenzio e della meditazione.

Prega, leggi, rileggi, la tua vita.

Ama i passi che hai fatto fino ad oggi.

Questo è il tempo per rendere più bella la vita.

Non rinunciare solo alle cose materiali 

e non essere solo contento di non mangiare dolci,

di non fumare, di non scrivere sui social;

in questo tempo dovrai coinvolgere il cuore 

e capire come ami le persone.

È il cuore che conta.

Buon cammino!"        


 

Andiamo insieme verso la Pasqua di Risurrezione!

Vostro p. Mario

 

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CARLO e GABRIELLA p. Mario MALAWI

MALAWI 11 Marzo 2019

Ieri con la tragica notizia dell’incidente aereo della Ethiopian Airlines nel cuore,
abbiamo vissuto la prima Domenica di Quaresima, nostro cammino verso la Pasqua.
Con tanti progetti di bene nel cuore 159 persone sono morti, portandosi con sé  
tante speranze ed ansie di numerose comunità che aspettavano con grande speranza.
Il Dio della vita li ha accolti per donare loro la vita per sempre ed indicare la strada.
Tra loro tre volontari della cara Associazione AFRICA TREMILA, diretti nel Sud Sudan
per il loro ospedale in una zona tanto bisognosa e pericolosa.

Esprimendo la mia/nostra solidarietà e vicinanza ai famigliari ed alla Associazione
che tanto bene ha fatto, sostenendo numerosi progetti umanitari nelle nostre comunità,
voglio ricordare in particolare il nostro dottor CARLO SPINI e la cara moglie GABRIELLA.
Sabato, giorno della loro partenza per la ennesima e nuova missione, dopo aver mandato 
le foto del disastro delle inondazioni in Malawi ho così messaggiato con loro in WhatsApp:
Mario - CARLO non ci sono parole..., ma il Signore della vita non può abbandonare i suoi!
Carlo - Come stai? Il mio cuore è sempre in Malawi, oggi sto partendo per il Sud Sudan 
            e rientrerò a fine mese e dopo vedrò cosa posso fare un abbraccio. Carlo
Mario - Caro Carlo ti auguro un buon viaggio nel non facile Sud Suda. 
            Lo so che il tuo cuore è ancora con noi ed io tutte le volte che S. Egidio all’opera,
            penso alla tua opera da pioniere nella lotta contro l'AIDS a Balaka.
            ZIKOMO e saluti cari anche a GABRIELLA. Vostro p. Mario

Nel libro MULI BWANJI di Romina Panico c’è questa testimonianza di Carlo: 

Non ho parole, ma silenzio, stima, preghiera, gratitudine e speranza!
Con il cuore ferito 
vostro p. Mario

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1 GENNAIO 2019

 

BENVENUTO anno 2019

Dando il benvenuto all'anno nuovo, impariamo a darci il benvenuto tra di noi, 

superando la nostra cultura, il nostro colore, la nostra lingua, per la cultura, 

il colore e la lingua del cuore dell'umanità tutta: l'amore autentico.

“Nessuno è straniero.

Pelle Bianca come la cera

Pelle Nera come la sera

Pelle Arancione come il sole

Pelle Gialla come il limone

tanti colori come i fiori

Di nessuno puoi fare a meno

per designare l'arcobaleno.

Chi un sol colore amerà 

un cuore grigio sempre avrà”.   Gianni Rodari 1980

 

EFFETÀ - APRITI! 

Sussurrando con dolcezza al nostro cuore la parola aramaica 'effetàapriti',

ascoltata anche il giorno del nostro battesimo, Gesù ci invita ad aprirci, 

come si apre la porta all'ospite, una finestra al sole, una mano che stringe,

come si apre il cielo dopo la tempesta e la disperazione alla speranza.

Aprendoci agli altri e a Dio, le nostre ferite di prima diventano feritoie, 

per le quali entra ed esce lo spirito che anima e la vita nuova.

Chi non ascolta resta muto o parla parole vuote di senso.

Noi possiamo parlare solo se sappiamo ascoltare, senza alzare barriere 

che impediscono l'incontro capace di creare comunione e condivisione.

Gesù non ci guarisce per diventare credenti o per metterci al suo seguito, 

ma per diventare uomini guariti, liberi, pieni di vita a gloria di Dio, 

come scrive S. Ireneo: “La gloria di Dio è la persona vivente”.

 

PAZIENZA

“Quando un frutto maturo vede una persona onesta cade”.

“Una persona paziente mangerà il frutto maturo”.

Due proverbi africani che si spiegano a vicenda 

ed invitano alla pazienza feconda del seme, dai tempi lunghi…

 

SANA INQUIETUDINE per il VANGELO

“Diffidate della tiepidezza che porta alla mediocrità e all’accidia…

Diffidate della tranquillità che schiva il sacrificio…

Diffidate della fretta pastorale che porta all’insofferenza…

Diffidate dell’abbondanza dei beni che sfigura il Vangelo…

Vi auguro invece la santa inquietudine per il Vangelo,

la sola inquietudine che dà pace”. 

Così Papa Francesco ha parlato ai nuovi Vescovi,

con una bellezza evangelica che ci coinvolge tutti.

 

"Dormivo e sognavo

che la vita era gioia.

Mi svegliai e vidi

che la vita era servizio.

Volli servire e vidi

che servire era gioia".   Rabindranath Tagore

All’inizio di questo nuovo anno S. Agostino ci esorta:

"Tu la mattina pensa ad alzare le vele,

Dio penserà a soffiare il vento".

 

Buon Anno Nuovo

Vostro p. Mario

 

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NATALE 2018


 

Ecco i miei auguri di BUON NATALE, con le parole semplici e sapienti 

di due uomini dalla vita autentica: Luis Tagle, Arcivescovo di Manila 

e Mario Delpini, Arcivescovo di Milano.


 

“Ricordate ai nostri fedeli cristiani 

di essere gioiosi, sempre…

Celebrate la fede!

Riempite le Chiese!

Cantare a voce alta a Messa!

Pregate con fervore!

Servite con gioia!

Dite al mondo l'amore di Dio per voi.

Siate matti di Dio.

Siate in pace.

Dio è il salvatore.

Noi non dobbiamo salvare Dio.

È Dio che salverà noi.” 


 

“La vita troppo indaffarata, troppo rumorosa,

troppo superficiale, troppo arrabbiata,

troppo gaudente può rischiare di non accorgersi

che la benedizione di Dio sta alla porta,

in attesa di essere accolta.

Un po’ di silenzio, un po’ di preghiera, un po’ di umiltà...

Siamo Benedetti da Dio e siamo capaci, lieti, fieri

di diventare benedizione per chi vive vicino a noi”.


 

Con gioia accogliamo e doniamo a tutti 

Gesù ed il suo Vangelo di vita!


 

Vostro p. Mario

 

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1 Dicembre 2018


 

Eccoci all’ultimo mese del 2018!

Se ci fermiamo un momento e facciamo memoria, come dice Giuseppe Goisis, 

lo scrittore del nostro libro ZIKOMO, siamo "agiti dalla Provvidenza",

che certamente sarà con noi, anche nel nuovo anno 2019.


 

A Gennaio l'ALLELUYA BAND parteciperà alla G.M.G a PANAMA,

grazie alla generosità di chi crede nella sua missione di vivere e testimoniare,

come Maria, il SÌ a Gesù ed al suo Vangelo, al motto di sempre:

CANTIAMO LA VITA CON GIOIA.


 

Dal 2 Giugno al 28 Agosto l’Alleluya sarà poi in Italia per il TOUR 2019,

dal titolo GADUGADU/RIGOGLIOSO, sempre per sostenere il nostro CCH,

l’ospedale di Balaka che ha raggiunto la sua maturità e richiede

uno sforzo organizzativo ed amministrativo, ancora più forte.


 

Chi è interessato ad accogliere nella propria comunità l'Alleluya per un evento, 

in settimana o di Domenica, lo può far sapere a me o a MANUEL Todeschini, 

presidente di Orizzonte MALAWI, per fissare la possibile data.

Per una buona programmazione del Tour in Italia, dal Nord al Sud, è importante raccogliere le proposte delle date degli incontri, entro la fine di dicembre.

Durante la tradizionale Cena del Povero, che sarà VENERDÌ 8 Febbraio

verrà comunicato il programma del nuovo Tour, a Dio piacendo/Mulungu akafuna.


 

Fuggire, voltare la faccia o le spalle è facile e lo sappiamo fare tutti.

È restare, combattere, vivere ed emozionarsi che richiede coraggio.

Avere fede non significa non avere dubbi o momenti difficili,

ma avere la forza di affrontarli, sapendo che non siamo soli.


 

Di cuore 

p. Mario

 

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18 Novembre 2018  II GIORNATA MONDIALE DEI POVERI


 

Alcune riflessioni possono aiutarci in questa giornata, voluta da Papa Francesco, 

ed illuminare anche il nostro prossimo cammino di Avvento verso il Natale di Gesù. 

Cesario, monaco e Vescovo francese di Arles, scriveva nel 500 dopo Cristo:

“Mentre tutti vogliono che sia usata misericordia verso di loro, 

sono pochi quelli che la usano verso gli altri.

Uomo, con quale coraggio osi chiedere misericordia agli altri?

Chi desidera ottenere misericordia in cielo, 

deve concederla su questa terra.

Poiché dunque tutti noi, fratelli carissimi, 

desideriamo che sia fatta misericordia, 

cercheremo di renderla protettrice in questo mondo, 

perché sia nostra liberatrice nell'altro. 

C'è infatti in cielo una misericordia, 

a cui si arriva mediante le misericordie esercitate in terra.

La Scrittura dice in proposito: 

O Signore la tua misericordia è in cielo!” Salmo 35,6.


 

È da matti prendersela con le rose, 

perché sei stato punto da una spina...

Non c’è notte tanto buia e tanto lunga 

da impedire al sole di sorgere di nuovo!

Non mollare mai...

"Sii come le onde del mare,

che pur infrangendosi contro gli scogli,

Trovano la forza di ricominciare sempre" Sergio Bambarén.

"Non puoi smettere di dormire per paura di sogni cattivi"  Proverbio africano.


 

La Vita è il dono gratuito più grande e la Missione è il mandato di Gesù,

a vivere ed annunciare il Vangelo, fonte di vita dignitosa per tutti!


 

Da Balaka una buona notizia: dopo 8 mesi è iniziato a piovere!

Nella cittadina di Balaka 22 mila persone sono senza acqua da mesi...

Un camion cisterna, quando arriva in zona, distribuisce 20 litri a testa e le mamme 

tengono a casa i bambini da scuola per riempire più secchi d’acqua per la famiglia.

Nel distretto di Balaka 420 mila persone da mesi non hanno acqua dalla fontana 

del villaggio, sperando solo nei pozzi scavati, più o meno vicini a loro.

Anche la fame si è fatta sentire in anticipo, per il cattivo raccolto di quest’anno 

ed ora con le piogge tornano le forze di coltivare i campi per un raccolto migliore.

L’acqua è vita e rinnova la speranza!

La tragedia dei militari africani della forza di pace dell'Onu uccisi in Congo dai ribelli,

in una imboscata, non ha occupato le testate dei giornali, ma ha riempito di dolore 

i cuori della nostra gente, anche perché 6 delle vittime sono del MALAWI.

Insieme gridiamo no alla guerra, alla violenza e all'odio che portano morte

e sì all'amore fraterno per crescere tutti nella vita dignitosa. 


 

Saluti cari a tutti con l'augurio di vivere con gioia la nostra vita,

pensando anche a chi è meno fortunato di noi.

Vostro p. Mario

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NOVEMBRE 2018

 

In Ottobre, mese missionario per eccellenza, Papa Francesco ci ha incoraggiato così:

“Portiamo il Vangelo a tutti!

La fede cristiana resta sempre giovane, 

quando si apre alla missione che Cristo ci consegna. 

‘La missione rinvigorisce la fede’, scriveva san Giovanni Paolo II

Gesù Cristo, morto e risorto per noi, si offre alla nostra libertà 

e la provoca a cercare, scoprire e annunciare questo senso vero e pieno. 

Cari giovani, non abbiate paura di Cristo e della sua Chiesa! 

In essi si trova il tesoro che riempie di gioia la vita. Ve lo dico per esperienza:

grazie alla fede ho trovato il fondamento dei miei sogni e la forza di realizzarli. 

Ho visto molte sofferenze, molte povertà sfigurare i volti di tanti fratelli e sorelle. Eppure, per chi sta con Gesù, il male è provocazione ad amare sempre di più. 

Molti uomini e donne, molti giovani hanno generosamente donato sé stessi, 

a volte fino al martirio, per amore del Vangelo a servizio dei fratelli. 

Dalla croce di Gesù impariamo la logica divina dell’offerta di noi stessi 

come annuncio del Vangelo per la vita del mondo”.

 

“La vita è dura, è dura per tutti quanti.

Però io posso indicare una fontana a cui potersi abbeverare 

e trovare non la felicità piena, ma l'appagamento interiore;

trovare la forza per camminare, per andare avanti:

il Regno di Dio, il Vangelo”. don Tonino Vescovo

Fuggire, voltare la faccia o le spalle è facile, lo sappiamo fare tutti.

È restare, combattere, vivere ed emozionarsi che richiede coraggio.

Avere fede non significa non avere momenti difficili,

ma avere la forza di affrontarli, sapendo che non siamo soli.

Frère Roger Shutz, fondatore della comunità ecumenica di Taizé in Francia,

che venne ucciso da una squilibrata all'età di novanta anni da una squilibrata, 

mentre pregava, non si stancava di dire ai giovani: 

“Fate una vita semplice e costruite comunione”.

Giovanni Paolo II diceva di lui e della sua comunità:

“Si passa a Taizé come si passa accanto ad una fonte.

Il viaggiatore si ferma, si disseta e continua il cammino...”.

 

Con Patrick, direttore di Andiamo, abbiamo incontrando Comunità ed Associazioni 

per presentare il nostro nuovo libro ZIKOMO e vogliamo ringraziare per l'accoglienza 

calorosa ed incoraggiante a continuare insieme con fiducia e gioia la missione. 

La missione è vivere ed annunciare il Vangelo vivente di Gesù che è misericordia, 

solidarietà fraterna e pienezza di vita per tutti, aperta all'infinito, 

grazie alla vita, morte e Risurrezione di Gesù.

 

Siamo tutti missionari della Vita, che è il dono più grande di Dio, per noi, 

per i vicini a noi e per lontani da noi, ovunque e sempre.

 

Vostro p. Mario

 

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MALAWI 1 Settembre 2018

 

Eccomi con una piccola e bella sorpresa, almeno per me.

Pochi giorni fa, nel mettere un po' di ordine nel mio cassetto ho trovato una lettera datata  Settembre 1987, scritta da me dieci anni dopo il mio arrivo in Malawi, perciò 31 anni fa.

 

In Sud Africa ho sentito una canzone che mi ha fatto molto pensare. 

Parlava di terrore e di pianto, parlava di luci ormai spente e di amara rassegnazione. 

Solo l’ultima strofa gridava a voce alta:

“Popolo d'Africa svegliati, non aspettare che suoni la campana, è già suonata, 

devi solo alzarti, devi solo credere che puoi costruire un futuro migliore”. 

È in nome di questo canto che anche noi siamo alla ricerca di un futuro di speranza per tutti.

Perché, dopo alcuni anni che vivo con la mia gente ho imparato che è importante sopravvivere, visto che vivere è un lusso che non tutti possono permettersi; sopravvivere alla fame, alla miseria, alla pesantezza del sottosviluppo e non mi interessano più tante teorie ed ideologie. 

È necessario creare segni di speranza alla faccia della delusione e della sconfitta.

È così che è nata una nuova proposta, condivisa con entusiasmo: una comunità agricola. 

Abbiamo già il nome: “ALLELUYA Farm” e partecipano a questo progetto anche i giovani 

del complesso musicale della nostra missione di Balaka, ALLELUYA band. 

Il nostro ideale è una Cooperativa che dia la possibilità di continuare a cantare la vita,

perché qui da noi non si canta per guadagnarsi da vivere, ma si canta per vivere.

I ragazzi che qualche anno fa avevano iniziato l’ALLELUYA band, ora hanno famiglia.

La passione per cantare storie di feste che verranno non è venuta meno. 

Ora hanno sentito il bisogno di rendere vere le loro canzoni e la proposta di fratellanza 

e unità che andavano annunciando agli altri giovani nei villaggi e nelle città. 

Per cantare la vita bisogna viverla e per trasmettere un messaggio bisogna crederci fino in fondo. 

Il ritorno alla terra di questi giovani è esempio per i loro compagni sbandati e illusi 

da tanti miraggi che a volte la povertà/miseria di questo nostro paese crea…

È vero, la campana è suonata da tanto tempo, ma troppi sono rimasti fuori da ogni sviluppo, 

fuori e orfani di ogni speranza e non perché non volessero entrarci, ma solo perché 

non hanno mai trovato la porta e qualcuno anche gliela chiusa in faccia.

Le canzoni da noi sono sempre gratis, però sono un investimento sicuro come il grano 

che seminiamo, come la rete che gettiamo nel lago al per la pesca, al largo. 

A me non resta che chiedere anche a te di aiutarci a iniziare la “ALLELUYA farm”, una fattoria 

che semini speranza, prima che a qualcuno venga in mente di fondare una “Requiem Farm”, 

come se ne vedono tante da queste nostre parti dell’Africa del Sud. 

La lettera terminava così: 

Ti saluto di cuore e ti prometto che la dedica della nostra prima canzone sarà per te.

Per noi sarà già una festa cantare, perché sarà già segno di speranza…

 

Queste mie parole di tanti anni fa, oggi vogliono essere un forte augurio per tutti voi:

le nostre scelte possano riflettere sempre le nostre speranze e non le nostre paure.

Ringraziando il Signore della vita, vi dico arrivederci a presto, per cantare ancora insieme 

il nostro GRAZIE, anche in occasione della pubblicazione di un nostro nuovo libro.

A fine mese parteciperò alla presentazione del lavoro generoso ed instancabile, 

dei tre autori del bel libro, intitolato “ZIKOMO”: Giovanni, Giuseppe e Patrick con passione

hanno pennellato con foto e testi, come in un quadro di arte contemporanea e vivente, 

la nostra missione per il Vangelo di Gesù, vissuta insieme nella gioia e nel dolore.

 

Di cuore

p. Mario

 

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BALAKA 1 Agosto 2018

 

Per molti è vacanza e c'è più tempo per il riposo del corpo e dello spirito.

Alcune frasi che possono toccare il nostro cuore e fare eco nella nostra vita.

 

La gioia si moltiplica se condivisa e perciò con il Salmo 133 possiamo cantare: 

“Ecco com’è bello e com’è dolce che i fratelli vivano insieme”.

Nessuno dice che è facile, sapendo bene che è impegnativo, ma Sant’Agostino 

dice che “quando si ama, non si fa fatica, o se si fa fatica, questa fatica è amata”.

 

I fiumi non bevono la propria acqua.

Gli alberi non mangiano i propri frutti.

Il sole non brilla per se stesso.

I fiori non disperdono la propria fragranza per se stessi.

Vivere per gli altri è una regola della natura.

La vita è bella quando tu sei felice,

però la vita è molto meglio, 

quando gli altri sono felici per merito tuo!

 

“Credevo che per incontrare Dio bisognasse salire. 

Finalmente ho capito che bisogna scendere…

Dio si può incontrare solo nell’umiltà”.               

Così il piccolo fratello Charles de Foucault riassume 

la sua vita di incontro, condivisione e umiltà fino alla morte.

 

Papa Francesco, animato dalla stessa ispirazione di fraternità, 

riferendosi alle teorie economiche, senza mezzi termini afferma: 

“C’era la promessa che quando il bicchiere fosse stato pieno, 

sarebbe trasbordato e i poveri ne avrebbero beneficiato. 

Invece quando è colmo il bicchiere, magicamente s’ingrandisce 

e così non esce mai niente per i poveri”.

 

Abbiamo bisogno di soldi per vivere, 

ma non dobbiamo vivere per i soldi!

 

Non aspettare di avere tutto per goderti la vita. 

Hai già la vita per goderti tutto!

 

Meglio fare senza dire, che dire senza fare!

 

Saluti di cuore e auguri di bene nel Signore della vita.

Vostro p. Mario

 

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MALAWI 6 Luglio 2018

 

Saluti dal Malawi in questo giorno anniversario della sua indipendenza di 54 anni fa.

Mi sembra un po' strano, ma quest'anno è bello essere in Malawi, per testimoniare 

anche in Africa la gioia dei 40 anni di vita e di missione dell’Alleluya band, 

dopo 13 anni continui di presenza in Italia per il Tour, da Maggio ad Agosto.

 

Tanti anni vissuti insieme in un cammino di crescita in umanità per una vita più dignitosa,

illuminata dal Vangelo di Gesù, che ci indica la strada dell'amore per tutti.

Ricordare è rivivere e celebrare per poter continuare, vincendo la stanchezza di andare avanti.

Un proverbio africano dice: “Non puoi smettere di dormire per paura di sogni cattivi”.

Certamente il vissuto di questi anni è stato segnato da tanta gioia, ma anche da tanti dolori,

che potrebbero frenare la voglia di camminare ancora insieme, proprio per paura.

Ma vivendo la vita e la missione nella sua pienezza, il bello ed il brutto, il buono ed il cattivo,

l'amore e l'odio, la paura e la speranza, il peccato e la grazia, la morte e la vita…

ogni giorno convivono, come nella parabola del grano e della zizzania!

Convivere senza soccombere è la possibile risposta ai nostri problemi quotidiani, 

perché come si dice, non puoi impedire ad un uccello di volare sopra la tua testa, 

ma puoi impedirgli di fare il nido sulla tua testa.

 

In questi anni il nostro impegno per tutti è stato caratterizzato dall’attenzione particolare 

di fare strada ai poveri, senza farci strada, come dice don Milani e questo ci dona tanta serenità, anche se di certo non sono mancati sbagli nella voglia di fare del bene .

"Si dovrebbe pensare di più a fare del bene che a stare bene; 

e così si finirebbe anche a stare meglio". Alessandro Manzoni

Le persone più felici non hanno il meglio di tutto, ma traggono il meglio da quello che hanno.

Questa è la sapienza del povero autentico, che vogliamo fare nostra, convinti 

che non c'è niente di sbagliato con le persone che possiedono le ricchezze, 

ma che è sbagliato quando le ricchezze possiedono le persone.

Facendo esercizi particolari possiamo aumentare il respiro nel nostro corpo 

ed allora impariamo anche a fare opere di misericordia per educarci, 

ricuperare ed aumentare la gioia, che è il respiro della nostra vita.

 

La parola ZIKOMO/GRAZIE riassume bene la vita e missione dell’Alleluya band e non solo,

in questi 40 anni che tre nostri amici, un fotografo professionista, uno scrittore artista 

ed il nostro direttore di Andiamo hanno pennellato come un quadro vivo in un libro, 

che si intitola proprio ZIKOMO.

Per la fine di Settembre il libro con le belle foto ed il testo di sostanza sarà presentato e disponibile, a testimonianza di tanta bellezza del Malawi e di tanto amore fraterno solidale 

negli anni, frutto di tante persone dal cuore buono.

Inoltre sarà uno strumento per sostenere i nostri progetti, in particolare il CCH di Andiamo.

 

“La pelle

Pelle Bianca come la cera,

Pelle Nera come la sera.

Pelle Arancione come il sole

Pelle Gialla come il limone

tanti colori come i fiori.

Di nessuno puoi fare a meno

per disegnare l'arcobaleno.

Chi un sol colore amerà 

Un cuore grigio sempre avrà”. Giovanni Rodigari, moriva il 14 Aprile 1980.

Oggi, rivedendo il passato e guardando in avanti, sento di riscrivere le parole di 4 anni fa: Continuiamo, andiamo avanti tutti insieme, finché l’arcobaleno dei nostri colori, 

che vuole il bene senza confini, illuminerà il mondo intero per renderlo più bello 

e più degno di essere la casa di tutti, che ospita la grande famiglia umana.

 

Ai saluti aggiungo tanti auguri per i giorni di meritato riposo in arrivo per tanti

ed al Signore della vita chiedo sapienza, forza e serenità per tutti.

Di cuore 

p. Mario

 

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MALAWI 1 Giugno 2018

 Papa Francesco 10 Gennaio 2018

 

“È abbagliante di Luce questa foto ...

Sono i vostri Volti che la riflettono ...

È piena di Musica questa foto ...

Sono i vostri Cuori che la emanano ...

È piena d'Amore questa foto ... 

È lo Spirito di Dio che aleggia su di Voi 

e buca lo schermo per arrivare a Noi”. 

 

Con queste parole, un'amica descrive l’incontro degli Alleluya con Papa Francesco, 

che ha rinvigorito il nostro impegno gioioso per la missione della vita, sostenuti

dalla Provvidenza e dalla forza dello Spirito, che Gesù dona a tutti in abbondanza.

Nel dire noi, intendo proprio Tutti Noi, qui in Malawi e nel mondo.

 

In questi mesi L’Alleluya band celebra i suoi 40 anni di vita/missione qui in Malawi 

e nei paesi confinanti e perciò quest'anno non verremo in Italia per il nostro Tour.

Con gioia reciproca torneremo in Italia l'anno prossimo 2019 e potremo 

anche condividere la ricchezza umana e spirituale della GMG di PANAMA.

Grazie all’impegno di amici da sempre, l'ALLELUYA band, con alcuni volontari, 

dal 17 al 30 Gennaio 2019, parteciperà al grande incontro di fraternità e fede 

dei i giovani da tutto il mondo, guidati dalla presenza e dalle parole di Papa Francesco, 

al motto di Maria, madre di Gesù, “Eccomi…”

 

Non è mai troppo tardi, ma neanche troppo presto, e per questo le comunità 

che desiderano incontrare gli ALLELUYA e vivere la festa, possono già farlo sapere, 

suggerendo i tempi ed i modi che più convengono a loro, per poi programmare insieme 

il calendario del TOUR 2019 nei mesi di GIUGNO - AGOSTO.

 

Esortiamoci a vicenda: nei momenti felici loda Dio, nei momenti difficili cerca Dio,

nella serenità adora Dio, nelle difficoltà fidati di Dio e sempre ringrazia Dio!

Ciao

Vostro p. Mario 

 

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MALAWI 5 Maggio 2019

 

Ogni tanto è necessario 'resettare' la pagina sovraccarica della memoria, perché ritorni bianca per una nuova scrittura su di una pagina nuova della mia vita e della nostra missione da scrivere insieme, con passione.

Ora dal mio posto di ritiro forzato e indorato dalla natura sul lago Malawi, voglio condividere alcune riflessioni profonde, per nulla retoriche o vuote.

"Non abbandonatevi alla disperazione, siamo il popolo della Pasqua e Alleluya è la nostra canzone", ci incoraggia Giovanni Paolo II.

 

In questa dinamica pasquale di morte e risurrezione, con grande riconoscenza, ricordo che mio fratello ANDREA nasceva proprio il 5 Maggio di 72 anni fa e noi scherzando dicevamo: il 5 Maggio è morto Napoleone ed è nato Andreino…

La sua passione e dedizione per la missione, con il suo modo determinato, ha conquistato tanti amici e volontari che fino ad oggi sostengono il nostro impegno comune nell’educazione, sanità, sviluppo sociale 

e cultura / sport, per creare condizioni di vita dignitosa per molti.

GRAZIE ANDREA, campione della nostra missione!

Lo Spirito della vita che attendiamo, come promesso dal Risorto, ci rende forti e colmi di speranza per il nostro cammino che continua.

Il nostro DOMANI lo costruiamo sul nostro OGGI, che si fonda sul nostro IERI.

 

Possiamo vivere solo se cresciamo,

Possiamo crescere solo se cambiamo,

Possiamo cambiare solo se impariamo,

Possiamo imparare solo se ci esponiamo,

Possiamo esporci solo se ci apriamo!

Un'amica mi ha scritto: 

“Chi getta semi al vento, farà fiorire il cielo”.

Un autentico ed impegnativo programma di vita fondato sulla speranza che i semi buoni comunque danno frutti di bontà e bellezza per il mondo.

Un equilibrio tra passato, presente e futuro che ci impegna ogni giorno, conciliando in semplicità e serenità i nostri sentimenti, pensieri ed azioni, nella novità quotidiana della nostra vita, come scrive Seneca:

"Nessun uomo può bagnarsi nello stesso fiume per due volte, perché né l'uomo, né le acque sono gli stessi"!

 

“Quello che mi ha sorpreso di più, negli uomini dell’Occidente è che perdono la salute per fare i soldi e poi perdono i soldi per recuperare la salute. 

Pensano tanto al futuro che dimenticano di vivere il presente, in tale maniera che non riescono a vivere né il presente né il futuro. 

Vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto”, afferma il Dalai Lama.

“La fede senza la carità non porta frutto e la carità senza fede sarebbe in balia costante del dubbio.

Fede e carità si esigono a vicenda, così l’una permette all’altra di attuare il suo cammino”.

Queste parole profonde di Benedetto XVI illuminano la nostra vita cristiana e ci aiutano a capire che credere significa essere attenti a Colui che ci chiama, in ascolto di ciò a cui Egli ci manda ed in attesa di ciò che Egli ci promette.

 

Dopo questa condivisione di idee sparse, ma autentiche della nostra vita e missione, proporrò anche il DOMANI: mio, di ANDIAMO e della ALLELUYA Band, presentando i possibili programmi che ci attendono a breve scadenza e con fiducia indicherò il futuro del nostro cammino, nella sua pienezza di vita per noi e per gli altri.

Di tutto cuore e con grande riconoscenza, saluti cari a tutti dal Malawi.

 

Vostro p. Mario

 

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BUONA PASQUA 2018 dal Malawi!

La gioia della Risurrezione riempia i nostri cuori e la stessa forza dello Spirito che ha risorto Gesù, dopo tre giorni dalla sua morte, ci animi per cammini sempre nuovi di comunione, di dialogo e di fraternità solidale.

La mia prima parola è un grande grazie per aver condiviso la stessa missione di vita e di amore secondo il Vangelo, che in tanti anni ci ha sostenuti nelle gioie e nei dolori del nostro quotidiano, con i suoi frutti più o meno belli e graditi, ma sempre a favore della crescita di persone e di comunità, che con tanto amore mi hanno accolto in Malawi.

La storia speciale vissuta insieme da oltre 40 anni con alcuni e con altri meno, porta in sé  tutto il nostro vissuto, con i suoi progetti realizzati in un determinato momento, che gli eventi e le storie personali e comunitarie hanno poi migliorato o cambiato.

Ciascuno di noi ha posto la sua firma, che non verrà cancellata, perché alla fine saranno anche le nostre credenziali per l'incontro definitivo con la vita e la comunione senza fine.

Nella voglia di bene, anche gli errori trovano posto, ma il perdono e la fiducia reciproca li possono trasformare in momenti di grazia e di crescita per il bene di tutti.

Anche la nostra storia di missione è stata segnata da errori, rischiando quasi il fallimento, ma la buona intenzione e la forza di Colui che ci chiama e ci manda ha sempre tenuto bene il timone della barca, anche in momenti di tempesta ed eccoci ancora al largo per ulteriori attraversate, dando fiducia alle parole di Gesù di andare oltre e gettare ancora le reti.

Non è mia intenzione raccontare il nostro passato, ma leggere il nostro presente e sognare il futuro che insieme vogliamo ancora costruire con tutte le forze, credendo che è più che possibile, prendendoci per mano con Colui che può l'impossibile.

I 30 anni vissuti nella Parrocchia di Balaka, rinfrescati da una cascata di amici e volontari di tutte le età e da ogni parte, sono stati un fiume di continuità delle presenze missionarie, preziose e fruttuose di tanti confratelli che hanno donato tutto dall'inizio della missione.

Forse la grande Chiesa di Balaka di S. Luigi Montfort, consacrata nel 1994 rappresenta la maturità di una comunità che si è impegnata a costruirsi come Chiesa, capace di vivere ed annunciare il Vangelo della vita e dell'amore con lo stesso cuore di Gesù.

Quanta vita e morte, quanti sogni e progetti, quanto impegno e lavoro, quanta forza e debolezza, quante gioie e dolori, quante paure e speranze, quante famiglie e donne singole, quante mamme e papà, quanti neonati e bambini, quanti ragazzi e giovani, quanti adulti ed anziani, quanti ammalati e moribondi, quante capanne e case, quante scuole e chiese, quanti campi di granoturco e di sport, un ospedale CCH e due dispensari per migliaia di persone piccoli e grandi, hanno colorato i nostri anni di missione per una vita migliore di tanti, a gloria di Dio!

Dal 2007 la mia missione in Malawi è continuata nel cuore della Cooperativa Andiamo, alla Casa dei Volontari, ma lo stesso spirito di dedizione e condivisione ci ha sostenuto, indicando ancora nuove strade da percorrere per continuare a crescere tutti insieme.

Con gioia ho visto i responsabili ed i giovani della Cooperativa prendersi sempre più la loro responsabilità, sentendo l'utilità della loro presenza seria nelle 4 aree di intervento:

l'educazione, la sanità, lo sviluppo sociale e la cultura - sport per la comunità.

La Cooperativa Andiamo, con le nostre scuole superiori frequentate da 450 studenti ha superato i confini di Balaka, perché i giovani vengono numerosi dal Nord al Sud del Malawi.

Anche il nostro COMFORT HOSPITAL, con i suoi 19.300 pazienti in due mesi, è punto di riferimento per una vasta area nelle regioni del sud e del centro del Malawi, grazie alla pazienza e alla dedizione di chi crede e si impegna in questo progetto prezioso, per collaborare con il governo nello sforzo di offrire una sanità migliore per tutti.

Dopo 10 anni vissuti alla Casa del Volontario, dove ho vissuto momenti speciali, per la mia salute, posso anche approfondire valori, come silenzio, contemplazione, preghiera, ascolto, dialogo, che con gli ALLELUYA vogliamo testimoniare, secondo il loro motto: cantiamo la vita con gioia!

Ciao ed alla prossima...p. Mario

 

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Amore e indifferenza

 BALAKA 12 Marzo 2018

 "Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria... davanti a lui verranno radunati tutti i popoli e separerà gli uni dagli altri...Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: "Venite, benedetti del mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi..., perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi"... Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra:
"Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno... In verità io vi dico:
tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me".
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna". Mt. 25, 31-46 

Il Vangelo dipinge una scena drammatica che siamo soliti chiamare il giudizio universale.
Ma sarebbe più esatto definire “la rivelazione della verità ultima, sull'uomo e sulla vita”.
Che cosa resta della nostra persona quando non rimane più niente?
Resta solo l'amore, dato e ricevuto.
Avevo fame, avevo sete, ero straniero, nudo, malato, in carcere e tu mi hai aiutato.

Sei passi di un percorso, dove la sostanza della vita ha un nome: amore, che è il Dio della vita, la vita dell'uomo e l'anima del vivere.
Sei passi per incamminarci verso il Regno, la terra nuova come Dio la sogna.
Così possiamo intuire tratti nuovi del volto di Dio, così belli da incantare ogni volta di nuovo.
Prima di tutto Gesù stabilisce un legame così stretto tra sé e gli uomini da arrivare fino a identificarsi con loro: l'avete fatto a me.

Il povero è come Dio! Corpo di Dio, carne di Dio sono i piccoli.
Quando tocchi un povero è Lui che tocchi.
L'ultima rivelazione emerge e si tesse attorno al bene, fatto o non fatto.
Nella memoria di Dio non c'è spazio per i nostri peccati, ma solo per i gesti di bontà e per le lacrime, perché il male non è rivelatore, mai, né di Dio né dell'uomo.
È solo il bene che dice la verità di Dio e della persona.
Per Dio il buon grano è più importante e più vero della zizzania, la luce vale più del buio, il bene pesa più del male.
Dio non spreca né la nostra storia, né tantomeno la sua eternità, facendo il guardiano dei peccati o delle ombre.
Al contrario, per Lui non va perduto uno solo dei più piccoli gesti buoni, non va perduta nessuna generosa fatica, nessuna dolorosa pazienza, ma tutto questo circola nelle vene del mondo, come una energia di vita, adesso e per l'eternità. 

Poi dirà agli altri: Via, lontano da me...Tutto quello che non avete fatto a uno di questi piccoli, non l'avete fatto a me.
Gli allontanati da Dio che male hanno commesso?
Non quello di aggiungere male a male, il loro peccato è il più grave, è l'omissione:
non hanno fatto il bene, non hanno dato nulla alla vita.
Non basta giustificarsi dicendo: io non ho mai fatto del male a nessuno.
Perché si fa del male anche con il silenzio, si uccide anche con lo stare alla finestra.

Non impegnarsi per il bene comune, restando a guardare, è già farsi complici del male comune, della corruzione, delle mafie, è la “globalizzazione dell'indifferenza”, dice Papa Francesco. 

Ciò che accade nell'ultimo giorno mostra che la vera alternativa non è tra chi va o non va in Chiesa, ma tra chi si ferma accanto all'uomo bastonato e a terra, e chi invece tira dritto; tra chi spezza il pane e chi si gira dall'altra parte, passando oltre. Ma oltre l'uomo non c'è nulla, tantomeno il Regno di Dio, che è comunione, condivisione e Risurrezione.
È questo il mistero della incarnazione, di Dio che si fa carne. 

Continuiamo il nostro cammino verso la Pasqua con cuore aperto a queste parole:
"Ama senza pretendere. Parla senza offendere. Ascolta senza giudicare" Karol Wojtyla.

p. Mario Pacifici

Balaka - MALAWI

 

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Insieme verso la Pasqua 

BALAKA 18 FEBBRAIO 2018

Ho lasciato mia gente e la mia casa in Italia per la mia gente e la mia casa in Malawi a BALAKA, da dove scrivo, all'inizio di un tempo forte, la Quaresima, cammino verso la Pasqua.  

"Non ti arrendere mai, neanche quando la fatica si fa sentire, neanche quando il tuo piede inciampa, neanche quando i tuoi occhi bruciano, neanche quando i tuoi sforzi sono ignorati, neanche quando la solitudine ti avvilisce, neanche quando l'errore ti scoraggia, neanche quando il tradimento ti ferisce, neanche quando l'ingratitudine ti sgomenta, neanche quando l'incomprensione ti circonda, neanche quando la noia ti atterra, neanche quando tutto ha aria di nulla, neanche quando il peso del peccato ti schiaccia...

Invoca il tuo Dio, stringi i pugni, sorridi...e ricomincia!"

Queste parole di San Leone Magno, l'intrepido Pontefice che fermò Attila, ci indicano l'atteggiamento giusto per iniziare bene il cammino quaresimale Ciascuno di noi può aggiungere i suoi "neanche quando", confrontandosi con la propria vita, a volte segnata dallo sconforto e dallo scoraggiamento. 

Anche il mondo di oggi sembra scoraggiato, dopo anni di sforzi per migliorare.

Bastano pochi numeri per prendere coscienza che le tragedie continuano, con i bambini in prima linea, a causa della guerra, della fame e delle ingiustizie.

Ogni anno nel mondo:

* 155 milioni di bambini soffrono di malnutrizione cronica;

* 1 bambino su 4, sotto i 5 anni, soffre la malnutrizione ed il 30% vivono in Africa;

* 6 milioni di bambini muoiono di fame prima di aver compiuto 5 anni!

Ma allora a cosa vale il nostro impegno, se non cambia niente?

Vale la pena e dobbiamo impegnarci ancora di più per coinvolgere molti ed insieme favorire la dignità della vita di tutti, vicini e lontani.

"Condividere, impone una conversione, ma questo è impegnativo...

Se ti prende l'amarezza credi in tutte le persone che ancora operano il bene: nella loro umiltà c'è il seme di un mondo nuovo", dice Papa Francesco. Siamo chiamati tutti a costruire un mondo che non lasci nessuno indietro: diciamo SI alla povertà dignitosa, ma NO alla miseria!

 Noi confermiamo il nostro impegno offrendo noi stessi, il nostro tempo, condividendo quello che abbiamo, per crescere tutti insieme in pienezza di vita.

A Balaka con la collaborazione di tutti continuiamo i nostri sforzi di fraternità solidale, sostenendo le nostre scuole, il nostro ospedale, i nostri progetti di sviluppo sociale, con la sola preferenza, per chi più è solo e nel bisogno: i bambini, gli orfani, i ragazzi di strada, i giovani, le famiglie, gli anziani e gli ammalati...

Insieme creiamo anche momenti di cultura e di sport per tutti.

Questa è la Quaresima che vogliamo vivere, in cammino verso la Pasqua di Risurrezione, sostenuti dall'ascolto assiduo della sua Parola e dal dialogo con Lui e tra di noi.

Con la penitenza capace di rinunce e con la condivisione generosa, possiamo vincere l'egoismo e testimoniare a testa alta la bellezza della vita, dell'amore e della gioia.

 Questo è il disegno di Dio, dice Benedetto XVI: "Diffondere sull'umanità e sul cosmo intero il suo amore generatore di vita.

Non è un processo spettacolare; è un processo umile che tuttavia porta con sé la vera forza del futuro e della storia".

 

p. Mario

 

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Roma 10 Gennaio 2018, incontro con Papa Francesco

BALAKA 1 DICEMBRE 2017

È bello chiudere l'anno con la celebrazione del Natale, nel nome della vita donata a tutti, come il più grande dono da custodire e far crescere.

Ogni bambino, dovunque nel mondo, è Gesù Bambino, ricco solo della sua umanità e dell'amore di Maria e Giuseppe, degli Angeli, dei pastori e dei re Magi, venuti da lontano.

Anche oggi ogni nascita impegna e dona sorriso ai genitori, alla famiglia ed alla società che vede la vita continuare, superando ogni tragedia, asciugando ogni lacrima e donando speranza e forze nuove per andare avanti con fedeltà, nonostante tutto.

L'Avvento è il tempo opportuno di incamminarci insieme per incontrare Gesù che viene a noi come dono prezioso, per indicarci, la Via, la Verità e la Vita, per rinnovare la nostra vita di ogni giorni, nelle sue azioni piccole e grandi, private e pubbliche, personali e comunitarie, nella luce e nel buio del quotidiano, vincendo la disperazione con la speranza, la sfiducia con la fiducia e l'odio con l'amore.

Offrire è soffrire e chi offre s'offre sempre con amore e gioia.

In questo tempo dell'attesa, che ci porta al Natale è importante che ci alleniamo nel fare agli altri ciò che vorremmo che gli altri facciano a noi.

Impegniamoci di più a comprendere che ad essere compresi, ad accettare più che essere accettati, ad accogliere più che essere accolti, a stimare più che essere stimati, a sostenere più che essere sostenuti, a portare il nostro contributo per migliorare ogni situazione, più che passare il nostro tempo ad arrabbiarci su ciò che gli altri dovrebbero fare e non fanno, ad essere attenti ai grandi problemi di chi ci passa accanto e di chi è lontano, più che lasciarci assorbire solo dalle nostre difficoltà piccole o grandi.

A fine Dicembre quattro ragazzi e tre ragazze dell'ALLELUYA band partiranno ancora, affrontando un nuovo viaggio in Italia per incontrare, condividere e dialogare con persone, comunità ed associazioni, favorendo l'ascolto reciproco, dando la parola all'Africa che vuole vivere e vivere insieme per costruire con fiducia rinnovata un mondo che sia casa accogliente, capace di ospitare tutti.

È l'arcobaleno arricchito dai colori di tutte le culture e le razze dei 5 continenti, che illumina il grande girotondo formato da tutti, da una parte all'altra del mondo.

AFRICA, PARLA CHE TI ASCOLTO, ASCOLTA CHE TI PARLO!

Questo è il tema che animerà gli incontri con i 7 ALLELUYA, con le celebrazioni ed i momenti d'arte, facendoci assaporare la bontà e la gioia della condivisione fraterna, propria della famiglia umana, capace di accoglienza e comunione, dai piccoli ai grandi.

La gioia e la pienezza di vita, che il nostro cuore cerca, la troviamo nel perdonare più che nell’essere perdonati, nel rendere felici gli altri più che nel cercare solo la nostra felicità, perché c'è più gioia nel dare che nel ricevere, dice Gesù.

Con fiducia andiamo insieme verso il Natale.

p. Mario

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13 Novembre 2017

Ciao a tutti dal MALAWI.

Grazie a Dio siamo un bel numero coinvolti nel viaggio 2018 dei 7 Alleluya e

mi scuso in anticipo se posso aver dimenticato qualcuno, ma può capitare...e ripariamo subito.

La nostra collaborazione è importante per ottenere frutti abbondanti da questo nuovo sforzo 

che possiamo anche chiamare di animazione missionaria.

Dopo esserci sentiti a tu per tu, oggi mi rivolgo a voi, perché i tempi corrono veloci 

e con dedizione i 7 degli Alleluya si stanno preparando al nuovo viaggio in Italia, 

che è speciale per il numero e per il suo contenuto particolare di incontro, dialogo e condivisione.

Per questo il titolo del programma è "INCONTRIAMOCI..." e dobbiamo sapere quando e dove...

Ciascuno di voi è il riferente del nostro programma per poterci incontrare con la vostra comunità/associazione. 

Forzando un po' i tempi, ma senza imporre, propongo questo primo calendario assolutamente da definire,

per poterlo poi comunicare a tutti nel depliant di presentazione del nuovo progetto VIAGGIO con 7 degli ALLELUYA.

Nel loro 40* di vita e di missione, gli altri 7, qui in Malawi, si preparano al Tour Africano 2018.

Il mio desiderio è di poter confermare, il prima possibile, le date ed i luoghi degli incontri, 

che saranno composti da celebrazioni, momenti di dialogo ed anche un poco di musica africana ed internazionale. 

Conosco la vostra disponibilità e generosità, titpica di amici volontari missionari, e vi ringrazio veramente.

In attesa delle vostre risposte vi saluto con gli auguri più belli.

Vostro p. Mario

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BALAKA 1 Novembre 2017

"Come i Santi, con la nostra testimonianza di vita, lasciamo trasparire la gioia e la bellezza di vivere il Vangelo".

"Essere santi non è un privilegio per pochi, ma una chiamata per tutti", dice Papa Francesco.

Una chiamata che si fa sentire forte in questo mese di memoria di tutti i Santi e di tutti i Morti, nel nostro mondo di oggi, che spesso puzza di morte, violenza, egoismo, odio e tristezza, ma che nel profondo dei cuori, sente il desiderio del profumo della santità di vita, riconciliazione, pace, altruismo e bellezza. 

"Ho imparato che tutti quanti vogliono vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità risiede proprio nel risalire la scarpata...

Il domani non è assicurato a nessuno, giovane o vecchio.

Oggi può essere l'ultimo giorno che vedi coloro che ami.

Perciò non aspettare più, fallo oggi, perché se il domani non dovesse mai arrivare, sicuramente lamenterai il giorno che non hai preso tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio, e che sarai stato troppo occupato per concedere un ultimo desiderio.

Mantieni coloro che ami vicini a te, dì loro all'orecchio quanto ne hai bisogno, amali e trattali bene, prenditi tempo per dirgli 'mi dispiace', 'perdonami', 'per piacere', 'grazie', e tutte le parole d'amore che conosci".

Sembra di leggere Papa Francesco, ma è Gabriel Garcia José, uno scrittore, giornalista e saggista colombiano naturalizzato messicano, insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1982.

 Si dice che la gente tira sempre pietre sull'albero che ha frutti buoni!

Questa osservazione la trovo vera, vedendo tutti i giorni tanti bambini che tornando da scuola, assalgono le piante di mango, anche se i frutti non sono ancora maturi.

Gustano il mango ancora acerbo, sapendo bene che arrivando a casa loro mangeranno la polenta solo in serata, perché in tanti villaggi per molti è iniziato il tempo di solo un pasto al giorno.

Anche per il nostro COMFORT HOSPITAL di Balaka, con i suoi centri sanitari nei villaggi di KAPANDATSITSI e TOLEZA è un momento molto impegnativo, con i suoi 50.945 pazienti, dei quali 35.862 bambini, che sono grati a tutti per il generoso sostegno a favore del cibo e delle medicine necessarie, con un ricordo speciale per i dottori volontari che assicurano la loro preziosa presenza, in una staffetta d'amore senza fine, ZIKOMO!

Per i 7 giovani dell'ALLELUYA band il viaggio di condivisione e dialogo in Italia, a Gennaio e Febbraio 2018 è in programmazione avanzata, nel desiderio di creare opportunità per celebrare, cantare e parlare insieme con l'Africa e non solo dell'Africa.

Nel gioioso ricordo dell'umile inizio della band a Balaka, il 19 Gennaio 1978, alcuni saranno in Europa e altri inizieranno il grande ALLELUYA AFRICAN TOUR 2018, per celebrare i loro 40 anni di missione, con l'impegno di cantare a tutti la vita con gioia!

Vi saluto con le parole di don Tonino Vescovo:

"Additare le gemme che spuntano sugli alberi, vale più che piangere sulle foglie che cadono".

Anche noi gioiamo per la sorpresa della prima pioggia, e prepariamo la semina, sperando in piogge abbondanti per un buon raccolto.

Con gli auguri più belli

p. Mario

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BALAKA 1 Ottobre 2017

 Siamo ad Ottobre, mese missionario per eccellenza.

Nel mese di Settembre di 20 anni, moriva Madre Teresa di Calcutta, che Papa Francesco ha proclamato santa il 4 settembre 2016, esortando ad imitarla per attuare "la rivoluzione della tenerezza, iniziata da Gesù Cristo, con il suo amore di predilezione ai piccoli".

Le parole del Vescovo Tagle descrivono bene come seguire il suo esempio di vita, anche ai nostri giorni di luce ed ombre:

"Viviamo la cultura dell'incontro, in modo semplice:

non solo vedere le persone, ma guardare, non solo sentire, ma ascoltare, non solo incrociando le persone, ma fermandosi con loro".

Pochi giorni dopo il mio ritorno in Malawi con l'Alleluya band, ho scritto:

"Eccomi sono di nuovo 'in sella', in forma, Zikomo".

L'amico Paolo mi ha sorpreso scrivendomi:

"...tu sei sempre in sella permanente...

e metti in sella tutti quelli che hanno la 'sfortuna' di conoscerti..."

Se è così ringrazio il Signore, ma sono convinto che è lo Spirito che ci tiene tutti in sella, per vivere in comunione la missione del Vangelo, perché Lui ama tutti, sempre, dovunque e vuole tanto che anche noi ci amiamo nella gioia e nel dolore.

Papa Francesco ci vuole missionari della carità operosa per tutti, "L'impegno che il Signore chiede è quello di una vocazione alla carità, con la quale ogni discepolo di Cristo mette al suo servizio la propria vita, per crescere ogni giorno nell'amore"...

"Impara dalla meraviglia,

coltiva lo stupore.

Vivi, ama, sogna

e credi".

Grazie, saluti cari e auguri di bene nel Signore della vita.

p. Mario

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ALLELUYA BAND, 26 Agosto 2017 

Il nostro impegno del Tour2017 in Italia è finito ed ora continua in Africa, proprio nei 40 anni di vita e di missione dell'ALLELUYA band.

Con gioia dico ZIKOMO/GRAZIE, come il tema del 14* Tour Internazionale, fuori dall'Africa.

Un grazie grande a tutti i volontari ed autisti che ci hanno seguito con tanto calore, alle associazioni che ci hanno accolto con generosità, a tutti gli amici che con noi, hanno cantato e danzato la vita ed ancora grazie alle tante comunità cristiane per aver celebrato insieme la fede, la speranza e l'amore del Vangelo di Gesù.

Un grazie speciale a Dio Provvidenza che ci ha accompagnato nei lunghi Km di viaggio 

Veramente è stato un Tour speciale per la sua valenza umana, segnata anche dalla presenza di molti africani rifugiati o già residenti in Italia da tempo.

Per questo, durante il nostro peregrinare in Italia, è nata l'idea, che vi propongo e che piano piano ha preso corpo nelle sue motivazioni e nel possibile programma.

Per il 2018 l'ALLELUYA band sta organizzando un TOUR AFRICANO nei paesi vicini al Malawi, fino in Sud Africa nel Gennaio 2019, per i suoi 40 anni di vita vita e missione.

Il cuore del nuovo progetto, favoriti da fatto che abbiamo già i visti, è di potere incontrare comunità o associazione disponibili, per conoscersi, condividere e annunciare la vita, con incontri preparati, celebrazioni e musica Gospel, dal 1 GENNAIO al 11 FEBBRAIO.

Abbiamo già una lista di località, ma se qualcuno è interessato possiamo vedere insieme.

Con l'autista saremo in 9 persone ed allora si pensa anche alla possibilità di essere ospiti nelle famiglie, come abbiamo già bene sperimentato.

Il nostro prossimo Tour in Italia sarà nell'estate 2019, dopo la GMG di Panama.

In questi giorni l'amica volontaria Clara mi ha fatto ricordare che a Sermoneta, nel Tour del 2013, ho usato questa espressione:

"Per essere belli non bisogna curare solo l'estetica del corpo, ma anche l'estetica del cuore".

In questi tempi, dobbiamo allenare i nostri cuori a pulsare per tutti vicini e lontani, perché il mondo possa far fronte a situazioni terribili che scuotono le nostre comunità.

Il problema è grande, difficile e solo piccoli gesti di ciascuno di noi possono far germogliare semi di speranza in un futuro migliore per tutti e colorare ancora il mondo di fraternità e solidarietà gioiosa. 

Don Tonino vescovo diceva:

"Non abbiate paura di correre il rischio che su dieci che bussano alla porta, uno solo è nel bisogno.

È meglio aiutare tutti e dieci, piuttosto che mandare a mani vuote l'unico che aveva bisogno".

La nostra nuova proposta di un viaggio di condivisione e dialogo è una piccola sfida, anche con il freddo, per poter riscaldare i cuori di amore, capace di superare pregiudizi ed imparare ad accoglierci come figli e figlie dello stesso mondo, superando barriere, muri, differenze per costruire la famiglia globale, donando alle giovani generazioni un futuro degno.

Anche da parte degli ALLELUYA ricevete i saluti e gli auguri di ogni bene, per risvegliare in noi tutti la forza di camminare insieme e credere che, contagiati dalla gioia del Vangelo della vita, ce la possiamo fare e vivere tutti in pace e dignità. 

Ciao

p. Mario Pacifici

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BALAKA 25 Marzo 2017 

Ciao a tutti dal Malawi.
Oggi è il giorno del SÌ di Maria alla sua missione di madre di Gesù e madre nostra.
Sia anche l'occasione per confermare il nostro SÌ quotidiano alla vita ed alla nostra missione.
Dopo la festa di San Giuseppe del 17 Marzo, porto nel cuore i miei 40 anni di missione in Malawi, con tanta gratitudine e gioia condivisa, essendo arrivato per la prima volta il 19 Marzo del 1977. 

Siamo anche a metà del cammino quaresimale verso la Pasqua di Risurrezione di Gesù e nostra.

Condivisione, conversione, penitenza e preghiera sono le parole che spesso riecheggiano in questo tempo forte dello spirito, ma la parola che le riassume è comunione con tutti e con il creato.

Questa è la Pasqua autentica che ci aspetta e ci impegna nella missione in nome di Gesù Risorto e del suo Vangelo di vita nuova nel mondo intero, ovunque e sempre, per i vicini ed i lontani.  

Il "sogno" di Dio sull'uomo si realizza quando non ci sono più rapporti di forza, di dominio, di sfruttamento, ma rapporti di comunione e di solidarietà fraterna; quando la molla che porta all'azione non è solo il proprio tornaconto, ma l'attenzione all'altro.

Forse nella nostra storia umana, non potremo vedere la completa attuazione di questo ideale, ma ci sono segnali incoraggianti e timide tracce del sogno che si realizza e diventa realtà nuova. La vita finisce quando smetti di sognare, la speranza finisce quando smetti di credere e l'amore finisce quando smetti di condividere e prendere cura degli altri vicini e lontani.

Chi si impegna a vivere la comunione nel nome della fratellanza, come la famiglia, le comunità di vita fraterna, crede ancora all'amore senza confini, perché siamo tutti della famiglia umana. 

Non giudichiamo la giornata dai frutti raccolti, ma dalle sementi che abbiamo seminato.

Anche noi a Balaka abbiamo raggiunto un bel traguardo, con il riconoscimento della sala operatoria e dei laboratori di analisi e di radiografia del nostro COMFORT COMMUNITY HOSPITAL, frutto dei semi gettati nel campo della sanità, con pazienza e sofferenza, dalla Cooperativa Andiamo, in collaborazione con le autorità locali e con i tanti volontari, che sono ancora con noi o che hanno già varcato il tempo per l'eternità meritata.

Una gioia da vivere e gustare per trovare forze nuove e continuare la missione in comunione di intenti e con una chiara visione del cammino di percorrere insieme  per il bene di tutti, i piccoli ed i poveri in particolare, come Papa Francesco ci insegna con la sua vita. 

Termino con una parola sulla gioia, che vorrei paragonare al sale, quasi alla portata di tutti.

Una insalata bella ed arricchita da tante verdure, non è gustosa e saporita senza sale.

Lo stesso è per la nostra vita, che se non è condita dalla gioia semplice e quotidiana rischia di essere senza sapore, monotona e spenta, anche con i mille impegni da programmare e da fare.

La gioia è un dono e la dobbiamo volere, accogliere e condividere, sull'esempio del povero autentico, che riceve e dona sinceramente, come tanta nostra gente povera di Balaka. 

Con un saluto caloroso, mando gli auguri più belli per correre insieme, con gioia verso la Pasqua.

Di cuore p. Mario

 

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ENTRATICO  4 Febbraio 2017

 Oggi per me è un giorno da vivere con tanta gratitudine per Dio e per voi tutti, perché 40 anni fa, il 4-2-1977, sono partito la prima volta da Fiumicino per Africa, con il Vangelo di Gesù nel cuore e con poco o niente nelle mani ed in valigia.

 I ragazzi della seconda media di ENTRATICO, mio paese di nascita, in un poster della mostra sul Malawi, che avevano preparato il 25-1-1977, hanno scritto:

"Il girotondo è un gioco conosciuto in tutto il mondo.
È il gioco dell'amicizia e dell'amore.
Nel girotondo c'era un lebbroso,
Nel girotondo c'era un bambino,
Nel girotondo c'era una mamma,
Nel girotondo c'era un papà,
Nel girotondo c'era Gesù.
Mancando Lui,
la forza di stare insieme non c'era più.
Il girotondo si spezzò.
Padre Mario lo ricongiungerà". 

Non posso dire di aver realizzato la loro aspettativa, ma certamente è ancora questa la missione che ci impegna tutti, perché l'incontro delle persone di tutte le culture diventi un girotondo, sotto un arcobaleno bello e grande come il mondo, capace di donare vita, amore, giustizia, dignità, speranza, pace e gioia a tutti.

La Provvidenza, che è amore di Dio per noi, è stata ed è sempre al nostro fianco, donandoci sapienza e forza di vivere e condividere gioie e dolori della missione.

 Papa Francesco ci invita ad abbandonarci proprio a Lui con grande fiducia:
"Cari fratelli e sorelle, quando nella vita sperimentiamo le prove, non dobbiamo mettere condizioni a Dio.
Lasciamo che la speranza vinca i nostri timori.
Fidarsi di Dio significa accettare che si realizzino i Suoi disegni, nella consapevolezza che la sua salvezza e il suo aiuto giungano a noi, a volte in modo diverso dalle nostre aspettative.
Giustamente chiediamo al Signore vita, salute, affetti, felicità.
Bisogna tuttavia essere certi che Dio sa trarre vita anche dalla morte, che si può sperimentare la pace anche nella malattia, che ci può essere serenità anche nella solitudine e beatitudine anche nel pianto.

La benedizione di Dio vi accompagni sempre!"       26 Gennaio 2017 

A tutti un grande grazie, saluti cari e auguri di bene nel Signore della vita.

p. Mario

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EPIFANIA 2017  MALAWI

 Condividiamo questa riflessione di Gianfranco Ravasi ed insieme intraprendiamo il viaggio dei tre re Magi, seguendo la stella dell'amore che ci porta a Gesù, nostra luce, via, verità e vita.

"Una buona memoria è un buon dono di Dio.

Ma poter dimenticare è talora un dono divino ancora migliore.

Montaigne era convinto che la memoria fosse 'l'astuccio della scienza' ed effettivamente una memoria vivace e selettiva è ben più preziosa di quella informatica che ti vomita materialmente migliaia e migliaia di dati inclassificabili ed alla fine inutilizzabili.

Di questo era convinto anche lo scienziato e scrittore settecentesco Georg Chr. Lichetenberg nell'aforisma sopra citato.

 Egli però aggiungeva una precisazione preziosa: anche la capacità di dimenticare può essere ugualmente decisiva.

A questo proposito è suggestivo un racconto di Borges, che immagina un incontro di Caino con Abele nell'aldilà.

Abele non ricorda più se fu lui il colpito a morte o piuttosto il colpevole del fratricidio.

Caino allora gli confessa: 'Ora so che mi hai veramente perdonato, perché perdonare è dimenticare'.

Ogni tanto è necessario 'resettare' la pagina sovraccarica della memoria, perché ritorni bianca per una nuova scrittura"

 Ciao e Buona Epifania

p. Mario

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ANNO NUOVO 2017                                            MALAWI - BALAKA  1 Gennaio

 Il nuovo anno è un nuovo passo nella vita, che cresce a ritmo continuo.
Per me, per noi e per l'umanità che segue il nostro calendario, è un nuovo inizio, che auguriamo si ripeta ogni mattina per i 365 giorni del 2017. 

Il domani, parte dall'oggi che fonda su ieri, il futuro è costruito sul presente, che è frutto anche del passato.

L' avvenire è segnato dal nostro essere che porta con sé la nostra storia, il crescere continuo è un salire e scendere, che va verso la sua pienezza. 

Per noi l'inizio del nuovo anno è continuità e discontinuità allo stesso tempo, che ci permette di superare il nostro passato doloroso con i suoi sbagli e di migliorare le cose belle che ci portiamo nel cuore con gioia.

All'alba dell'anno nuovo ci sentiamo leggeri e aperti alle nuove opportunità di bellezza del nostro mondo ed anche ai segni di umanità nuova che germogliano all'orizzonte di un anno che tutti ci auguriamo migliore.

La speranza che l'ultima parola non è del male, ma del bene che è in noi, ci dona forza per andare avanti con fiducia rinnovata, prendendoci tutti per mano. 

Uno dei nomi di Dio, in chichewa, la lingua del Malawi, è UTA WA LESA e significa ARCOBALENO, che con i colori e la sua forma stampata nel cielo dopo la pioggia torrenziale, ci parla di bellezza, pace, accoglienza, inclusione e condivisione.

Quest'anno sforziamoci tutti di colorarci di arcobaleno, che però non vedremo mai, se guardiamo solo per terra, se non sopportiamo il brutto tempo che a volte imperversa e non sappiamo attraversare insieme la tempesta.

 Per vivere la rivoluzione pacifica di cui parla Papa Francesco, scegliamo un semplice programma di vita, suggerito da lui stesso alla GMG 2016 di Cracovia:
"Vivere per servire e non servire per vivere!"
Convinti di non poter vivere sempre felici, ma di poter essere sempre felici di vivere, seguendo il suo esempio, la gioia sia nostro cibo quotidiano, anche quando le lacrime riempiono i nostri occhi ed il nostro cuore. 

Mentre vi scrivo è da quasi 15 ore che a Balaka siamo senza corrente e di certo è un problema per il Malawi,
al quale auguriamo di poter continuare ad essere il Caldo Cuore dell'Africa, non premettendo che la povertà
estrema diventi miseria e che la sua popolazione buona e dolce di cuore continui nello sforzo di migliorare la
vita di tutti, ogni giorno, senza scoraggiarsi...

 Grazie del vostro costante e grande amore per noi e auguri a tutti che il nuovo anno sia colorato di pace.

 Vostro p. Mario
 

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NATALE 2016 - MALAWI 

La nostra vita è un miliardo di attimi unici e irripetibili da vivere in pienezza, fiducia e gioia, come se fossero il primo e l'ultimo, curando la bellezza del nostro cuore per diventare belle persone e non persone belle, che nel tempo non possono reggere la bellezza dell'aspetto.
Anche il Natale non è bello per l'apparenza di festa, che spesso non è autentica, ma è bello per la festa vera dei popoli che rifiutano la logica della nostra storia moderna, che sembra avanzare con violenze, esclusioni, separazioni e respingimenti. 

"Il Natale di quest'anno ci farà trovare Gesù e con lui la festa di vivere il gusto dell'essenziale, il sapore delle cose semplici, la fontana della pace, la gioia del dialogo, lo stupore della vera libertà."

Gesù che nasce per tutti, anche per chi ancora non lo conosce, è il seme delle terra nuova che germoglia e cresce con tenerezza, per inclusioni, abbracci, accoglienza e condivisioni. 

In questo momento della nostra storia umana, possiamo trovare la forza di non mollare, imparando a giudicare la realtà non dai frutti, che a volte sembrano mancare, ma dai semi che porteranno frutti buoni ed abbondanti di vita dignitosa per tutti, senza discriminazioni. 

"Astenetevi non tanto da un pasto, ma dalla ingordigia.

Più che privarvi di un piatto, privatevi del lusso, dello spreco, del superfluo.

Ci vuole più coraggio.

Più che non sedervi a mensa, aggiungete un posto a tavola.

E più che non toccare il pane, spezzate il pane, condividete il pane:

il pane dei disoccupati, degli sfrattati, dei drogati, dei disperati".

don Tonino Vescovo

 BUON NATALE
CIAO
p. Mario

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30 Novembre 2016  S. ANDREA

Al termine di Novembre, mese della memoria carica di amore per i nostri cari, condivido con voi alcuni pensieri miei e che ho trovato.

"Ciascuno di noi è custode di chi ha accanto.

Ciascuno di noi è affidato ad altri e altri sono affidati a noi.

Ciascuno di noi è l'altrove per gli altri e gli altri sono l'altrove per ciascuno di noi".  Gabriele 

"La GIOIA infantile è spontanea e di crescita La GIOIA giovanile è ricercata ed entusiasta La GIOIA  adulta è sofferta e matura
La GIOIA senile è beata e di attesa"

"Perché si muoia io non lo so.

Sono però convinto che il senso della morte, come quello della vita, dell'amicizia, della giustizia e quello supremo di Dio, non si trovano in fondo ai nostri ragionamenti, ma sempre in fondo al nostro impegno".  don Tonino vescovo 

"Non è la ricchezza che manca nel mondo, ma è la condivisione..."

"Chi ha tutto non da valore a niente, chi non ha niente da valore a tutto". 

"Certi rigorismi nascono da una mancanza, dal voler nascondere dentro un'armatura la propria triste insoddisfazione".

"La Chiesa è il Vangelo, non è un cammino di idee".  Papa Francesco

Ciao a tutti e auguri per il nuovo mese che ci porta al Natale ed alla fine dell'anno 2016.

Di cuore, vostro p. Mario

Balaka - MALAWI

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BALAKA 18 Novembre 2016

Guardando avanti...ALLELUYA tour 2017 

Ciao dal Malawi, il cuore caldo dell'Africa, dalla temperatura caldissima.

Con i miei 40 anni di prete sulle spalle, celebrati con tanta partecipazione, guardiamo avanti ed intravvediamo con gioia e speranza i 40 anni dell'ALLELUYA BAND.

Anniversari che fanno scaturire dal cuore la parola GRAZIE / ZIKOMO, per gridare forte a Dio e a chi ha condiviso il nostro cammino di gioie e dolori della missione di vita.

Il titolo ed il tema del prossimo TOUR 2017 sarà proprio ZIKOMO, in italiano grazie, cantato e danzato sulle piazze e nelle comunità di tutta Italia, ed anche altrove, condividendo i grandi valori di fratellanza universale, giustizia misericordiosa e solidarietà gioiosa.

Saremo in Italia con i 14 giovani dell'ALLELUYA BAND dal 7 GIUGNO al 21 AGOSTO 2017. 

Chi desidera ed ha la possibilità di ospitare l'ALLELUYA può rivolgersi a Emanuele Todeschini,

+39 3357467947,  emanuele.todeschini@gmail.com  per preparare il

+programma del Tour

a tempo opportuno, seguendo possibilmente le tre zone del Nord, Centro e Sud d'Italia.

In occasione dei 40 anni dell'ALLELUYA BAND i giovani mi hanno chiesto di poter fare un pellegrinaggio in TERRA SANTA e con fiducia nella Provvidenza, d'accordo con Fausto Cirelli lo stiamo organizzando e sarà dal 20 Giugno al 27 Giugno, con partenza da Malpensa, contando sulla professionalità dell'agenzia OVET della diocesi di Bergamo.

Chi vuol fare con noi il Pellegrinaggio è benvenuto e raggiungendo il numero di 45 partecipanti, avremo anche delle condizioni economiche più favorevoli per tutti.

È importante mandare presto la propria adesione a me e poi Fausto manderà a tutti il programma nei particolari, con i costi del pellegrinaggio ed i tempi del dovuto pagamento.

Avremo l'occasione di camminare insieme sulle strade di Gesù e sentire dal vivo il suo Vangelo.

Saluti e auguri a tutti di comunione, anche con chi ci ha preceduto nella vita senza confini.

vostro p. Mario

 

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BALAKA  31 OTTOBRE 2016

 Il 31 Ottobre 1976 a Roma, p. Francesco, p. Isidoro e me p. Mario siamo stati ordinati preti dal vescovo A. Assolari e nell'entusiasmo della nostra giovane età, attorniati da confratelli monfortani, parenti ed amici colmi di gioia, abbiamo sentito la chiamata ed accolto il mandato per la missione nei tre continenti: America Latina, India e Africa.

Oggi, dopo 40 anni, dico solo GRAZIE/ZIKOMO, SCUSA/PEPANI, PER FAVORE/CHONDE, a Dio e a tutti, secondo l'insegnamento di Papa Francesco e con gioia matura e con lo stesso entusiasmo vivo ancora la stessa missione con l'aiuto di Chi chiama e manda per il Vangelo.

 Alla fine del mese missionario, risuona con forza il monito del Vescovo don Tonino:

"L'assiduità liturgica nel tempio, non riscatterà dalla latitanza missionaria sulle strade...

L'amore autentico è una pianta che cresce, non uno sterpo che inaridisce.

È una forza che si dilata, non un'energia che si restringe.

È un'opera che si scolpisce, non un macigno che si frantuma".

La missione è celebrata nel tempio e vissuta sulle strade, dove la gente cammina e si incontra, condividendone gioie e dolori, che condiscono la nostra vita quotidiana.

Madre Teresa disse a Comastri, non ancora cardinale, conquistato dal suo sorriso:

"O mio caro vescovo Angelo, la vita è una sola: non è come i sandali, che cambio.

E io debbo spenderla tutta per seminare amore fino all’ultimo respiro.

Ricordati che, quando moriremo, porteremo con noi soltanto la valigia della carità.

Riempila, finché sei ancora in tempo!".

 La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai che vi lavorano con dedizione e fiducia.

Noi abbiamo interpretato questo brano come un lamento sulla scarsità di vocazioni sacerdotali o religiose, ma Gesù intona la sua lode per l'umanità e per il mondo buono, perché c'è tanto bene sulla terra e tanto grano buono da raccogliere.

Gesù semina occhi nuovi per leggere il mondo ed insegna ad avere uno sguardo nuovo sull'uomo, che è come un campo fertile, lieto di frutti abbondanti di bontà.

Il seminatore ha seminato buon seme nei cuori di tutti e molti vivono una vita buona, tanti cuori inquieti cercano solo un piccolo spiraglio per aprirsi verso la luce, tanti dolori solitari attendono una carezza per sbocciare alla fiducia ritrovata.

Gesù non manda i discepoli ad intonare lamenti sopra un mondo distratto e lontano, bensì ad annunciare un capovolgimento: il Regno di Dio si è fatto vicino, Dio è con noi.

 "Se guardi sempre nella stessa direzione, vedrai sempre ciò che hai già visto", mi ha detto giustamente il giovane amico Alessandro.

L'invito è di guardarci attorno a 360 gradi, per vedere e scoprire che il mondo con le persone che ci circondano, non è avviato verso una crisi senza uscita, ma è un immenso laboratorio di idee nuove, di progetti, esperienze di giustizia e pace.

Questo mondo porta nel grembo un altro mondo, che cresce verso più consapevolezza, più giustizia, più libertà, più amore e più cura del creato e di chi lo abita, piccoli e grandi.

Di tutto questo Lui ha gettato il seme e nessuno lo potrà sradicare dalla terra.

Manca però chi lavori al buono di oggi, mancano operai del bello, mietitori del buono, contadini che sappiano far crescere i germogli di un mondo più giusto e più umano per tutti.

A questi Lui dice: "Andate e non portate borsa, né sacca, né sandali, vi mando disarmati".

Decisivi non sono i mezzi, decisive non sono le cose, la forza che fa germogliare il seme non viene dalle mani del seminatore e l'energia che converte non sta nel predicatore, ma nella Parola. "Noi siamo i flauti, ma il soffio è tuo, Signore".

Mi ricordo le parole scelte e scritte sull'immaginetta della mia ordinazione:

"Sulla tua parola getterò le reti" Lc 5,5.

Guardare altrove è andare oltre, verso un altro altrove, dove lo Spirito con amore ci prende per mano e ci guida, per un cammino che di certo ci porta alla pienezza della nostra vita, ma che come il seme muore nella terra per produrre nuova vita per sempre.

 Coraggio, perché Dio non sceglie le persone capaci, ma rende capaci le persone che sceglie.

"A Maria, modello di evangelizzazione umile e gioiosa, rivolgiamo la nostra preghiera, perché la Chiesa diventi una casa per molti, una madre per tutti e renda possibile la nascita di un nuovo mondo" Papa Francesco.

Saluti cari e grazie a tutti con gli auguri di vita bella e gioiosa, perché autentica.

 Di cuore p. Mario

 

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7 Ottobre 2016

Carissimi don Alfredo e tutti della comunità di Cernusco Lombardone, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!

Vi assicuro che non si è incantata la penna nello scrivere tre volte grazie, ma è un modo spontaneo per esprimere la mia ammirazione e gratitudine, anche a nome di tutti gli amici, che hanno partecipato alla festa del mio 40*, per dire insieme GRAZIE a Dio per la sua fedeltà.

 In questi giorni ho letto che Dio non sceglie le persone capaci, ma rende capaci le persone che sceglie.

È proprio vero che Dio ci sorprende sempre se ci abbandoniamo a Lui ed insieme camminiamo nella vita quotidiana, ascoltando la sua parola e vivendola con gioia, forti del suo Spirito.

Francesco ci dice: "Cominciate a fare ciò che è necessario, poi quello che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile".

Infatti solo l'amore può spiegare quello che abbiamo vissuto insieme con profonda gioia, come fratelli e sorelle siamo stati capaci di testimoniare autentica fraternità universale, che sembra impossibile.

A giorni ritorno in Malawi, che vive momenti difficili e di persona porto il frutto della vostra grande generosità a favore del nostro ospedale CCH e per lottare con tante famiglie contro la fame.

A voi bambini, ragazzi e giovani, così numerosi, un grazie speciale per la vostra gioia coinvolgente, nella celebrazione e nel musical su Madre Teresa, che avete donato a tutti come esempio da seguire per vivere e far vivere la pienezza della vita quotidiana nella gioia e nel dolore.

Chiedo a tutti di venire con me in Malawi e non vergogniamoci delle lacrime che hanno riempito i nostri occhi.

Sono segno vero della gioia che riempie il nostro cuore, perché abbiamo lasciato esplodere la bomba dell'amore che costruisce e non distrugge.

Maria madre della missione ci aiuti a vivere questo mese missionario, all'inizio di questo anno importante per la nostra comunità, per essere sempre più missionari del Vangelo che è via, verità e vita per tutti.

Ciao a tutti.

Di cuore vostro p. Mario

 

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 AMORE e VITA

 TORRE BOLDONE 4 Settembre 2016

 Papa Francesco proclama santa Madre Teresa di Calcutta, per il suo amore per tutti, con una speciale preferenza per i più poveri tra i poveri, che sul volto portano l'immagine di Dio, da riscoprire sempre con dolcezza e passione.

 "L'amore autentico è una pianta che cresce, non uno sterpo che inaridisce.
È una forza che si dilata, non un'energia che si restringe.
È un'opera che si scolpisce, non un macigno che si frantuma"
Sono parole di don Tonino Vescovo che ci offrono una visione dinamica dell'amore che fa vivere la vita come dono che cresce fino a diventare un capolavoro umano, anche con i suoi errori, limiti e ombre che fanno risplendere ancora di più l'opera d'arte.
Infatti nel crescere della vita non c'è spazio e tempo per scoraggiamenti totali e fermate, se non temporanee per riprendere fiato, perché dentro di noi abbiamo la forza dello Spirito che ci urge a continuare per raggiungere la sua pienezza. 

L'amore è una cascata d'acqua che diventa oceano, scorrendo per fiumi, laghi e mari, ma passando anche nelle pozzanghere, negli stagni e attraverso rigagnoli.
L'amore è anche sorgente d'acqua zampillante, che corre verso l'oceano, passando per monti, valli, pianure ed anche per vie nascoste nel sotto suolo.
L'amore è sempre acqua che cammina a ritmi alternati, a volte lenti e a volte veloci, aumentando sempre di più, fino a diventare oceano che non vede confini all'orizzonte.
Questo è anche la nostra vita con i suoi alti e bassi, sempre sospinti dall'amore che non si arresta mai, fino a raggiungere la sua pienezza, che non sappiamo dove e quando, ma che di certo raggiungiamo con la forza dello Spirito dell'Amore.

 Papa Francesco a Cracovia per la GMG 2016, ha fortemente invitato tutti alla fiducia, contro il virus della tristezza, "che infetta e blocca tutto, che chiude ogni porta, che impedisce di riavviare la vita, di ricominciare" GMG 2016.
"L'uccello appoggiato sull'albero non teme mai che il ramo possa spezzarsi, perché la sua fiducia non è nel ramo, ma nelle sue ali.

Credi in te stesso!"

Nelle prime battute della Genesi si afferma che "Dio creò l'uomo a sua immagine", e vuole solo che risplenda sempre più, perché "buono è il Signore, il suo amore è per sempre e la sua fedeltà di generazione in generazione".

Questo progetto originario di Dio sull'uomo, spesso deformato per debolezza e a volte esplicitamente rigettato, trova una perfetta realizzazione nel Verbo fatto uomo.  Gesù rappresenta il metro di paragone per misurare la crescita autentica di una persona, nel suo cammino verso la pienezza, oltre che essere la visibilità del mistero di Dio.

La stupenda e ben nota parabola del buon samaritano, mentre indica la strada per essere realmente "immagine" di Dio, superando ogni indifferenza - commuovendosi! - e facendosi prossimo di ogni persona che soffre, nello stesso tempo testimonia che questo è pure l'atteggiamento di Dio per ogni uomo, rivelato dal "buon samaritano" per eccellenza, che è Gesù Cristo, "immagine del Dio invisibile".

 "Migliaia di volti spauriti a cui nessuno ha mai sorriso.

Lacrime mai asciugate.
Solitudini mai riempite.
È qui che Dio continua a vivere da clandestino.
A noi il compito di cercarlo".

Così scriveva don Tonino Vescovo, già 20 anni fa ed invitava tutti a lasciare " i segni del potere, per scegliere il potere dei segni".

Parole forti e illuminanti, che ho sentito profondamente vere nel mio cuore, quando il 25 agosto scorso ero ricoverato al Policlinico S. Donato, in una stanza con due letti, il bagno ed un tavolino, accolto con tanta cura dal mio prof.Carlo Pappone e tutto il suo staff per un ulteriore intervento al cuore in cerca di forze nuove.

Ho riletto anche le parole di Papa Francesco che descrive il modello del parroco alla Francesco, come "scalzo", ma nel senso di Mosè che si toglie i calzari, perché il luogo che calpesta è sacro e "non cerca assicurazioni terrene o titoli onorifici per sé e non domanda nulla che vada oltre il reale bisogno".

Ha uno "stile di vita semplice ed essenziale" che "lo avvicina agli umili" e lo fa "camminare con il cuore e il passo dei poveri ed è reso ricco dalla loro frequentazione", per fedeltà alla propria consacrazione e per "crescere" nella povertà.

L'amore per Cristo e la pratica della sua parola vanno di pari passo, essendo vasi comunicanti e più cresciamo nell'amore di Gesù, migliore sarà la nostra capacità di vivere il suo Vangelo.

Viceversa più viviamo davvero il Vangelo, più sentiremo scorrere l'amore dentro di noi.

Vivere la parola di Gesù è un forte vasodilatatore cardiaco contro le nostre arteriosclerosi.

Gesù ci assicura la potente azione dello Spirito per vivere questo ideale da raggiungere.

 Nel rinnovare il mio grazie per le vostre preghiere, che contraccambio sostenuto dalla comunità di Balaka, vi assicuro che sto meglio e mi auguro di continuare insieme la missione della vita e dell'amore nella gioia e nel dolore di ogni giorno.

vostro p. Mario

Balaka - MALAWI

 

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Oggi 1 Settembre 2016

Ciao don Alfredo e comunità tutta, vi mando i miei cari saluti.

Sfogliando le notizie della parrocchia e dell'Oratorio mi lasciate senza parola per la vostra vitalità e per la preparazione dei giorni 24 e 25 che celebreremo insieme, gridando con gioia il mio grazie al Signore per il dono del mio sacerdozio, 40 anni fa.

Nel mio cuore sento solo meraviglia ed attesa per questo momento che prego il Signore della vita possa essere di grazia per tutti noi, rinnovando la forza di essere testimoni gioiosi della sua Risurrezione.

Per tutti sia anche un momento di sentire ancora o per la prima volta la chiamata di Gesù a seguirlo, perché ci mandi nel nostro mondo di ogni giorno come missionari di vita, amore e gioia.

Una sola chiamata ed un solo mandato che si rinnova ogni giorno allo spuntare del sole, fino all'ultimo nostro tramonto per l'alba eterna.

Ciascuno è chiamato per nome, come i primi apostoli e dobbiamo rispondere con fiducia e gioia, seguendo la strada indicata per una crescita fino a raggiungere pienezza di vita.

A voi ragazzi che così numerosi vi state impegnando nel musical di Madre Teresa auguro di aprire il cuore e sul suo esempio intraprendere il cammino mano nella mano tra voi e con Gesù, via verità e vita.

Grazie, auguri di bene e arrivederci.

Vostro p. Mario

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ENTRATICO 19 Agosto 2016

Ciao tutti

Oggi i nostri giovani dell'ALLELUYA, con il direttore di ANDIAMO TRUST, Patrick Bwanali ed il nostro volontario storico Alessandro Marchetti, sono arrivati a casa loro in MALAWI.

Mi hanno lasciato una parola per tutti voi: GRAZIE / ZIKOMO per il Tour 2016, segnato anche dal dolore per la morte della mamma di Coss e di Mauro, ai quali va la nostra solidarietà, carica di speranza per la vita che raggiunge la sua pienezza e che condivideremo.

Non è facile nominarvi tutti, voi che avete collaborato alla realizzazione e alla buona riuscita del ALLELUYA TOUR 2016, ma ci provo, scusandomi di possibili dimenticanze

GRAZIE/ZIKOMO a te Dio della vita, che sei stato con noi per cantare a tutti la vita con gioia.

ZIKOMO a voi dell'Associazione AMICI della NATURA di LOZIO con il vostro presidente CLAUDIO, dal cuore grande, per averci invitato in Italia per uno scambio di cultura e fraternità, permettendoci di ottenere i visti per la nostra venuta in Europa.

ZIKOMO all'associazione ORIZZONTE MALAWI, con il suo presidente Emanuele, per aver tessuto con pazienza il programma del Tour2016, organizzando la sua realizzazione con la collaborazione preziosa di tanti volontari generosi, giorno dopo giorno in ogni tappa.

Quest'anno tra i volontari di ORIZZONTE MALAWI, i giovani dell'Alleluya BAND, hanno anche chiesto a Fausto, che ha accettato, di essere il loro PATRON in Malawi ed in Italia.

ZIKOMO a voi nostri main sponsors Geppe della FAIP, Maurizio della ESIET, Gianni della MOCAUTO, Paolo DAMINELLI, Gabriele della PERREL ed a voi altri amici sponsors, dai mille nomi ed attività, GRAZIE per avere reso possibile ancora una volta il nostro Tour 2016, che mi piace definire a Costo Zero.

Voi affrontate le spese vive del progetto Alleluya Tour e tutto il frutto della generosità di tanti è impegnato per il nostro progetto di solidarietà a favore del CCH di Balaka.

ZIKOMO a tutti dal SUD al NORD d'Italia per l'accoglienza calorosa, che ci avete riservato con passione e gioia, sapendo bene che comporta un grande e faticoso impegno:

da BIANCO a REGGIO CALABRIA (RC) con p. Angelo Maffeis, da CASTEL SANGIORGIO a MERCATO S. SEVERINO (SA) con Clara, Antonio e famiglia, da SERMONETA a PONTINA (LT) con Nazzarena, Innocenzo, don Giovanni e comunità, da PERUGIA (PG) con Cinzia, don Francesco e con il cardinal Gualtiero Bassetti.

da CAPISTRELLO a CELANO (AQ) con Ilario, Mafalda e comunità, da ROSIGNANO (LI) con l'Associazione PAN'GONO PAN'GONO per l'ospitalità, da OSTIA a ROMA con l'Associazione SECONDA LINEA MISSIONARIA e p. Angelo Vitali.

da BELLARIA (RN) con Giorgio, Silvano, don Claudio e amici, da SALSOMAGGIORE (PR) con don Paolo e comunità, da LA SPEZIA con Cinzia, Marco, COSTA GROUP e amici, da CORFINO a PIEVE FUSCANA (LU) con Mario e comunità, da TORRE DEL LAGO (LU) con Luigi e Franco direttore del FESTIVAL PUCCINIANO, dalle LANGHE (CU) con Bianca, Maurizio e famiglia da SEGRATE (MI) con Sidoti e Tartaglia, da CANTÙ (CO) con Guido e Associazione ZERO +, da VARESE con Marco e l'Associazione ALPINI, da SAN SIRO (MI) con ROBY Facchinetti per il concerto del 50* dei Pooh, da CERNUSCO LOMBARDONE (LC ) con il mio prof. Carlo PAPPONE e famiglia, da SCANZOROSCIATE (BG) con AEPER, da LEVATE (BG) con Alessandro, l'Amministrazione COMUNALE e don Maurizio, da ALMÈ (BG) con l'Associazione CULTURALMENTE, da CALCINATE (BG) con l'Associazione CARABINIERI, da BRUSAPORTO (BG) con gli Amici Pensare Cristiano, Vecchia Filanda, da ALBANO S. ALESSANDRO (BG) con don Matteo dell'Oratorio S. Giovanni Bosco, da BERGAMO con la straordinaria volontaria GIULIANA, da FOBBIO ALBINO (BG) con don Michelangelo e comunità.

da SPINONE AL LAGO (BG) con il suo Sindaco per la Notte Sotto le Stelle, da SELVINO (BG) con Geppe, l'Amministrazione COMUNALE e l'Associazione NOI PER LORO, da ENTRATICO (BG) mio paese, con il Sindaco, don WELMAN e la comunità per il mio 40*

Un peregrinare nel nome della vita, che dalle comunità in Italia ci ha portato a CRACOVIA per la GMG, accogliendo l'invito di Papa Francesco a testimoniare con gioia e ad alta voce la fratellanza universale con milioni di giovani e meno giovani, riuniti nella gioia, per donarsi a vicenda forza di speranza nuova e costruire un mondo più bello per tutti.

Per questo viaggio speciale e prezioso fatto in pullman, la Provvidenza ci ha aiutato ancora una volta con Onorato e Giovanni della Ditta DONATI di Cecina, accompagnati con tanta premura anche dal nostro volontario dr. Gabriele di PAN'GONO PAN'GONO, con Augusto della CONAD Torre Boldone, donando il cibo necessario per il lungo viaggio e con il nostro nuovo patron Fausto ed il suo sostegno e la sua presenza a Cracovia.

Il nostro Tour 2015 dal titolo ODALA / BEATI, con un percorso di circa 10.000 km, è stato colorato da tante persone e comunità, città e paesi, nelle piazze, nei teatri, al mare, in pianura, in montagna, tutti insieme in comunione per la stessa missione d'amore, che non scarta nessuno, ma crea spazio per tutti condividendo gioie e dolori della nostra vita, che vissuta così, con il sorriso e con le lacrime ci porta alla sua pienezza ora e per sempre Il nostro GRAZIE riecheggerà forte, fino a diventare ZIKOMO, quando l'ALLELUYA BAND, l'anno prossimo, celebrerà il suo 40* anno di nascita e di missione con la musica per la vita.

Ciao

vostro p. Mario con l'ALLELUYA BAND

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AGOSTO 2016

L'esperienza meravigliosa della GMG a Cracovia con Papa FRANCESCO ha colmato i nostri cuori di colori, bandiere, canti, danze, volti di bambini con i loro genitori, ragazzi, giovani, adulti e nonni da tutto il mondo che sono l'immagine bella dell'umanità intera, raccolta nella speranza di un presente ed un futuro più degno per tutti, capace di condivisione, fraternità e pace. 

In noi è forte la gioia della beatitudine che è pienezza di vita insieme.

Gesù con il messaggio della montagna sgombra i dubbi sul perché è venuto a stare con noi: per togliere dall'uomo ciò che impedisce la fioritura della sua vita.

Proponendo le beatitudini è chiaro per tutti che il regno di Dio è vita in pienezza, che libera, porta gioia e dà luce, rendendo la storia un luogo senza più disperati.

Gesù non è venuto per riportare i lontani a Dio, ma per portare Dio ai lontani, a uomini e donne scoraggiati, per aprirli alla speranza autentica con le sue potenzialità di vita, di lavoro, di creatività, di relazione, di intelligenza, di amore.

Il primo sguardo di Gesù non si posa mai sul peccato della persona, il suo primo sguardo va sempre sulla povertà e sul bisogno dell'uomo.

Nel Vangelo ricorre più spesso la parola poveri, che non la parola peccatori.

Il Vangelo crea uomini liberi, visionari, gioiosi, non più oppressi.

"Il cristianesimo non è buona morale, ma sconvolgente liberazione".

La lieta notizia del Vangelo non è l'offerta di una nuova morale, fosse pure la migliore, la più nobile o la più benefica per la storia.

La buona notizia di Gesù non è neppure il perdono dei peccati.

La buona notizia è che Dio è per l'uomo e nella sua storia d'amore mette la creatura al centro e dimentica se stesso per lui.

Un Dio sempre in favore dell'uomo e mai contro l'uomo.

Infatti la parola chiave è “libertà-liberazione”, che porta dentro l'esplosione di potenzialità prima negate, energia che spinge in avanti, che sa di vento, di futuro e di spazi aperti.

Nella sinagoga di Nazareth Gesù misericordioso rialza l'umanità, che può riprende il suo cammino verso il cuore della vita, il cui nome è gioia, libertà e pienezza. 

Il nostro ALLELUYA Tour 2016 WODALA/BEATI, corre veloce verso la fine e noi continuiamo a danzare e cantare per tutti la Beatitudine del Vangelo, A chi condivide questa nostra convinzione, ma anche a chi fa fatica a credere che insieme ce la possiamo fare, diciamo di prenderci tutti per mano.

Forse siamo stanchi, piegati, feriti, scoraggiati, seduti, ma in questo tempo di vacanze, riposiamo, per ritrovare le forze, la fiducia ed insieme riprendiamo con gioia il cammino.

"Per rialzarci dobbiamo stare in ginocchio a pregare", cioè dialogare con Dio e con gli altri, per incontrarci, costruire ponti ed aggiungere posti alle nostre mense.

Di cuore ringraziamo tutti, augurandoci a vicenda di vivere sempre con fiducia la pazienza del seme che cresce fino alla sua maturazione definitiva, per dare frutti abbondanti di vita, bontà, bellezza, perdono, riconciliazione e fratellanza universale.

Chi ci chiama e manda in missione d'amore per incontrare le persone nel mondo, che vogliamo diventi un giardino verde per tutti, non ci lascia soli, perché il suo nome è EMMANUEL, DIO CON NOI. 

Vostro p. Mario

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MALAWI 1 Maggio 2016

 Iniziamo il mese di Maggio, ricco di feste illuminate dalla primavera, con l'inno della GIOIA di Madre Teresa di Calcutta, che sprona tutti a vivere ogni giorno con gioia e fiducia nella vita.

La gioia conquistata dona forza per oggi e domani.

anche nelle difficoltà che sono pane quotidiano per tutti, e che ora in Malawi è la fame che affligge tante famiglie.

"Un cuore gioioso è il normale risultato di un cuore che arde d'amore.

La gioia non è semplicemente una questione di temperamento, è sempre difficile mantenersi gioiosi:

una ragione di più per dover cercare di attingere alla gioia e farla crescere nei nostri cuori.  

La gioia è preghiera; la gioia è forza; la gioia è amore.

E più dona, chi dona con gioia.

Ai bimbi e ai poveri, a tutti coloro che soffrono e sono soli, donate loro sempre un gaio sorriso; donate loro non solo le vostre premure, ma anche il vostro cuore.

Può darsi che non si sia in grado di donare molto, però possiamo sempre donare la gioia che scaturisce da un cuore colmo d'amore.

Se nel vostro lavoro incontrate difficoltà e le accettate con gioia, con un largo sorriso, in ciò, al pari di molte altre cose, vedrete le vostre opere buone.

E il modo migliore per dimostrare la vostra gratitudine consiste nell'accettare ogni cosa con gioia.

Se sarete colmi di gioia, la gioia risplenderà nei vostri occhi e nel vostro aspetto, nella vostra conversazione ed azione.

Non sarete in grado di nasconderla, poiché la gioia trabocca.

La gioia è assai contagiosa.

Cercate, perciò, di essere sempre

traboccanti di gioia dovunque andiate. 

La gioia dev'essere uno dei cardini della nostra vita.

E' il pegno di una personalità generosa.

A volte è altresì un manto che avvolge

una vita di sacrificio e di donazione di sé.

Una persona che possiede questa dote spesso raggiunge alti vertici.

Splende come un sole in seno a una comunità. 

Che Dio vi renda in amore tutto l'amore che avete donato o tutta la gioia e la pace che avete seminato attorno a voi, da un capo all'altro del mondo".   

Saluti cari, grazie di cuore e auguri di bene sempre.

p. Mario

 

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Da ENTRATICO a BALAKA                                                         BALAKA 19 marzo 2016

Un proverbio africano recita:

"Qualunque sia la grandezza di un baobab, il seme che lo ha generato era piccolo".

Anche la vita di ogni persona ha il suo inizio con un piccolo seme, che se coltivato e curato cresce nel tempo, diventa grande e matura fino alla sua pienezza.

Tutti abbiamo il nostro paese o città di nascita, nella nostra nazione di uno dei 5 continenti, ma alla fine ci ritroviamo cittadini del mondo e parte della grande famiglia dell'umanità.

Ciascuno di noi ha la sua storia piccola o grande e a volte è importante rileggerla per scoprire come lo Spirito ci conduce ed accompagna sempre,  tappa dopo tappa.

Anch'io ho la mia storia che inizia ad Entratico un piccolo paese della Val Cavallina, dove ho frequentato le scuole elementari, serenamente, ma non con i risultati attesi, infatti ho dovuto ripetere la prima media per avere una buona base, come si diceva allora.

Dopo aver espresso il desiderio di diventare missionario ho fatto il mio primo viaggio da Entratico a Bergamo, la nostra città di Provincia ed i 18 Km percorsi in pullman sembravano lunghi per me; di certo meno lunghi per mia mamma che li percorreva ogni giorno per lavoro. 

Dopo le scuole medie ed il Ginnasio che ho superato grazie ad un pianto durante l'esame di matematica. Ho frequentato il liceo classico a Roma, a 600 Km, dove ho superato la maturità, grazie alla Provvidenza, perché tra le materie scelte per l'esame non c'era la matematica.

Ho terminato il mio Noviziato, a Santeramo in Provincia di Bari, ancora più lontano, e poi ho fatto i miei studi di filosofia e teologia alla università di S. Anselmo, sempre a Roma.

Il giorno stesso della mia Ordinazione Sacerdotale 31 Ottobre 1976, a Roma per le mani del Vescovo A. Assolari, ho ricevuto la mia prima "obbedienza", il mandato dalla mia comunità per la missione del Malawi, a 9.000 Km, alla quale ci eravamo preparati insieme da tempo.

Un mandato da me atteso, ma che è costato tante lacrime a mio papà Giacomo, che in bergamasco ha detto al mio provinciale: "Bravo lei, manda mio figlio Mario in Malawi, ma lei non ci va...", e padre Giuseppe ha risposto con un bel sorriso di comprensione.

Dopo tre mesi di preparazione, il giorno 4 Febbraio del 1977 ho affrontato il mio primo viaggio intercontinentale per Nairobi, via Cartoon, abbastanza avventuroso, ma fiducioso e sereno.

Il 19 Marzo 1977, finalmente ho raggiunto la missione di Balaka con il mio Vescovo Assolari.

Nel mese di Febbraio 1978 ho affrontato un improvviso viaggio di ritorno dal Malawi in Italia per vedere mio papà, ancora vivo per alcuni istanti e pregare pochi minuti con la mia famiglia.

Papà stava per morire e desiderava tanto vedermi, non avendo potuto salutarmi l'anno prima, perché dalla commozione, alle ore 4.00 am, era andato nel campo dei Brugai a Entratico.

Sono poi seguiti tanti viaggi, da solo o accompagnato, dentro e fuori l'Africa, per impegni, vacanze o malattia, un centinaio. C'è un viaggio mancato  per il funerale di mia mamma, che sapeva della benedizione della grande Chiesa di Balaka il 30 Ottobre 1994.

Don Paolo, Andrea, sorella Mirella e miei confratelli Monfortani mi hanno ben rappresentato.

Molto importante e sofferto è stato il viaggio di rientro con mio fratello Andrea, che era morto improvvisamente alla missione di Balaka, il venerdì 18 Febbraio 2005, proprio quando stavamo organizzando il nostro ritorno in Italia insieme, per la prima volta dopo tanti anni di viaggi per seguire tutti i progetti di solidarietà, culminati con la casa dei Volontari di Andiamo.

Durante il viaggio insieme, ma con lui nella stiva, risuonavano forti, nel mio cuore le sue ultime parole in bergamasco: "Hai sempre ragione tu...", che lui ha detto, rispondendomi al consiglio di stare tranquillo a letto, senza capire che mi salutava per un arrivederci nell'eternità.

In particolare un viaggio di tre Km del 19 Marzo 2007, fatto con don Cesare, è scolpito nel mio cuore: dalla missione di Balaka alla missione di Andiamo, ancora con l'obbedienza del  superiore p. Mario Belotti, per il mio nuovo e forse ultimo tratto di vita missionaria.

Termino la mia breve storia di vita e di viaggi con queste parole di Madre Teresa:

"Dietro ogni traguardo c'è una nuova partenza. Dietro ogni risultato c'è un'altra sfida.

Finché sei vivo, sentiti vivo. Vai avanti, anche quando tutti si aspettano che lasci perdere".

Ciao e grazie p. Mario

 

 

*****

14 Marzo 2016

Con il saluto fraterno dal Malawi, faccio arrivare ancora il mio grazie per la meditazione di don Alfredo sulla Risurrezione.

Quei 160 gradini saliti per arrivare in cima al campanile rappresenta bene il nostro cammino in salita per condividere la gioia della Risurrezione, non c'è scorciatoia...

Un cammino che fondato sulla Risurrezione di Gesù è però di gioia, anche con le lacrime agli occhi, perché è un cammino di vita e non di morte.

Anche noi venerdì scorso abbiamo accompagnato Silvia una ragazza della nostra scuola secondaria nel suo ultimo tratto di vita in questo mondo. Una ragazza buona, alta e bella stroncata dalla malaria!

Dolore e gioia camminavano insieme per la speranza che l'ultima nostra Pasqua è il passaggio da morte a vita per sempre.

Molti credono che le malattie più terribili e diffuse siano cancro, ictus e infarto. Ma è così solo in Occidente. Nel Terzo Mondo è ancora la malaria a fare paura: in Africa uccide un bambino ogni 60 secondi, è presente in 97 Paesi, ne sono affetti tre miliardi di persone, 450 mila l’ anno muoiono.

Scusate l'irruzione con questa esperienza di morte e vita della nostra comunità, ma siamo una sola famiglia e condividiamo gioie e dolori.

Forza, insieme percorriamo l'ultimo miglio della nostra Quaresima e la Pasqua sarà autentica celebrazione di vita.

CIAO

vostro p. Mario

 

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6 Marzo 2016

Grazie don Alfredo e comunità tutta per il prezioso dialogo con Gianni, che termina con "almeno di là", ripetuto più volte.
Una parola impegnativa che fonda su una fede solida, che provoca il nostro quotidiano in una prospettiva a venire.
Vivere l'oggi nella sua pienezza, convinti che il domani eterno avrà ancor più pienezza di vita.
Grazie Gianni, fai fatica a non vedere, ma vedi e ci insegni a vedere ben più lontano, superando limiti di spazio e di tempo per una dimensione che è eterna, perché siamo nelle mani di Dio Provvidenza.
A tutti auguro un buon cammino quaresimale verso Pasqua.

Vostro p. Mario

 

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25 Febbraio 2016

Dal Malawi

Ciao don Alfredo e amici tutti della vostra cara parrocchia comunità.
Dal Malawi anch'io posso seguire il comune cammino quaresimale, grazie alla "parole magiche", che mi permettono di entrare nel cuore dell'Oratorio.
Dopo tanti tentativi e con numerose interruzioni per le difficoltà della connessione, posso condividere la vostra ricchezza spirituale e poi donarla ai miei cristiani.
La preghiera in famiglia, il canto e la riflessione tua don mi piacciono e mi fanno sentire in autentica comunione con tutti voi.
È questo essere Chiesa Cattolica, famiglia universale capace di condividere gioie e dolori nella diversità dei confini, della lingua e delle culture, perché raccolti dallo stesso amore di Dio padre di tutti.
Grazie, auguri e saluti cari dal Malawi.
Vostro p. Mario

p. Mario Pacifici
Balaka - MALAWI

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GOCCE DI VITA                                                                                               16 Gennaio 2016

 Nella vita la Provvidenza ci accompagna sempre nel nostro cammino quotidiano e non ci abbandona, anche se a noi può sembrare di essere lasciati soli.
Penso che ciascuno di noi nel proprio cuore conserva il ricordo di momenti che confermano la verità del nome Emanuele, 'Dio con noi', sempre accanto a noi.
Se stremati, Lui ci porta in braccio finché riprendiamo le nostre forze per continuare.
Ci fa anche sorprese che non ci aspettiamo e che danno nuovo coraggio per la missione.

Con gli auguri ho ricevuto questa Email che in semplicità e riconoscenza condivido con voi: 
"Caro padre Mario, le tue "infiltrazioni" poetico-spirituali sono davvero dei piccoli gioielli.
Grazie della tua insistenza augurale che penetra nel cuore.
Auguri per la tua salute e per la tua attività "missionaria" on line.
Un abbraccio, una preghiera e una grande benedizione!

Ciao! + Carlo, vescovo." 

Nel donarvi queste parole dell'amico Carlo, Vescovo di Fidenza e mio compaesano, non mi sento bravo o a disagio, ma credo fortemente che il bello va condiviso.
Ho saputo che un gruppo di preghiera ogni settimana prega per la mia salute ed anche voi vi ricordate di me e vi ringrazio di cuore, augurandovi la ricompensa del Signore.
Come frutto di tante preghiere ed anche della cura fraterna del mio prof. Carlo Pappone, la Provvidenza ha donato forze nuove al mio cuore, che posso impegnare per la missione.
Comunque sentirmi dire che "l'attività missionaria on line" può donare qualcosa di bello, anche quando le forze sono poche, è molto incoraggiante e ti fa scoprire nuove dimensioni della missione del Vangelo di Gesù, anche nei limiti della salute e con S. Paolo sperimenti che quando sei debole è allora che sei forte della forza dello Spirito. 

La prima lettura della Messa di domenica scorsa, celebrata con le suore Clarisse di SARZANA  iniziava così: "Conforta, conforta il mio popolo", in inglese "Comfort, comfort my people".
Proprio queste parole del profeta Isaia, nel 1994, hanno ispirato e motivato il nome del CCH, Comfort Community Hospital, che è iniziato come un piccolo seme con il primo ambulatorio di Andiamo, ma che oggi dona conforto a migliaia di persone, nelle loro sofferenze e malattie. 

Il Tour 2016 dell'Alleluya BAND,annunciato da Emanuele di Orizzonte Malawi Onlus  inizierà l'11 giugno fino al 19 agosto, con tappa a Cracovia per la GMG con il Papa.
Gli ALLELUYA propongono come progetto solidale, il sostegno al nostro ospedale CCH 
che affianca il governo del Malawi nel duro sforzo di offrire una sanità decorosa a tutti nel distretto di Balaka, che ora sta affrontando anche la malattia del colera.
Il Tour vuole cantare per tutti la parola 'BEATI, in chichewa ODALA', riscoprendo e sperimentando la Misericordia, tutti diventiamo più buoni, come Papa Francesco.
Dai paesi e dalle città, del Nord e del Sud Italia, chi desidera una serata africana, condividendo la gioia con i vicini ed i lontani, proponga date e luoghi per concerti e celebrazioni, al suono dei tamburi ed ai ritmi delle danze delle tribù del Malawi.
 

Insieme possiamo far divenire realtà il sogno, che è nel cuore di tutti, di un mondo più bello, anche per le generazioni future, che meritano una eredità migliore di quella che vediamo oggi.
Con un piccolo gesto fatto con grande amore, ciascuno di noi può essere quella goccia che insieme alle altre formano l'oceano di fraternità solidale ed universale.
Papa Francesco ci assicura che "ogni atto di egoismo è morte ed ogni atto di amore è risurrezione!" 

Ciao

p. Mario

 

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8 Gennaio 2016

TUTTI INVITATI...

Abbiamo iniziato l'anno 2016 ed il nostro appuntamento per la CENA del POVERO ci aspetta alla Cascina S. Carlo di Vidalengo, Caravaggio BG, venerdì 29 Gennaio.

Ecco alcuni spunti di riflessione che possono motivarci, condividendo la passione per la civiltà dell'amore, che si fonda sulla pace e sulla dignità di vita per tutti.

Tutti sentiamo il desiderio per un giorno più bello dell'umanità e Gianni Rodari in una delle sue poesie, lo sogna così:

S’io fossi un fornaio

Vorrei cuocere un pane

Così grande da sfamare

Tutta, tutta la gente

Che non ha da mangiare

Un pane più grande del sole

Dorato profumato

Come le viole

Un pane così

Verrebbero a mangiarlo

Dall’India e dal Chilì

I poveri, i bambini

i vecchietti e gli uccellini

Sarà una data da studiare a memoria:

un giorno senza fame!

Prendiamo atto della realtà cruda che abbiamo davanti a noi ogni giorno, ma che ci sfiora solo e non scalfisce in modo significativo la vita quotidiana.

Se hai cibo in frigo, vestiti nell'armadio, un tetto sulla testa e un letto per dormire, sei più ricco del 75% del mondo.

Se hai soldi in banca, un portafoglio e qualche spicciolo, sei nel'8% dei più ricchi al mondo.

Se ti sei alzato questa mattina più in salute che in malattia, sei più fortunato del milione di persone che non sopravviveranno alla settimana.

Se non hai provato il pericolo della guerra, l'agonia della prigione, della tortura o della fame, sei più fortunato dei 500 milioni che vivono questo ogni giorno.

Se puoi leggere questo messaggio,

sei più fortunato dei 3 miliardi di persone che non sanno leggere.

Apriamo gli occhi sul mondo vicino e lontano da noi, per coltivare con passione il giorno in cui nei cinque continenti, tutti vivranno in fraternità con dignità.

Sforziamoci di fare tutto il possibile e troveremo una serenità profonda per vivere "con la coscienza pulita che fa da cuscino morbido", come dice un proverbio africano.

Grazie alle vostre preghiere io ci sarò, con il mio professore Carlo Pappone che aiuta la Provvidenza a rinforzare il mio cuore e ci sarà anche l'amico artista ROBY Facchinetti, per condividere tutti insieme la gioia di un impegno solidale che è più di un sogno:

accogliere con cura amorosa migliaia di pazienti, dei quali tanti sono   bambini,

al nostro COMFORT COMMUNITY HOSPITAL di BALAKA in MALAWI.

vostro p. Mario

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GENNAIO 2016

 BUON ANNO A TUTTI.

Un anno 2016 che auguriamo sia migliore per tutti, anche per il Malawi, che l'anno scorso ha raccolto una serie di primati negativi:
come il paese con il reddito pro capite più basso al mondo, come uno dei sei paesi in Africa dove solo il 10% della popolazione ha
l'elettricità, come uno dei tre paesi in Africa con l'inflazione più alta e come uno dei dieci paesi in Africa peggiori per invecchiare...

Però il Malawi è ancora "il caldo cuore dell'Africa", per la sua gente calorosa, che anche lottando con la fame non perde la voglia e la gioia di vita.

 Un proverbio molto conosciuto in Malawi dice:

MASIKU SAMAKOMA ONSE / NON TUTTI I GIORNI SONO BELLI!

Per esperienza personale, che  tutti possiamo dire che è vero, ma se non tutti i giorni sono belli, c'è il bello in tutti i giorni e
perciò anche se non possiamo vivere sempre felici, dobbiamo essere sempre felici di vivere!

Può essere il nostro programma di vita per il nuovo anno, forti dell'invito di Papa Francesco per la giornata mondiale della pace:

"Vinci l'indifferenza e conquista la pace".

L'indifferenza produce e nutre egoismo e guerra, mentre la pace genera e fa crescere amore e accoglienza per un processo
di autentica umanità e fraternità.

"Di occhi belli ne è pieno il mondo.
Ma di occhi che ti guardano con sincerità e amore ce ne sono pochi". 
Bob Marley

 "Nessuno può essere in pace,mentre altri sguazzano nella miseria e nell'insicurezza". 
Nelson Mandela

 Se si sogna da soli è solo un sogno. Se si sogna insieme, è la realtà che comincia.  Proverbio africano Dio ha un suo sogno per l'umanità, che un mio amico così descrive.

"Il 'sogno' di Dio sull'uomo si realizzerà quando non ci saranno più rapporti di forza, di dominio, di sfruttamento,
ma rapporti di comunione e di solidarietà; quando la molla che porta all'azione non sarà il proprio tornaconto,
ma l'attenzione all'altro. Utopia? Certamente.

Non c'è posto nella storia per una completa attuazione di questa idealità.

Ci possono essere però dei segnali incoraggianti, delle timide tracce. Dove?

Tra chi fa comunione nel nome e sotto la guida del Signore, come la famiglia..." 

Con un grazie grande come l'anno scorso, vissuto coltivando insieme questo sogno di amore, auguro ogni bene con le parole di Papa Francesco:

"Non abbiate paura dell'impegno, del sacrificio e non guardate con paura al futuro; c'è sempre una luce all'orizzonte".

Tutti vogliamo la felicità.Nessuno di noi vuole soffrire, ma non puoi avere l'arcobaleno, senza un po' di pioggia. 

p. Mario

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BUON ANNO  

1 Gennaio 2016

“Indovinami, Indovino, tu che leggi nel destino: l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”. “Trovo stampato nei miei libroni che avrà di certo quattro stagioni,dodici mesi, ciascuno al suo posto, un Carnevale e un Ferragosto e il giorno dopo del lunedì sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo nel destino dell’anno nuovo: per il resto anche quest’anno sarà come gli uomini lo faranno!”.
Gianni Rodari 

"Il mondo ci dice di cercare successo, potere e soldi; Dio ci dice di cercare umiltà, servizio è amore".
Papa Francesco

 Ciao

p. Mario

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31 Dicembre 2015
 

GENNAIO 2016

BUON ANNO A TUTTI.

Un anno 2016 che auguriamo sia migliore per tutti, anche per il Malawi, che l'anno scorso ha raccolto una serie di primati negativi:

come il paese con il reddito pro capite più basso al mondo, come uno dei sei paesi in Africa dove solo il 10% della popolazione ha l'elettricità, come uno dei tre paesi in Africa con l'inflazione più alta e come uno dei dieci paesi in Africa peggiori per invecchiare...

Però il Malawi è ancora "il caldo cuore dell'Africa", per la sua gente calorosa, che anche lottando con la fame non perde la voglia e la gioia di vita.

Un proverbio molto conosciuto in Malawi dice:

MASIKU SAMAKOMA ONSE / NON TUTTI I GIORNI SONO BELLI!

Per esperienza personale, che  tutti possiamo dire che è vero, ma se non tutti i giorni sono belli, c'è il bello in tutti i giorni e perciò anche se non possiamo vivere sempre felici, dobbiamo essere sempre felici di vivere!

Può essere il nostro programma di vita per il nuovo anno, forti dell'invito di Papa Francesco per la giornata mondiale della pace:

"Vinci l'indifferenza e conquista la pace".

L'indifferenza produce e nutre egoismo e guerra, mentre la pace genera e fa crescere amore e accoglienza per un processo di autentica umanità e fraternità.

"Di occhi belli ne è pieno il mondo.

Ma di occhi che ti guardano con sincerità e amore ce ne sono pochi".  Bob Marley 

"Nessuno può essere in pace,

mentre altri sguazzano

nella miseria e nell'insicurezza".  Nelson Mandela

Se si sogna da soli è solo un sogno.

Se si sogna insieme,

è la realtà che comincia.  Proverbio africano Dio ha un suo sogno per l'umanità, che un mio amico così descrive.

"Il 'sogno' di Dio sull'uomo si realizzerà quando non ci saranno più rapporti di forza, di dominio, di sfruttamento, ma rapporti di comunione e di solidarietà; quando la molla che porta all'azione non sarà il proprio tornaconto, ma l'attenzione all'altro. Utopia? Certamente.

Non c'è posto nella storia per una completa attuazione di questa idealità.

Ci possono essere però dei segnali incoraggianti, delle timide tracce. Dove?

Tra chi fa comunione nel nome e sotto la guida del Signore, come la famiglia..."

Con un grazie grande come l'anno scorso, vissuto coltivando insieme questo sogno di amore, auguro ogni bene con le parole di Papa Francesco:

"Non abbiate paura dell'impegno, del sacrificio e non guardate con paura al futuro; c'è sempre una luce all'orizzonte".

Tutti vogliamo la felicità.

Nessuno di noi vuole soffrire,

ma non puoi avere l'arcobaleno,

senza un po' di pioggia.

p. Mario

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BUON NATALE   

25 Dicembre 2015

"Il pellerossa con le piume in testa e con l’ascia di guerra in pugno stretta,
com’è finito tra le statuine del presepe, pastori e pecorine, e l’asinello, e i maghi sul cammello,
e le stelle ben disposte, e la vecchina delle caldarroste?
Non è il tuo posto, via! Toro Seduto: torna presto di dove sei venuto.
Ma l’indiano non sente. O fa l’indiano.
Se lo lasciamo, dite, fa lo stesso? O darà noia agli angeli di gesso?
Forse è venuto fin qua, ha fatto tanto viaggio, perché ha sentito il messaggio:
pace agli uomini di buona volontà".  

Gianni Rodari

"Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini che egli ama".  Lc 2,14
"Cerchiamo e vediamo la gloria di Dio  che risplende nell'uomo e donna vivente".  Papa Francesco

Oggi è Natale e facciamoci un prezioso regalo: "regaliamoci speranza".

Ciao p. Mario

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Verso NATALE                                            Balaka 10 Dicembre 2015

 È Natale per tutti piccoli e grandi, poveri e ricchi, neri e bianchi, solo se viviamo la nascita di Gesù,
in una vita autentica e sobria, con il cuore capace di misericordia, pronti all'accoglienza reciproca,
prendendoci per mano, camminando insieme per crescere insieme.

La luce della notte santa illumina anche il buio del nostro mondo che impedisce di guardarsi negli
occhi e lasciar parlare i cuori con il linguaggio dell'amore, che ci fa incontrare e non scontrare.

 "È troppo facile e ambiguo affermare il valore di un simbolo, che deve rinviare alla realtà di carne per avere valore.
Di fronte a un Cristo di cartone tutti si genuflettono: inginocchiamoci invece davanti a coloro che soffrono.
Cristo ha pagato due mila anni fa.
È troppo comodo inginocchiarci davanti ad un simulacro".
Ermanno Olmi

 È facile emozionarsi e gioire davanti a Gesù bambino nel presepio, vivendo il Natale dall'atmosfera
artificiale di stelle, luci, cene e regali.

Il Natale vero di Gesù dona vita nuova e gioia ancora più grande, perché arriva al cuore, aprendolo
agli altri senza paura, come Lui, che nasce piccolo, umile, povero per tutti, senza discriminazioni.

Celebrando insieme il Natale tutto può ricominciare di nuovo, con la sapienza di 'Dio con noi', Emanuele,
per vivere la gioia della comunione, della condivisione e della bellezza del creato, nostra casa comune
nel giardino rinverdito dall'amore solidale per tutti.

 Il Natale porta anche la nascita del nuovo anno 2106 ed è doveroso riconoscere ed ammirare il grande
lavoro missionario nell'area sanitaria, fatto dal COMFORT COMMUNITY HOSPITAL di Andiamo in Balaka,
con 70.000 pazienti, dei quali il 75% sono bambini, da gennaio ad oggi!

Ammirazione che diventa gratitudine per chi ha creduto e collaborato al progetto, con l'invito a continuare
con fiducia ed entusiasmo, coscienti dei nostri limiti, ma anche delle opportunità per donare conforto a tanti.

 Guardando avanti, con l'Alleluya BAND stiamo preparando il Tour 2016 dal titolo ODALA / BEATI,
che porteremo anche a Cracovia per la GMG, celebrando con milioni di giovani e con Papa Francesco
la bellezza della Misericordia, che se ci impegniamo a donare, tornerà a noi in abbondanza.

Saluti cari e auguri per un cammino fruttuoso verso Natale, ormai vicino.

 p. Mario

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Nel mese di Novembre la parola morte risuona forte, ma ora riecheggia più forte per la violenza che fa vittime in tutti i cinque continenti.
Prendiamoci qualche minuto per leggere l'esperienza di un uomo che ha vissuto la sua morte con la lucidità
e la passione che hanno segnato la sua vita, non lunga.

Steve Jobs, orfano, adottato dopo tante difficoltà, ha raggiunto il successo con l'azienda Apple Computer,
che aveva iniziato nel garage dei suoi genitori, a 20 anni.
Un tumore al pancreas lo ha portato alla morte all'età di 56 anni e sentendo la sua fine avvicinarsi,
con franchezza e pacatezza parla così:

"Ho raggiunto l’apice del successo nel mondo degli affari. Agli occhi degli altri, la mia vita è stata il simbolo del successo.
In questo momento, sdraiato sul letto d’ospedale e ricordando tutta la vita, mi rendo conto che tutti i riconoscimenti
e le ricchezze di cui ero così orgoglioso, sono diventati insignificanti prima della morte imminente.

Nel buio, quando guardo le luci verdi delle macchine per la respirazione artificiale e sento il ronzio dei loro suoni
meccanici, posso sentire il respiro della morte che si avvicina.
Solo ora ho capito, una volta che si accumulano
abbastanza soldi per il resto della tua vita, dobbiamo perseguire altri obiettivi che non sono legati alla ricchezza.

C'è qualcosa di più importante: per esempio, le storie d’amore, l’arte, i sogni della mia infanzia …
Non smettere di perseguire la ricchezza può trasformare solo una persona in un torsione, proprio come me.

Dio ci ha dato modo di farci sentire l’amore del cuore di ognuno di noi, non illusioni costruite dalla fama".

Sei anni prima, nel 2005, dopo aver sconfitto temporaneamente il suo cancro, in un discorso all'Università
di Standford Steve Jobs affermava:
"I soldi che ho guadagnato nella mia vita, io non li posso portare con me.
Posso portare con me i ricordi che sono rafforzati solo dall’amore.
Questo è il vero tesoro che seguirà, vi accompagnerà, vi darà la forza e la luce per andare avanti.
L’amore può viaggiare a mille miglia. La vita non ha limiti. 
Andare dove si vuole andare. Raggiungere le quotazioni che si desidera raggiungere. 
E' tutto nel vostro cuore e nelle vostre mani.
Qual è il letto più costoso del mondo? Il letto d’ospedale.

È possibile assumere qualcuno per guidare l’auto per voi, si guadagna per te stesso, 
ma non si può avere qualcuno a sopportare la malattia al tuo posto.
Le cose materiali perdute possono essere trovati. 
Ma c’è una cosa che non può mai essere trovato quando si perde: la vita.
In qualsiasi fase della vita
che stiamo in questo momento, alla fine dovremo affrontare il giorno in cui il sipario cadrà.

Fare tesoro di amore per la famiglia, l’amore per il coniuge, amore per i vostri amici …
Trattare voi stessi. Prendersi cura degli altri.
Nessuno vuole morire. 
Anche le persone che vogliono andare in paradiso, non vogliono morire per andarci.
'Se oggi fosse l'ultimo giorno della mia vita vorrei fare quello che sto facendo oggi?'
La morte è l'agente di cambiamento della vita.
Spazza via il vecchio per far posto al nuovo.
La morte è, con tutta probabilità, la più grande invenzione della vita". 
Steve Jobs

Se ogni giorno c'è un mondo che muore, ogni giorno c'è anche un mondo che nasce.
"E si va di inizio in inizio, attraverso inizi sempre nuovi". 
Gregorio di Nissa 

È la grande e vitale dinamica di Morte e Risurrezione: vita, morte, vita!

Ciao e auguri di vita piena nel Signore della vita, il Risorto.

p. Mario 

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BALAKA   2 Novembre 2015

 Novembre è il mese della memoria dei nostri cari che hanno tagliato il traguardo della vita terrena, per godere l'eternità nella comunione dei santi.
La memoria della vita vissuta insieme, porta con sé immagini di volti, di gioie e dolori, di vittorie e sconfitte, di sorrisi e pianti, di serenità e tensioni, di peccato e grazia, nell'impegno comune per missione del Vangelo di vita.

"Ricordati che quando lascerai questa terra, non porterai con te niente di quello che hai ricevuto, ma solo quello che hai dato:
un cuore arricchito da un servizio onesto, amore, sacrificio e coraggio".   S. Francesco.

 Doniamoci alcuni piccoli consigli per una vita sapiente.

Prima di decidere, dialoga.
Prima di parlare, ascolta.
Prima di scrivere, pensa.
Prima di giudicare, valuta.
Prima di mollare, provaci.
Prima di spendere, guadagna.
Prima di morire, vivi.
Per raccogliere, semina.
Per arrivare, parti.
Per scoprire, cerca.
Per vedere, guarda.
Per moltiplicare, condividi.
Per stringere, abbraccia.
Per amare, conosci.
Per pregare, ama.
Per vincere, lotta.
Per gioire, soffri.
Per risplendere, illuminati.
Per mangiare, lavora.
Per guarire, curati.
Per risorgere, muori.

Ricordando i nostri cari, viviamo ogni giorno la nostra vita, per poi condividerla con loro in pienezza e per sempre.

 vostro p. Mario

 Balaka - MALAWI

 

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LA MISSIONE del VOLTO                                              BALAKA   15 Ottobre 2015

 "Imparerai a tue spese, che nel lungo cammino della vita, incontrerai tante maschere e pochi volti". Luigi Pirandello È un'affermazione che può provocare sconcerto, ma contiene tanta verità.

Solo accogliendoci con fiducia reciproca, buttando le nostre maschere e guardandoci negli occhi, possiamo scoprire volti veri, con pregi e difetti.

Può essere l'inizio di un nuovo modo di vivere in questo nostro mondo, dove "l'umanità è simile al popolo d'Israele, quando era schiavo del faraone d'Egitto.

Siamo schiavi del non senso, della vita vuota, della stupidità". Carlo M. Martini Però "iniziare un nuovo cammino spaventa, ma dopo ogni passo che percorriamo, ci rendiamo conto di come era pericoloso rimanere fermi". Roberto Benigni

 A metà del mese missionario dovremmo conoscere meglio il nostro mandato, che oggi vorrei chiamare come "la missione del volto".

Gettate tutte le maschere, possiamo incontrare il volto di Gesù nelle persone vicine e lontane, per testimoniare il suo Vangelo, vivendolo con gioia.

In Sicilia, il monaco Epifànio dipingeva bellissime icone e ne voleva dipingere una che fosse il suo capolavoro: voleva ritrarre il volto di Cristo.

Ma dove trovare un modello adatto che esprimesse insieme sofferenza e gioia, morte e risurrezione, divinità e umanità?

Epifànio non si dette più pace e si mise in viaggio, percorrendo l’Europa, scrutando ogni volto. Nulla. Il volto adatto per rappresentare Cristo non c'era.

Una sera si addormentò ripetendo le parole del salmo 27,8:

"Il tuo volto, Signore, io cerco. Non nascondermi il tuo volto".

Fece un sogno: un angelo lo riportava dalle persone incontrate e gli indicava un particolare che rendeva quel volto simile a quello di Cristo:

la gioia di una giovane sposa, l’innocenza di un bambino, la forza di un contadino, la sofferenza di un malato, la paura di un condannato, la bontà di una madre, lo sgomento di un orfano, la severità di un giudice, l’allegria di un giullare, la misericordia di un confessore, il volto bendato di un lebbroso. 

Epifànio tornò al suo convento e si mise al lavoro.

Dopo un anno l’icona di Cristo era pronta e la presentò all’Abate e ai confratelli, che rimasero attoniti e piombarono in ginocchio.

Il Volto di Cristo era meraviglioso, commovente, scrutava nell’intimo e interrogava.

Invano chiesero a Epifànio chi gli era servito da modello.

Non cercare il Cristo nel volto di un solo uomo, ma cerca in ogni uomo un frammento del volto di Cristo.

 Ogni giorno incrociamo tante persone con le loro storie di gioia e di dolore.

Apriamo i nostri occhi e le nostre orecchie per spalancare il nostro cuore e battere il ritmo della solidarietà che è capace di creatività fraterna e solidale.

Iniziando l'Avvento ricordiamoci e viviamo le 7 opere di misericordia corporale:

dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati,  seppellire i morti.

Potremmo anche scoraggiarci in questo nuovo cammino di dialogo e di accoglienza che condivide ed allora ascoltiamo il consigli